Politica
22 ottobre 2008

Gelmini? Ecco perchè noi diciamo sì!

Ci scusiamo della lunghezza dell’articolo ma le esigenze di verità impongono talvolta discorsi lunghi e dettagliati

di La Redazione

Caro direttore sulla scia dell’articolo inviato dal nostro movimento del 03 ottobre 2008 ci sembra doveroso intervenire sulla sua testata dopo l’ennesimo articolo sul tema della riforma della scuola, pubblicato dai giovani del PD, al fine di creare un contraddittorio che cerchi dal nostro punto di vista di spiegare le ragioni che rendono questa riforma un improcrastinabile passo nel processo di cambiamento del sistema scuola.

Ripercorriamo a tal fine in maniera comparativa ciò che è stato scritto dai giovani del PD al fine di spiegare i perché della riforma…Parlare di “psicodramma sociale” sembra alquanto assurdo atteso che la riforma finalmente risolve un problema che sino ad oggi si verifica continuamente nella scuola elementare ,cioè il turn-over degli insegnanti, che in tal senso crea uno “psicodramma individuale” nel bambino che ogni anno si trova di fronte insegnanti nuovi con le difficoltà di adattamento che ne conseguono.

Soffermarsi poi sul profilo dei tagli al personale docente e non-docente sembra a dir poco demagogico e fuori da qualsiasi logica di razionalizzazione del sistema. Siamo d’accordo che non è una scelta felice, ma uno stato che oggi deve fare i conti con la mancanza di fondi per dare sostegno ad un’economia sociale di mercato(come affermato dal ministro G. Tremonti), in cui oltre al rilancio dell’impresa si cerca di ridare capacità di spesa alla famiglia attraverso interventi progressivi che con il tempo riducano la pressione fiscale, sicuramente deve fare scelte decise e chiare orientate nell’ottica di non considerare la scuola come uno stipendificio dove tutti i precari possano trovare un sicuro approdo. Poi leggendo il citato art.64 del DL 112/08 si parla al comma 2 di riduzione del personale ATA del 17% nel triennio 2009-2011 rispetto a quello previsto nel 2007/2008(questa è l’unica parte citata dal PD quando parla di tagli); tuttavia al comma 6 si parla di un impegno di spesa lorda per il 2010 di 1.650 milioni di euro, per il 2011 di 2.538 milioni di euro e 3.188 a partire dal 2012. Confrontando tali dati con l’art 2 comma 412 della legge finanziaria del Dicembre 2007 vediamo come il governo Prodi avesse destinato al sistema scuola 1.218 milioni di euro per l’anno 2010 ed 1.432 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011.

A questo punto sorge un interrogativo chi più investe nell’istruzione? Semmai più importante è sottolineare che mentre i fondi utilizzati dal governo Prodi avrebbero creato ulteriormente precariato con aggravio per le casse dello stato la rif. Gelmini punta come sottolineato al comma 4 dell’art 64 a una razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti; Inoltre l’ultimo comma dell’art 64 (citiamo testualmente) afferma che “Una quota parte delle economie di spesa di cui al comma 6 e' destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere dall'anno 2010, con riferimento ai risparmi conseguiti per ciascun anno scolastico”. Quindi si punta a migliorare il personale già presente nelle scuole secondo un’ottica non di semplificazione ma di miglioramento dell’“esistente”.

Altro tema è quello del grembiule e della valutazione.
Il ritorno del grembiule non rappresenta solo “un ritorno al buon tempo antico” ma una forma di livellamento sociale a fronte delle discriminazioni derivanti dall’uso sempre maggiore da parte anche dei bambini di indumenti di marca e soprattutto per i genitori uno strumento contro le macchie di colla,inchiostro e cibo che sicuramente rappresentano episodi frequenti nella scuola dell’infanzia ed elementare.
Per quanto riguarda la valutazione l’introduzione dell’obbligo di raggiungere il sei in ciascuna materia rappresenta sicuramente un modo per dare alla scuola quel valore meritocratico che negli ultimi tempi sicuramente si è perso. Un ragazzo non idoneo in una materia non deve poter accedere all’anno successivo perché nella formazione dell’individuo qualsiasi branca del sapere è fondamentale(non possiamo creare gerarchie di valore nella didattica sarebbe assurdo dire che un 5 in storia potrebbe essere compensato da un 10 in matematica) e anche il mancato raggiungimento del 6 in condotta legittima la bocciatura perché è indice di un ragazzo che non ha raggiunto il livello di maturità dei suoi amici di classe.

Un punto volutamente non toccato dall’articolo del PD è l’introduzione degli stessi libri di testo per almeno 5 anni consecutivi secondo quella logica di sostegno alle famiglie spesso costrette a comprare annualmente libri di testo a fronte di cambiamenti marginali. Infatti l’articolo 5 del DL 137/2008 recita testualmente “i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili”.
Infine ci sembra doveroso spendere due parole anche sul tema della formazione di classi separate tra bambini italiani e stranieri in relazione al quale siamo stati accusati di “razzismo”. La possibilità di creare delle classi differenziate risponde alla logica della efficienza formativa, infatti attraverso questo sistema si darà la possibilità ai bambini stranieri di seguire corsi di italiano parametrati alle loro esigenze e una volta raggiunto il livello richiesto attraverso un’ esame poter accedere alle classi miste. Ad onor del vero i bambini stranieri che già possiedono un livello di integrazione linguistica adeguato saranno direttamente immessi nelle classi con bambini italiani.

Ci scusiamo della lunghezza dell’articolo ma le esigenze di verità impongono talvolta discorsi lunghi e dettagliati. Continuiamo comunque a sostenere l’esigenza che il Pd si soffermi più su tematiche locali dando risposte concrete ad una comunità che scende sempre più verso la “cultura del nulla”anziché spostare l’opinione pubblica ruvese su temi che quotidianamente i media portano all’interno delle nostre case. Con la nomina del nuovo direttore generale(figura ultronea sul quale torneremo più in là) che costerà 100mila euro e un fuori bilancio di ottanta mila euro per spese elettorali c’è poco da investire nell’istruzione dei giovani ragazzi ruvesi ed è normale allora che senza un’ottica sociale di spesa l’istruzione diventi un lusso solo per coloro che se la possono permettere. Quei soldi potevano essere usati per progetti extra-scolastici o per fornire libri e strumenti didattici ai bambini ruvesi poco agiati. “Questo è ciò che noi chiamiamo…AZIONE

115 commenti per questo articolo
postato da CARLOGIULIANI
23 luglio 2009 @ 20.56
A piazzale Loreto ci sta ancora tutto lo spazio del mondo.
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postato da elsy63
16 novembre 2008 @ 12.34
Oggi ci vorrebbero tutte le donne del mondo,che sanno davvero cosa vuol dire amare, stanche di starsene zitte ad ascoltare, che si alzassero in piedi con in bocca un parola. Basta. Basta con questo orrore. Basta con questa indifferenza. Basta con questo inutile dolore. a dire Gelmini non siamo come te!ti accanisci come gli altri sugli infdifesi! http://www.santeramolive.it/news/news.aspx?idnews=1559 http://petizioni.tiscali.it/sign/list/bastaaitaglisulsostegno leggete e sosteneteci
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postato da biagioilgatto
01 novembre 2008 @ 13.40
ma che belle facce allegre c'avete.spero che oltre che soddisfatti di questa "legge" lo siate anche dell'imminente ritorno del fascismo in italia. e spero un giorno di vedervi in fila davanti ad un plotone formato dai generali che votate
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Altro tema è quello del grembiule e della valutazione
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