La curiosità

“La tomba delle danzatrici” di Ruvo finisce in copertina

L’immagine del famoso reperto, esposto al museo Archeologico di Napoli, illustra l’edizione italiana del saggio di Jörg Rüpke “Pantheon. Una nuova storia della religione romana”. L’approfondimento

Cultura
Ruvo di Puglia lunedì 09 luglio 2018
di La Redazione
La copertina del libro
La copertina del libro © Einaudi

Jörg Rüpke, 55 anni, è uno studioso tedesco che insegna Religioni comparate all'Università di Erfurt, in Germania, dove è anche vicedirettore del Max Weber Kolleg für kultur und sozialwissenschaftliche studien. L’ultimo dei suoi numerosi saggi, edito nel 2016, è Pantheon. Geschichte der antiken religionen”, ovvero “Pantheon. Una nuova storia della religione romana”.

Il libro è uscito nel nostro Paese lo scorso aprile per Einaudi. Nella versione italiana ha cambiato, oltre che lingua, anche immagine esteriore. La copertina, infatti, che nel volume originale riprende un antico mosaico e nell’edizione inglese (A new history of roman religion) mostra l'interno della cupola del Pantheon vista dal basso, è stata sostituita da una foto della Tomba delle danzatrici da Ruvo di Puglia, uno dei più importanti ritrovamenti di arte funeraria del V secolo a.C., attualmente esposto al museo Archeologico nazionale di Napoli, e proveniente proprio dalla nostra città.

«Un reperto riferibile alla Magna Grecia dei Peucezi, più che a Roma – scrive in proposito Carlo Franco su Il manifesto -, ma che evoca un rito e un contesto di culture in dialogo».

Pur focalizzandosi principalmente su Roma, infatti, il volume integra le molte tradizioni religiose riscontrabili in tutta l'area mediterranea, per raccontare la storia di un mutamento epocale, quando da un mondo dove si praticavano diversi rituali si passò a un mondo in cui “si appartieneva” a una religione.

Il libro è ampiamente illustrato e sottolinea con particolare enfasi la «religione vissuta», una prospettiva che mette in evidenza quanto le esperienze degli individui trasformino il culto in qualcosa di diverso dalla sua forma ufficiale, offrendo al lettore una rappresentazione nuova della religione romana e di un periodo cruciale che ha influenzato l'ebraismo, il cristianesimo, l'islam e perfino la stessa idea moderna di religione. L'autore ne sottolinea ogni peculiarità presentando, tra l'altro, una nuova visione di concetti centrali quali ad esempio i ruoli maschili e femminili nelle pratiche religiose.

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