Amministrative 2018

Biagio Stasi, un ruvese candidato sindaco a Borgofranco sul Po

43 anni, è un agente penitenziario del carcere veronese di Montorio ed è a capo di una lista civica composta prevalentemente da colleghi pugliesi, lucani e siciliani. E non mancano le polemiche

Politica
Ruvo di Puglia giovedì 17 maggio 2018
di La Redazione
Borgofranco sul Po
Borgofranco sul Po © mapio.net

Borgofranco sul Po è un paesino di 775 abitanti in provincia di Mantova che, insieme ad altri 783 Comuni in tutta Italia, il 10 giugno prossimo sarà interessato dalle elezioni amministrative per rinnovare il Consiglio comunale e scegliere il nuovo Sindaco. Una gestione in questo caso che durerà meno di un anno, poiché nel 2019 sono previste la fusione con il vicino Carbonara Po e la conseguente nascita di Borgocarbonara.

In questo minuscolo borgo lombardo, a candidarsi come primo cittadino c’è anche Biagio Stasi, 43enne originario di Ruvo di Puglia, agente penitenziario nel carcere veronese di Montorio. È a capo di una lista civica, “Passi nel futuro”, composta quasi esclusivamente da colleghi che lavorano con lui o in un altro istituto penitenziario a Bologna, tutti provenienti da Puglia, Basilicata e Sicilia, nessuno di loro residente dunque in loco.

Il sospetto è che tale scelta derivi dalla possibilità, garantita gli appartenenti alle forze di polizia, di ottenere un intero mese di riposo retribuito dal lavoro grazie a un’«aspettativa speciale, con assegni, dal momento dell’accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale», ovvero per 30 giorni.

Nonostante il presentatore della lista Vito Iannielli su La Gazzetta di Mantova abbia precisato che «la vera motivazione della nostra candidatura è che vogliamo provare un’esperienza amministrativa», la vicenda ha creato non poche polemiche a livello locale. «Non ho parole – tuona su Il Giorno l’attuale sindaco nuovamente candidata Lisetta Superbi -, se è tutto vero, c’è da indignarsi». “Passi nel futuro” potrebbe ottenere i tre consiglieri destinati all’opposizione, motivo per cui ha deciso di scendere in campo un’altra formazione oriunda, “Stop commissariamento”, nata per evitare il rischio di un blocco amministrativo qualora la lista di Stasi non partecipasse attivamente alla vita del Comune.

Non sarebbe infatti la prima volta che il diritto sancito dall’articolo 81 della legge 121 del 1981 viene esercitato in maniera poco consona. In passato è successo diverse volte, ma anche in questa tornata elettorale, ad esempio, la piccola Faeto, nel foggiano, 623 abitanti, anch’essa interessata dalle Amministrative, vanta ben otto candidati sindaco, di cui cinque sono agenti di polizia penitenziaria in servizio in altre città della provincia.

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