La polemica non si placa

Flamma ardens, nuovamente ripristinato il servizio

Consegnate all’Amministrazione 500 firme. «Non ha bisogno di rinascere ciò che funziona perfettamente se lo si lascia onestamente funzionare, finché non si adottino legittime misure alternative»

Cronaca
Ruvo di Puglia martedì 12 giugno 2018
di La Redazione
Illuminazione del cimitero
Illuminazione del cimitero © Flamma ardens

La Flamma ardens, «per la terza volta in un mese, ancora una volta da sola, al terzo atto vandalico (di furti non è ormai più il caso di parlare) consumato contro le reti elettriche del cimitero cittadino, ha nuovamente restituito alla sua integrità il servizio di illuminazione votiva. Lo ha fatto, ancora una volta, nel rispetto delle legittime attese dei suoi utenti, attese che essa continuerà a onorare fino a quando svolgerà il suo ruolo di gestore. Tutto questo mentre l’Ente proprietario delle reti indaga sui “privilegi” di cui essa avrebbe goduto, e frattanto diserta ancora una volta persino la doverosa firma sotto la denuncia di quegli atti vandalici all’autorità preposta». Così la società, non senza alimentare la polemica, comunica alla cittadinanza e all’Amministrazione l’avvenuto ripristino.

Inoltre, fa presente di aver contestualmente «consegnato circa 500 firme di utenti che in pochi giorni hanno voluto così documentare il loro bisogno di tornare ad avvalersi di un servizio da sempre efficiente, e il loro dissenso da ogni strategia tesa a destabilizzarlo nell’immediato, nell’attesa messianica di presunte “rinascite”, dai tempi imprevedibili, affidate a un nuovo gestore. Non ha bisogno di rinascere ciò che funziona perfettamente se lo si lascia onestamente funzionare, finché non si adottino legittime misure alternative. Questo è ciò che hanno voluto testimoniare con le loro firme gli utenti.

Ma quelle stesse firme hanno voluto dire “basta” anche a un’altra sconcertante strategia messa in atto dall’Amministrazione, ovvero al blackout dei nuovi loculi comunali, tenuti spenti pur di impedire che li gestisca la Flamma ardens. E ancor più sconcertante, anzi grottesco, è scoprire che dallo scorso febbraio il Comune sta pagando un tecnico manutentore degli impianti elettrici cimiteriali (un incomprensibile duplicato su cui la magistratura farà chiarezza) che potrebbe completare in pochi giorni l’impianto e garantire così il sacrosanto diritto dei cittadini alla continuità del servizio. E invece non solo il Comune non dà questo mandato al tecnico da esso stesso nominato, ma il segretario generale e il dirigente comunale preposto hanno addirittura diffidato la Flamma ardens che chiedeva di completare l’impianto in assenza di altri incaricati, pur di soddisfare le pressanti richieste degli utenti. Insomma, mentre oggi nel cimitero operano ben due imprese elettriche, l’Amministrazione decide di lasciare al buio 300 lapidi. Caro concittadino, rassegnati: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare”.

E invece è bene che il cittadino non si rassegni – conclude la Flamma ardens nella sua nota -, e che non si rassegnino gli animosi giustizialisti della rete, pronti ad acclamare il sedicente giustiziere dei “privilegi vecchi di anni”, e con la stessa energia con la quale hanno sfogato i loro umori gli pongano questo secco, inquietante, legittimo quesito: è giusto negare a tempo indeterminato un servizio (che nello specifico vuol dire reprimere affetti), pur di impedire che un’azienda lo gestisca? E senza disporre nell’immediato di un’alternativa certa?

Nessuna strategia può opporsi ai diritti dei cittadini. La civica Amministrazione non può far pagare i suoi 12 anni di errori ai cittadini e nemmeno a un’azienda che responsabilmente ha gestito un servizio pubblico nell’assenza pervicace dei pubblici poteri, facendo tutto quanto le competeva: operativamente, ma ancor più eticamente».

Lascia il tuo commento
commenti