Verso il voto

Spina: «Noi figli di questa terra. Azzollini sacrificato alla logica feudale di Fitto»

Il durissimo affondo del candidato di centrosinistra a Molfetta

Politica
Ruvo di Puglia martedì 13 febbraio 2018
di La Redazione
Francesco Spina durante l'incontro a Molfetta
Francesco Spina durante l'incontro a Molfetta © n.c.

«I nostri sono candidati figli di questa terra, radicati sul territorio ed espressioni libere di un pensiero progressista e riformista e di consolidato impegno civico».

È quanto ha affermato da Francesco Spina, candidato per il centrosinistra nel Collegio uninominale per la Camera dei Deputati Puglia 3, che comprende i comuni di Bisceglie, Corato, Giovinazzo, Molfetta, Ruvo e Terlizzi. L'occasione è stata data da un convegno organizzato nella Fabbrica di San Domenico a Molfetta, a cui hanno partecipato anche i candidati Nicola Piergiovanni e Loredana Lezoche del Partito democratico, oltre al sindaco della città, Tommaso Minervini.

«Il centrodestra pugliese - ha detto Spina - ha svenduto per logiche politiche questo collegio a Raffaele Fitto, che ha piazzato l’abbinata Gino Perrone di Corato e Carmela Minuto, entrambi esponenti storici del suo movimento. Vittima sacrificale illustre di questa svendita il senatore Antonio Azzollini che non avrebbe mai accettato la logica feudale fittiana».

«Nel 2013 Bisceglie subì lo stesso tipo di attacco - ha sottolineato Francesco Spina - con la stessa regia politica, ma la città reagì con la straordinaria vittoria delle mie dodici liste civiche. Oggi, in questo collegio, può ripetersi questa straordinaria storia di libertà e democrazia attraverso l’osmosi tra un partito plurale come il Partito Democratico e le tante liste civiche he animano la vita delle comunità di Molfetta, Giovinazzo, Ruvo, Corato, Terlizzi e Bisceglie.

La scelta delle candidature di Spina, Nicola Piergiovanni e Loredana Lezoche, sostenute dal Presidente della Regione Michele Emiliano, contribuirà il 4 marzo ad affermare le ragioni di autonomia e identità di questo territorio evitando che qualcuno possa scippare il bene più prezioso di queste comunità: la libertà».


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