di Grazia Ippedico
Fare una cronaca o un resoconto dettagliata della terza edizione della notte bianca, non è certo compito facile.
Si può dire però, con certezza, che è stata un avvenimento di grandissima popolarità, riscontrando forte successo a livello locale.
La notte bianca ha avuto il suo incipit alle 19.00 con il corteo di majorette e sbandieratori che è partito da piazza Matteotti e ha attraversato tutta la città vecchia e i quattro corsi principali.
Le iniziative, numerosissime e tutte di rilievo hanno avuto un grosso seguito dalle 21.00 fino all’una circa, quando una grossa fetta della popolazione ha abbandonato strade, corsi, piazze e viuzze, per lasciare spazio ai più giovani (compreso i giovani dentro, ovvio).
C’è comunque da dire che durante queste ore, il centro storico è stato letteralmente assalito. Contenti saranno stati i commercianti alimentari e soprattutto i macellai che hanno avuto la possibilità di arrostire e vendere carne, e bevande fresche.
Il fumo dell’arrosto non è stata la cosa più piacevole di questa notte, ma i banchetti, ovunque, sono stati presi d’assalto, e diciamolo pure, nella cultura meridionale in special modo, è costume festeggiare innanzi tutto gozzovigliando!
Fiumane di gente hanno assalito il centro storico, fino a formare lunghe e lente code per le strade, del paese in festa. Grandissimo riscontro hanno avuto i Javier Girotto e i Vertere string quartet. Evento che senza dubbio, ha avuto più successo in assoluto, durante tutta quanta la serata.
La gente che ha occupato il posto in piazza le Monache non l’ha abbandonato se non all’una, quando anche la Fanfara Populara aveva finito la propria fenomenale performance.
Qualità e divertimento in un connubio esplosivo.
Di successo è stata l’iniziativa a piazza Bovio, torneo a 5 di calciobalilla umano, che si è protratto dalle 20,00 fino a notte inoltrata.
Interessante la sfilata alternativa e sarcastica organizzata dalla Bottega del Mondo L’agorà che ha presentato capi d’abbigliamento del commercio convenzionale con tutto quello che comporta per i paesi del terzo mondo e in alternativa, capi d’abbigliamento del commercio equo e solidale, con dovizia di particolari, che vanno dal prezzo trasparente all’impatto con l’ambiente, ad una paga giusta e dignitosa per i lavoratori del terzo mondo.
Al termine i presenti sono stati allietati da balli brasiliani e dalla capoeira, con ballerini e ballerine bravissime e dalla bellezza travolgente.
Forte riscontro ha sicuramente avuto “Mudu” con Emanuele Tartone e Giuseppe Giuda e con il sosia di Eros Ramazzotti. Un forte seguito ha di certo avuto l’esibizione d’arte marziale, in corso Cavour.
Apprezzato le mille e una notte di Paolo Panaro.
Positiva l’apertura dei monumenti, in una città aperta all’arte, primo tra tutti il campanile della cattedrale, bene storico ed architettonico della nostra città, non da tutti visitato e valutato a pieno.
Tante le mostre artistiche. Locali chiusi durante l’anno hanno preso vita, magicamente, tra una tela e l’altra. Angoli e marciapiedi del centro storico hanno fatto da degna cornice alle opere più disparate, tingendo di colori e vita, la nostra città.
Tanta gente ha apprezzato fino a tardi la Rhomanife, primo raduno di artisti pugliesi in concerto, in piazza Matteotti.
Non ci si può esimere dal dire che un fiume di gente c’era anche in piazza Dante, alla festa tricolore, che approfittando della notte bianca ha promosso il teatro della compagnia teatrale Biagio Minafra, che ha esordito quest’ anno con l’inedita commedia in vernacolo “U scattaraule”.
Il teatro senza colore né bandiere, si sa, è da tempi immemori, la migliore attrazione popolare e il miglior mezzo di comunicazione. Punto in comune quindi tra destra e sinistra quello di rivalutare ogni tipo di teatro nel nostro piccolo e assetato paese.
Fino a tardi si è trattenuta le gente presso il bar Tatera, dove Lillo Strillo ha intrattenuto una folla inverosimile di persone.
Consapevole di non aver menzionato tutto e d’aver tralasciato sicuramente manifestazioni di gran rilievo, menziono in ultimo (e non per merito) il concerto dei Bar Mario e dei Soliti Ignoti, in corso Carafa.
Dedicato sicuramente ai più giovani, l’ormai famosa e pluriacclamata cover band di Luciano Ligabue ha dato il massimo, soddisfacendo anche i più critici e reticenti. Il successo del gruppo dato dal carisma del leader e dalla bravura dei componenti rimane innegabilmente indiscusso. Star del 2007, il concerto ha avuto un’affluenza a dir poco spropositata.
Quanta gente abbia partecipato alla notte bianca non si può ancora sapere, un resoconto dettagliato è quasi impossibile, ma la sensazione di una città fremente, viva e pullulante, era percepibile anche domenica mattina, quando a mezzogiorno, poca gente era in giro, e la città era ancora avvolta in un tiepido torpore.
Tipico di chi dopo aver fatto baldoria durante la notte, al levar del sole chiude gli occhi e fa riposar le stanche membra, provate dalla fatica di una folle, magica, portentosa notte insonne.
(Foto: Angelo Malagnino)