Il decreto in discussione al Parlamento imporrebbe l’obbligatorietà

Vaccini, delegazione ruvese a Taranto per la libertà di scelta

​Il musicista e compositore Livio Minafra: «La medicina, quella di Ippocrate, quella che non doveva far male a nessuno, dev’essere priva, se possibile, di controindicazioni, altrimenti non è verità»​

Attualità
Ruvo di Puglia venerdì 14 luglio 2017
di Elena Albanese e Raffaella Anna Dell'Aere
Livio Minafra col figlio alla fiaccolata di Taranto
Livio Minafra col figlio alla fiaccolata di Taranto © Livio Minafra

Mentre in Parlamento si discute sul nuovo decreto vaccini, che vuole renderne obbligatori per legge ben dieci, il dibattito si accende anche nella società civile, in famiglia, tra amici, per le strade.

E sono in molti a mobilitarsi, anche in Puglia, per rivendicare la propria libertà di scelta. Martedì sera, a Taranto, un migliaio di persone si è riunito per una fiaccolata di sensibilizzazione sul tema, che è partita dall’Arsenale ed è arrivata in piazza Garibaldi. Vi ha partecipato anche l’avvocato Marcello Stanca, che segue da oltre 25 anni genitori i cui figli hanno subìto danni da vaccino. Nel capoluogo jonico sono arrivati pullman da Lecce, Brindisi e Foggia. E anche uno con a bordo una cinquantina di ruvesi, coadiuvati da Dina Iosca, e circa trenta persone provenienti da Bisceglie, Barletta e Bari.

Con loro anche il musicista e compositore Livio Minafra, sua moglie Mimma e loro figlio, che hanno sposato la causa. Prima entrando in contatto con altri gruppi, quando «il decreto è arrivato come un fulmine a ciel sereno». Condividere opinioni e pareri gli ha fatto capire di non essere soli in questa che considerano principalmente una battaglia a salvaguardia della democrazia. «C’è tantissima gente che non vuole vaccinare o vuole farlo in sicurezza – ci spiega Livio -. Ci sono tante famiglie coi figli danneggiati, alcune delle quali se ne stanno chiuse in casa a piangere il proprio dolore».

Da qui poi è partito un impegno più concreto, che lo ha coinvolto anche come artista. Grazie a lui, poco tempo fa a Bisceglie è nata l’orchestra di mamme e papà “Nati liberi”. Non è composta da musicisti, «a parte me e Ivan Dell’Edera. I componenti utilizzano come strumenti chiavi, giocattoli e altri oggetti, esibendosi in happening che sublimano le sensazioni interiori di anime inquietate e frastornate dal leso diritto alla libera scelta in fatto di vaccinazioni».

Quello di mercoledì è stato il loro terzo “concerto”.

«La medicina è democrazia – è la convinzione di Minafra e di chi come lui ha deciso di “metterci la faccia” -. Ciascuno può scegliere se curarsi o no e ha il diritto di scegliere come curarsi, se con la medicina convenzionale o con quelle alternative. Sono scelte individuali e sacrosante da rispettare».

La presa di posizione non è comunque contraria per principio, ma si erge anche a difesa di chi la pensa diversamente. In nome – appunto – della libertà e della democrazia. «Ciascuno deve poter decidere se affidarsi ai vaccini o dissentire. Per tante ragioni. Anche chi è a favore deve chiedere più garanzie, ad esempio un’anamnesi preventiva approfondita, per capire se il bambino è già immune.

La medicina, quella di Ippocrate, quella che non doveva far male a nessuno, dev’essere priva, se possibile, di controindicazioni, altrimenti non è verità, ma è qualcosa in divenire e almeno dobbiamo avere il diritto di esprimere le nostre perplessità», conclude.

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