Cattedrale

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di La Redazione
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La Cattedrale di Ruvo fu edificata tra il XII e il XIII sec. d.C. sulle rovine di più antichi edifici, ponendosi così a cavallo fra il Romanico pugliese e il Gotico svevo: essa infatti fonde armoniosamente elementi romanici e gotici.

La facciata, caratterizzata da un notevole slancio verticale della navata centrale e da un’accentuata inclinazione degli spioventi laterali, rappresenta uno splendido repertorio della cultura artistica pugliese: su un paramento liscio si aprono tre portali, corrispondenti alle tre navate e incorniciati da archi concentrici su colonne.

Il portale centrale, più ampio di quelli laterali, è fiancheggiato da due colonne sormontate da grifi e rette da leoni stilofori, a loro volta sostenuti da telamoni rannicchiati. I quattro archi concentrici del portale sono decorati con bassorilievi rappresentanti gli emblemi dei quattro evangelisti, i dodici apostoli, gli angeli reggituribolo convergenti nella figura centrale del Cristo, accanto al quale figurano Giovanni Battista e la Vergine in atto di supplica.

Procedendo verso l’alto, sulla verticale del portale centrale, si nota un piccolo rosone a traforo proveniente da un altro monumento; più in alto si apre una bifora col bassorilievo dell’Arcangelo Michele e, al di sopra, un grande rosone a dodici raggi di probabile fattura rinascimentale.

In una piccola nicchia è posta la statua di un personaggio seduto, la cui identità resta di difficile interpretazione: secondo un’ipotesi accreditata rappresenterebbe il finanziatore della chiesa nell’atto di offrire la cattedrale alla comunità ruvese. Infine sulla sommità è collocata la statua del Redentore che regge una bandiera segnavento. Tutta la facciata principale, come pure quelle laterali, sono movimentate da archetti pensili terminanti con motivi vegetali oppure a teste umane o di animali.

L’interno è diviso in tre navate da pilastri cruciformi di diversa fattura (alcuni provenienti dall’edificio sacro precedente) sormontati da archi a tutto sesto. I pilastri della navata destra si differenziano da quelli della navata sinistra per una maggiore qualità artistica, segno che la chiesa fu costruita tempi diversi. Probabilmente fu dapprima costruita la navata destra e successivamente quella sinistra, realizzata, forse per mancanza di fondi, con pilastri dalle forme più squadrate. Inoltre, i pilastri di destra reggono due colonnine, che a loro volta dovevano reggere una volta a crociera, ma vi fu un’interruzione dei lavori, alla ripresa dei quali fu cambiato programma di costruzione.

Nella navata sinistra infatti i pilastri, meno rifiniti, poggiano su capitelli rovesciati preparati per altri usi, manca il sistema binario di colonnine e la volta è chiusa a capriate e non più a crociera.

La navata centrale presenta un ballatoio pensile sostenuto da mensole elegantemente decorate: su questo cornicione, a mo’ di balconata, girava tutt’intorno una ringhiera in ferro battuto, oggi inesistente. Addossate alle pareti delle navate laterali si possono osservare lastre tombali di vescovi e notabili ruvesi, un tempo incastrate tra le chianche pavimentali della chiesa, in corrispondenza dei rispettivi sepolcri. Sul fondo si aprono tre alte absidi, visibili all’esterno, simili a quelle della Cattedrale di Trani.

Numerosi restauri hanno cercato di riportare la Cattedrale allo splendore originario: si è provveduto a chiudere le numerose cappelle laterali, realizzate fra XVI e XVII sec. secondo i canoni estetici barocchi e a rimuovere il soffitto cassettonato settecentesco con il tavolato dipinto da Luca Alvese. Nel corso della frenetica distruzione delle sovrapposizioni barocche vennero alla luce i frammenti degli affreschi che anticamente decoravano le pareti della Cattedrale.

Di particolare rilievo per l’accuratezza del disegno e la cromia dei colori è una Maestà con S. Sebastiano del XVI sec. Sull’altare dell’abside di destra si può ammirare una magnifica tavola cinquecentesca raffigurante la Madonna di Costantinopoli. Nell’abside di sinistra è collocato il simulacro cinquecentesco di S. Biagio, che viene portato ogni anno in processione la sera del 3 febbraio.

Durante uno degli ultimi restauri (1899) fu collocato il ciborio, realizzato su progetto dell’architetto Bernich e chiaramente ispirato a quello della basilica barese di S. Nicola.

Infine, staccata dalla cattedrale, è la poderosa torre campanaria di pianta quadrata, risalente al X sec., che aveva probabilmente una funzione difensiva all’interno delle mura della città.

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