Domenica scorsa a Noicattaro

Gare interregionali di tiro con l’arco, tre medaglie per l’Arcieri Rubis

L’intervista a Nina Balan, vincitrice di un oro: «Lo dedico alla mia coach Mariella Milani, che mi sostiene e stimola prima di ogni competizione. Mi piacerebbe che questo sport avesse più visibilità»

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Ruvo di Puglia giovedì 12 ottobre 2017
di Giuseppe Tedone
Nina Balan
Nina Balan © Nina Balan

Domenica 8 ottobre si sono svolte a Noicattaro, in provincia di Bari, le gare interregionali di tiro con l’arco. Tra le squadre partecipanti c’era l’Arcieri Rubis, che ha conquistato due ori con Nina Balan e Mariella Milani e un bronzo con Massimiliano di Gioia.

Nina Balan si è avvicinata al tiro con l’arco nel 2014 senza troppe pretese, e da lì ha iniziato la sua carriera, grazie anche a Mariella Milani, la sua allenatrice, che l’ha invogliata ad appassionarsi a questo sport. Ha disputato numerose gare conquistando varie medaglie. Oltre alla gara indoor di domenica scorsa, ha partecipato anche a quelle hunter&field (tiro di campagna) che comprende 12 piazzole conosciute e altrettante sconosciute.

Come ti sei appassionata al tiro con l’arco?, abbiamo chiesto a Nina.

«È stato un caso. Parecchi anni fa nella Pineta comunale si svolgeva un open day di tutti gli sport che si praticavano a Ruvo. In quella occasione ho conosciuto Mariella Milani, anche se in realtà è stata prima mia figlia a provare, io la seguivo “da lontano”. Poi è arrivato il mio turno e una volta preso in mano l’arco non l’ho più lasciato. Dal 2015 sono iscritta alla Fitarco tramite la società Arcieri Rubis».

In questi anni hai raccolto tantissimi risultati…

«Sono stati anni molto ricchi di soddisfazioni: nel 2016 ho conquistato il terzo posto ai campionati regionali indoor nella mia categoria, arco nudo. Mentre nell’anno corrente ho ottenuto il secondo posto sempre ai regionali indoor, ma sono diventata anche campionessa regionale della categoria hunter&field. Questi sono i risultati più importanti, ovviamente ho ottenuto altri podi in tantissime gare. Oltre a me, nella società ci sono atleti molto validi e di ottima prospettiva».

Il suo cruccio è però che «in Italia il tiro con l’arco non ha molta visibilità rispetto ad altri Paesi, anche se in parecchie manifestazioni come Europei, Mondiali e Olimpiadi si sono ottenute delle medaglie».

Come mai non è tanto seguito come altri sport quali il calcio, il basket e la pallavolo?

«Il tiro con l’arco è uno sport praticato dalla singola persona e per questo si distingue dagli altri sport. A questo si aggiungono anche i media che non ne parlano molto, lo testimoniano anche manifestazioni che vengono trasmesse in orari non consoni al pubblico.

Vi faccio un esempio: si è svolto il mondiale juniores olimpico a Rosario, in Argentina. Tre nostre ragazze si sono laureate campionesse del mondo e nessuna tv ha parlato di questo enorme successo; purtroppo il nostro sport rientra in quella categoria considerata di serie B rispetto ad altri sport».

A chi dedichi il tuo oro?

«Vi racconto un aneddoto. Prima della gara ho cambiato le frecce e avevo pochi allenamenti nelle gambe, nonostante ciò non avrei mai immaginato di ottenere questo trionfo. La conquista della medaglia d’oro la dedico alla mia coach Mariella, che mi sostiene e stimola prima di ogni competizione e non solo.
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