La polemica

Mario Albrizio: «La candidatura della Rutigliani è stata portata avanti clandestinamente»

L'esponente di spicco di "Ruvo in movimento" definisce una «farsa» l'incontro che ha sancito la scelta del giovane avvocato da parte della coalizione

Politica
Ruvo di Puglia domenica 10 gennaio 2016
di La Redazione
Mario Albrizio © RuvoLive.it

Mario Albrizio non ci sta. L'esponente di "Ruvo in movimento", facente parte della coalizione "Uniti per Ruvo", interviene polemicamente su quella che definisce «la presunta candidatura della signora Rutigliani», dicendo che «è stata portata avanti surrettiziamente e per così dire clandestinamente da una parte» della sua compagine, «sempre per vie sotterranee e sfuggendo al confronto aperto e trasparente.

​Ringrazio la signora  Rutigliani ​per la stima espressa nei miei confronti», scrive ancora nella nota inviata alle redazioni, riferendosi all'appello fatto dalla candidata. «Vorrei ricambiare e augurarle di cuore una buona riuscita, ma le circostanze della sua designazione in quella vera e propria farsa del 7 gennaio mi rendono la cosa impossibile.

Niente di personale, s'intende», ci tiene a precisare Albrizio. «È un candidato come un altro. ​Di quelli che in questi vent'anni non hanno fiatato mentre la città veniva distrutta pezzo pezzo da quelli con cui andrà ad allearsi. Ma non è solo un problema della dottoressa Rutigliani. Ci sono pletore di candidati e aspiranti tali che non hanno osato aprire bocca davanti allo scempio sistematico, voluto e continuato ai danni dei ruvesi perbene. Ora vogliono fare i sindaci? Auguri. Il problema non è nostro. E per noi non è un problema. Non più di quelli che ci hanno depredato finora di risorse e diritti.

L'amica Rutigliani non è peggio di tanti altri. Se lei o altri avessero vinto lealmente una competizione trasparente, l'avrei sostenuta.  ​Lealmente, come è nel mio stile, ma evidentemente non in quello di tutti...​ Ma i sotterfugi, le squallide congiurine di palazzo, i trucchetti che neanche all'asilo fanno più - dei quali l'amica Rutigliani è ugualmente vittima, ​magari inconsapevole - sono veramente cose indegne che non si possono lasciar passare.

Sono riusciti a bruciare la candidatura di una brava persona, per incompetenza, faciloneria o calcolo, chissà. Perché tanto a chi porta avanti questi giochetti non interessa certo vincere o il bene della città. Interessa avere un tornaconto.

Il destino della "candidata" è purtroppo già scritto. È nel loro dna. La venderanno alla prima occasione a chi offre di più. Roba vecchia. Già vista. Che brucia ancora sulla pelle della città. Ruvo ha bisogno di ben altro», conclude amaramente.

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