Il palco del Carnevale coratino: 100 anni di Bauhaus

Mariacarla Quaranta LiveYou - Attualità
Ruvo di Puglia - domenica 23 febbraio 2020
Il palco del Carnevale coratino: 100 anni di Bauhaus

Quest’anno sul palco allestito dal Liceo Artistico Federico II “Stupor Mundi”, per il Carnevale coratino, tredici sagome emergono dalla storia, tredici artisti, tra architetti, pittori, scultori, designer, grafici, creativi di vario genere, che, insieme, collaborarono nella Scuola di Bauhaus, convinti dell’idea di un’unità delle arti, secondo una nuova modalità di progettazione e invenzione, le cui parole chiave erano linearità e razionalità delle forme, bellezza e funzionalità. La scenografia riproduce una foto in bianco e nero del 1926, con i docenti in posa sul tetto del Bauhaus a Dessau: le tredici sagome sono state realizzate intagliando il legno e stampandovi sopra l’immagine, migliorata con la tecnica del chiaroscuro; ad ogni maestro corrisponde una vignetta che racchiude le immagini più rappresentative della sua produzione artistica.

Così, in sintonia col tema proposto dalla quarantunesima edizione del Carnevale coratino, la celebrazione di ricorrenze e anniversari, il Federico II ha voluto ricordare i 100 anni dalla fondazione della Scuola di Bauhaus, una delle più importanti scuole d’arte del XX secolo, ancora oggi riferimento culturale e fonte di ispirazione per tanti artisti. Con il patrocinio del Comune di Corato, le classi III C e IV C dell’indirizzo scenografia, guidate dai docenti Emanuele Pastoressa e Sergio Rubini, sotto la supervisione del dirigente scolastico Savino Gallo, hanno, per l’occasione, allestito il palco e realizzato, inoltre, undici costumi, tutti ispirati al Bauhaus, che saranno indossati dagli alunni per la sfilata, durante la manifestazione carnascialesca.

Nata nel 1919 su iniziativa di Walter Gropius, architetto di orientamento politico socialista, all’indomani della fine della Prima Guerra Mondiale, in una Germania devastata dallo sforzo bellico e dalle pesanti clausole di pace, nella fragile Repubblica di Weimar, la Scuola di Bauhaus costituì, con la sua arte innovativa, una luce in anni così bui per la Germania e il mondo intero. Fondata sul principio democratico della collaborazione tra maestri e allievi, sviluppò un importantissimo lavoro di ricerca, con l’obiettivo di risolvere il contrasto tra arte e industrializzazione, realizzando oggetti di design di alta qualità a costi accessibili a tutti. La Scuola, però, ebbe vita breve, infatti, nel giro di pochi anni, fu presa di mira dai nazisti, e, nel 1933, dopo l’ascesa al potere di Hitler, Herman Göring ne decretò la chiusura , definendo il Bauhaus un centro di diffusione dell’arte “degenerata”, non approvando i suoi stili modernisti e la sua apertura sovranazionale. Le idee, però, quando sono valide, riescono a travalicare i confini dello spazio e del tempo e il grido di libertà del Bauhaus, represso sotto i colpi della dittatura, è riemerso dal passato più forte di prima e ancora oggi parla agli artisti di tutto il mondo.

Altri articoli
Gli articoli più commentati
Gli articoli più letti