Giovedì scorso

"Sicurezza, qualità e nuove tecniche della risonanza magnetica" alla Itel

A parlare dell’argomento, nella sede dell'azienda ruvese leader nella progettazione e installazione di apparecchiature di diagnostica per immagini, medici, fisici, ingegneri ed esperti del settore

Attualità
Ruvo di Puglia sabato 18 giugno 2016
di Elena Albanese
Convegno ieri alla Itel
Convegno ieri alla Itel © RuvoLive.it

"Risonanza magnetica. Sicurezza, qualità e nuove tecniche” è il titolo del convegno che si è svolto giovedì nella sede della Itel di Ruvo di Puglia, azienda leader nella progettazione e installazione di apparecchiature di diagnostica per immagini, brevettate a livello mondiale.

Fra queste vi sono proprio le cosiddette “schermature”, elementi imprescindibili per gli apparati di risonanza magnetica, come ci spiega il direttore generale Vincenzo Dimiccoli. «Il percorso di certificazione delle schermature a radiofrequenza viene da lontano. Noi facciamo questa attività da trent'anni: abbiamo installato la prima risonanza magnetica in Italia nel 1986 e ci siamo accorti che è un elemento essenziale per il funzionamento delle macchine e quello che permette alla fine di dare una corretta leggibilità delle immagini diagnostiche». Col passare del tempo, la risonanza magnetica è diventata di uso comune anche in ambito chirurgico e radioterapico, utilizzata come supporto decisionale. «Quindi avere precisione nella morfologia della patologia sull'immagine diventa sempre più importante», prosegue Dimiccoli, «perchè si traduce successivamente nella giusta operazione che il chirurgo deve eseguire in sala e di conseguenza, sul paziente, in un beneficio o un danno a seconda della maggiore o minore precisione».

Molti sono gli elementi esterni che possono influire sulla qualità e sulla sicurezza del risultato, e spesso sono ignorati o minimizzati. Oggi infatti i tomografi hanno un’altissima produttività, ma non sempre sono allestiti correttamente. Di questo ha parlato il fisico ed esperto qualificato in materia Carlo Bergamini. Le macchine risentono di «masse metalliche in movimento», per esempio auto e ascensori, ma anche di «disturbi elettrici come quelli dei motori di condizionamento» e «delle vibrazioni meccaniche» al passaggio di treni, tram, metropolitane, «che disturbano il campo magnetico». Per quello è necessario «caratterizzare il sito» dove l'apparecchio sarà installato per poter ottenere un'immagine allineata alle attese.

Tra gli interventi di medici, fisici e ingegneri, anche quello di Francesco Campanella, referente dell'Inail, organo di vigilanza nazionale e autorità competente nel settore. «Il problema di fondo in Italia è il disallineamento fra evoluzione tecnologica e quadro normativo di riferimento», ha detto. Quest'ultimo nasce infatti «negli anni '90». Nel frattempo «la tecnologia ha corso molto, la norma è rimasta quella». Nel 2015, dunque, l'Inail ha introdotto delle «linee guida, indicazioni di buona prassi per consentire una gestione della sicurezza che sia allineata con tale evoluzione e allo stesso tempo possa aiutare l'utente a soddisfare i requisiti di legge».

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