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Festa patronale con multa

Un turista: «Ho parcheggiato l'auto lungo una via che solo successivamente ho scoperto essere parte del percorso della processione di San Biagio, poiché nulla faceva presupporre che lì ci sarebbe stato un divieto di sosta»

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Ruvo di Puglia martedì 07 febbraio 2017
di La Redazione
La multa © n.c.

«Pur vivendo in un’altra città, il 3 febbraio scorso mi sono recato nel mio paese natale Ruvo di Puglia per partecipare con devozione ai festeggiamenti del Santo Patrono, anche perché mancavo da tempo». E' l'incipit del racconto di un turista che, giunto in città venerdì scorso, si è poi ritrovato con una brutta sorpresa pari a 41 euro di ammenda; a suo dire - con tanto di documentazione fotografica - inaspettata.

«Ho parcheggiato la mia automobile lungo una via (corso Piave, ndr) che solo successivamente ho scoperto essere parte del percorso della processione della statua di San Biagio, patrono della Città di Ruvo - spiega -. Per la verità, nulla mi faceva presupporre che in quel punto ci sarebbe stato un divieto di sosta, anche perché appena arrivato non avevo notato alcuna segnaletica in tal senso.

Iniziata la cerimonia religiosa, a un certo punto, la processione ha imboccato proprio la via in cui avevo parcheggiato l’auto e così mi si è accesa la lampadina e ho capito che probabilmente era in divieto di sosta. Come un ragazzino, correndo senza fiato, ho raggiunto la macchina sulla quale, in bella mostra, già campeggiava la velina rosa della multa, cominatami da un vigile che con apparente soddisfazione stazionava proprio nei pressi dell’auto», racconta.

«A quel punto ho desistito da ogni forma di protesta e ho cercato il segnale di divieto di sosta che, in effetti, era stato affisso, ma solo in un unico punto della strada, più in là rispetto alla macchina, peraltro abbastanza poco evidente e con un foglietto volante appeso a un palo per le acque reflue di uno stabile (come si vede in fotografia).

Le multe, non c’è che dire, si pagano - conclude sconsolato -. Però una riflessione la devo fare: i divieti vanno esposti in modo chiaro e inequivocabile in ogni punto della strada. Un turista che non conosce la città e non sa che da una determinata via passa la processione, in assenza di una chiara indicazione di divieto di sosta, parcheggia in totale buona fede. Poi però si vede recapitare una bruciante ammenda. Non lo trovo incoraggiante, soprattutto se il cartello viene affisso in modo abbastanza superficiale sia per tipologia sia per dimensioni.

Così si vuole incrementare il turismo dalle nostre parti?», si chiede infine.

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