Emozionante serata dedicata ad Antonio Summo

Talos festival: dall’inizio alla fine, dalla fine all’inizio

​Pino Caldarola e Tommaso Scarimbolo, rispettivamente maestri dei due laboratori musicali dell’Apulia’s Junior Band e di Bembè Percussion Ensemble Dynamai concludono l'edizione 2017 della kermesse

Spettacolo
Ruvo di Puglia mercoledì 13 settembre 2017
di Raffaella Anna Dell'Aere
Talos festival: dall’inizio alla fine, dalla fine all’inizio
Talos festival: dall’inizio alla fine, dalla fine all’inizio © Raffaella Anna Dell'Aere

Ancora reduci dall’ultima serata internazionale del Talos festival,in piazzetta Le Monache, che ha visto un'incalzante staffetta tra i grandi musicisti del calibro di Michel Godard, Livio Minafra, Nicola Pisani e Roberto Ottaviano, dove c’è stata anche la presenza silenziosa e sentita dei volti politici terlizzesi, quali il sindaco Ninni Gemmato e il consigliere di minoranza Giuseppe Volpe, il Festival ci riporta con i piedi per terra, sul sagrato della Cattedrale.

Causa di questa casualità è stata la tanto desiderata pioggia che, forse per magia o per bisogno, ha completato il cerchio delle emozioni musicali, rinunciando alla linea temporale degli eventi del prima e del dopo, per unire e mescolare luoghi, eventi, significati, desideri e tempi.

Quando la fine diventa inizio, forse si tocca l’eternità. È ciò che si è percepito in una sera copiosa di vento, quella di ieri, dove a tratti si respirava il surreale odore del mare, quasi a lasciarsi fluire nell’abbandono della vita che decolla sempre, nonostante tutto.

L’origine della vita personificata dai bambini radiosi di energia dell’Apulia’s Junior Band di Pino Caldarola e Bembè Percussion Ensemble Dynamai di Tommaso Scarimbolo hanno concluso il Talos festival 2017, con un’emozionante serata dedicata al giovane musicista Antonio Summo, scomparso prematuramente durante l’incidente ferroviario dell’estate scorsa.

Il ritorno sul sagrato della Cattedrale ha reso l’epilogo del festival inconsueto, dalla forma circolare come le ruote della bicicletta utilizzate per fare musica. «Gli strumenti si muovono tutti…gira tutto.» È la didascalica espressione di Tommaso Scarimbolo come nota alle esibizioni profonde e toccanti con la sua band. Attraverso la musica è raffigurata «l’importanza di continuare nonostante le difficoltà, cercare di non fermarsi mai, per fermare tutto» continua Tommaso avvolto nello splendore della sua camicia bianca, non a caso, color giglio. La purezza e l’entusiasmo dei bambini e ragazzi si taglia a fette, come introdotto da Pino Caldarola: «Dopo il fiume in piena dei grandi musicisti, questi ragazzi sono la sorgente di questo fiume – e prosegue soffermandosi sull’importanza - dell’educarli, attraverso la musica, al rispetto degli altri e delle diversità, all’etica del lavoro e degli impegni presi.» Caldarola fa appello alla sfera emozionale e pedagogica virando in una citazione personale ma universale. «Se non saranno tutti musicisti, tutti saranno brave persone».

Emozioni dunque, e non poche, nella culla di pietre che avvolge la Cattedrale scossa sia dai ritmi viscerali e poderosi dei Bembè, sia accarezzata dall'esecuzione delicata e precisa dei bambini di Caldarola, dove colori e timbri musicali si susseguono per disegnare il cerchio della vita, delle vite.

Presenti, come sempre, il sindaco Ninni Chieco e l’assessora Monica Filograno che, durante l‘intervallo, viene invitata da Pino Minafra al microfono col simpatico appellativo, tutto rubastino, di “Spllicch”, che l’assessora pare accogliere piacevolmente con un sorriso.Visibilmente sorpresa da questa affettuosità verbale da parte del maestro Minafra, manifesta soddisfazione per il lavoro dei due laboratori musicali come punto valoriale per l’intera città che potrebbe addirittura lanciarsi in 365 giorni l’anno di fervida creazione musicale in un Talos festival prolungato.

Il papà del Talos non poteva mancare sull’ironizzare e giocare con una puntatina politica tra la destra e la sinistra: «Vado a destra…a sinistra…o al centro? Vado dove mi porta il cuore». Il cuore di Pino si sa dove va…ci fa roteare tra l’amore della terra ruvese, il perenne sogno della Fondazione del Talos festival e tutte le sue incognite anno dopo anno, le emozioni e la straordinaria bellezza che solo la Musica sa dare e il peperoncino frizzante della sua lingua, quella del cuore.

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