L’omaggio

Inaugurata la nuova sede dell’usd Ruvese intitolata a Mimmo Ciliberti

Biagio Fracchiolla: «Lo conoscevo da una vita. Ho imparato tante cose da lui, dalla gestione dei ragazzi alla tracciatura di un campo. Nel 2012 ci siamo avvicendati alla guida della scuola calcio»

Attualità
Ruvo di Puglia mercoledì 06 dicembre 2017
di Giuseppe Tedone
L'inaugurazione della sede dell'usd Ruvese
L'inaugurazione della sede dell'usd Ruvese © RuvoLive.it

Si è tenuta ieri sera l’inaugurazione della nuova sede dell’usd Ruvese in piazza Bovio, dove precedentemente c’era lo Sporting Club dell’indimenticabile Domenico Ciliberti, conosciuto da tutti come il Presidente, morto lo scorso ottobre. Proprio a lui è stato intitolato questo luogo, che da oggi potrà essere utilizzato dagli iscritti e dallo staff della società come punto di socializzazione e intrattenimento. Erano presenti i suoi familiari, alcuni dei suoi ragazzi e i dirigenti della scuola calcio. Il locale è stato benedetto dal parroco della chiesa di San Domenico don Vincenzo Speranza.

Non sono mancati i ricordi e gli aneddoti da parte dei nuovi dirigenti. «È da una vita che conosceva Mimmo - queste le parole d’esordio del presidente Biagio Fracchiolla -. Ho iniziato a far parte di questa famiglia dal 1998, iscrivendo prima mio figlio e poi mia figlia, che gioca ancora a calcio. Sono partito prima come papà che accompagnava i propri bambini, per poi ricoprire il ruolo di dirigente e vicepresidente. Nel 2012 c’è stato il passaggio del testimone e ora sono il presidente dell’usd Ruvese. Ho imparato tantissime cose da lui, dalla gestione dei ragazzi alla tracciatura di un campo, visto che parecchi anni fa c’erano solamente campi in terra battuta e si tracciava con la calce e la carriola».

Anche il vicepresidente Paolo Columella ha voluto ricordare Mimmo Ciliberti. «Ho voluto portare avanti la sua identità del ricordo che ha lasciato, ossia la creazione di una scuola calcio a nome della collettività e di tutti questi ragazzi.

Se faccio parte di questa società lo devo solamente a lui, e dopo la sua scomparsa abbiamo deciso tutti insieme di intitolarli un club e un’associazione. Ho un bellissimo ricordo, in qualsiasi momento lo chiamavi lui si metteva sempre a disposizione, era molto positivo e mai negativo nelle cose, e non digeriva che nella sua creatura (così chiamava la scuola calcio) venissero fatte delle cose fuori dalla norma.

Il nostro obiettivo adesso è la creazione di un settore giovanile basato su un ottimo vivaio, che lanci i ragazzi nelle società professionistiche. Abbiamo già ottenuto delle soddisfazioni, infatti alcuni atleti hanno lasciato i nostri colori per confrontarsi con realtà completamente diverse. Questo è un anno zero, perché c’è stato un restyling nello staff societario, e posso ritenermi molto soddisfatto perché abbiamo 140 ragazzi iscritti, ma la cosa essenziale è trasmettere loro i valori della vita e soprattutto mostrarli in campo durante le gare».

«Il presidente Ciliberti è stata una delle figure che ho conosciuto sin dall’inizio – ha detto la tesoriera della società Rosa Fracchiolla Vitale -. Nonostante non ricoprisse più la carica di presidente, ho notato un accanimento nei confronti della Gioventù calcio Molfetta (società che gestiva anche la Ruvese), perché i giovanissimi allievi disputavano gli allenamenti e le partite a Molfetta e, durante una riunione in cui ci ha presentato come nuovi soci, si alzò facendo notare che la Ruvese doveva tornare nella propria città. Questo episodio mi ha segnato tantissimo, e quindi siamo riusciti a riportare tutte le squadre qui a Ruvo. Rispetto alla passata stagione, ci stiamo togliendo parecchie soddisfazioni, infatti l’anno scorso molti allenatori a campionato in corso hanno deciso di lasciarci per accasarsi in un’altra società, portando con sé l’intera squadra, e di conseguenza siamo retrocessi. I Giovanissimi sono al primo posto in classifica e anche i più piccoli ci stanno regalando delle soddisfazioni vincendo tutte le partite. Un’altra nota positiva riguarda l’iscrizione di molti ragazzi provenienti da Corato e Terlizzi, e questo è un grandissimo orgoglio per tutti noi».

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