di Redazione
Il Carnevale tradizionale ruvese prende sempre più piede, e Livio Minafra ha composta una canzone in suo onore. Figlio del più celebre padre, Pino, Livio si è spesso distinto per la sua creatività e per la sua passione per le cose della sua terra. Non meraviglia dunque la sua partecipazione al progetto. Il pezzo ha toni incalzanti e popolari, è orecchiabile e gradevole da ascoltare. Ritrae l'allegria del Carnevale, ma anche una certa interpretazione del funerale di Mba Rocchetidde, incalzato dalle voci femminili. Il tutto assolutamente in vernacolo.
Mba Rocchetidde, la maschera ruvese per eccellenza, durante il Carnevale si prende gioco dei propri concittadini. Spesso sono i politici ad attirare le sue ire e denuncia ciò che non va nella città in rime, sfeffeggiando tutti. La composizione della canzone che fa da sottofondo al Carnevale Ruvese è stata affidata a Livio Minafra, pianista. Ne è nato un brano di 3 minuti con alcuni echi molto familiari e cari al compositore. Al testo in vernacolo ruvese, scritto da Vito De Palo si aggiunge la tarantella scritta dal Minafra ispirata al Ballo di San Vito di Vinicio Capossela. In più melodie alla Nino Rota si aggiungono alla ironia tipica di Daniele Sepe. Non da ultimo ritroviamo elementi del brano "Terronia" del padre Pino.
A partire dal 2010, inoltre, su suggerimento dello stesso Minafra, partirà la tradizione per cui ogni anno si affiderà ad un musicista o compositore ruvese
la possibilità divertissement di comporre le musiche di Mba Rocchetidde, seguendo le ultime cronache a seconda della loro ironia o denuncia nella musica stessa da inventare.
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