Iniziative dell'associazione Pro Loco

Al cimitero, l’inedita visita guidata tutta da scoprire: tour per cappelle gentilizie e opere d’arte

L'incontro prevede una curiosa visita alle cappelle gentilizie nel museo monumentale di Ruvo di Puglia

Attualità
Ruvo di Puglia mercoledì 27 agosto 2014
di La Redazione
Chiesa Calentano Ruvo
Chiesa Calentano Ruvo © n.c.

L’associazione Pro Loco di Ruvo di Puglia, anche quest’anno propone una serie di incontri culturali, sempre nell’intento di scoprire, valorizzare e arricchire il patrimonio d’arte e cultura della città.

L’organizzazione degli incontri si avvale del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Turismo e della collaborazione dei Residenti di Calentano che, ancora una volta e come ormai tradizione, offrono l’atrio del Santuario di S. Maria di Calentano” quale cornice d’eccellenza per questi appuntamenti.

Il primo incontro culturale si terrà Martedì 26 Agosto, ore 19.30, dal titolo “Il cimitero monumentale di Ruvo di Puglia: “tra architettura e arte”, a cura di Giuseppe Caldarola, approfondimento del volume “Studi rubastini: i luoghi, la storia, l’arte, l’architettura di Ruvo di Puglia”, edito dall’Associazione.
Mercoledì 27 Agosto, ore 16.30, si terrà una visita guidata alle imponenti cappelle gentilizie nel cimitero monumentale di Ruvo di Puglia.

Sul tema della visita guidata ha anticipato alcuni spunti inediti l’architetto Giuseppe Caldarola:
«Il cimitero monumentale di ruvo di Puglia si inaugura il 1 gennaio 1900, all'alba del nuovo secolo, in sostituzione del vecchio camposanto edificato nella zona nord dell'abitato in prossimità della chiesa di San michele arcangelo su progetto dell'architetto Ferrieri Caputi e già dopo poche decadi divenuto insufficiente e troppo vicino alle aree di prima espansione urbana extra moenia.
Laddove il primo cimitero era costituito nella forma di un campo inumatorio cintato con sepolture per tumulazione disposte tutt'intorno e da un edificio che fungeva da andito di ingresso (impianti simili si ritrovano ancora oggi nelle porzioni di più antica formazione dei cimiteri di Bari e Casamassima), il nuovo sito si costruisce fin dall'inizio in forme monumentali.
Tale carattere si da non solo per la struttura dell'impianto ma anche per la presenza di numerose cappelle gentilizie private di grande valore e pregio architettonico oltre che per le numerose opere d'arte ivi conservate. Si tratta infatti di un luogo rappresentativo -al pari dell'espansione urbana otto-novecentesca- dello status raggiunto dalle famiglie del patriziato locale e della ricca borghesia terriera. Questi si rendono infatti committenti tanto di case palazziate lungo l'anello dei corsi ottocenteschi -con una modifica sostanziale della tradizionale immagine di 'città murata' di Ruvo di Puglia- quanto di edifici funerari in cui profondono lo stesso impegno posto nelle proprie residenze urbane.

Il primo progetto di impianto risale all'ultima decade dell'Ottocento e si deve all'ing. Ottavio Lamparelli di Terlizzi, all'epoca a capo dell'Ufficio d'Arte e Novazioni di Ruvo di Puglia (l'attuale Ufficio Tecnico Comunale) ma la sua realizzazione e il completamento del progetto sono da ascrivere all'opera dell'ingegnere ruvese Egidio Boccuzzi, successore del Lamparelli alla guida del medesimo ufficio. Appartengono peraltro allo stesso Boccuzzi i progetti di numerose cappelle gentilizie tra cui spiccano per importanza a qualità architettonica quelle delle famiglie Incarnati, Pirlo Rubini, Lisi Cervone, Lojodice, Ficco Balsamo, Caldarola, Stragapede e vari cippi e steli sepolcrali. Ma le architetture che più contribuiscono alla formazione dell'immagine monumentale complessiva sono le cappelle progettate dall'architetto Ettore Bernich, 'romano di nascita ma napoletano di adozione' (come lo definivano i cronisti a lui contemporanei), meglio noto come restauratore delle grandi cattedrali romaniche pugliesi. Suoi sono infatti i progetti di restauro delle cattedrali di Bari, Bitonto, Ruvo di Puglia -per citarne alcuni- e numerosi studi e ricerche su vari altri edifici medievali tra cui lo stesso Castel del Monte.
A Ruvo di Puglia, in occasione del restauro della Cattedrale, Bernich entra in contatto con numerose famiglie che gli commissionano i progetti delle loro nuove cappelle gentilizie: si tratta delle famiglie Jatta, Caputi Jambrenghi, Fenicia e Spada che, insieme col fraterno amico Mons. Luigi Elicio, incaricano Bernich di redigere i progetti architettonici e di individuare la cerchia di scalpellini, decoratori, ebanisti, pittori in grado di realizzarli e che hanno contribuito a rendere il locale cimitero un luogo di eccellenza. Ciò, non solo per i manufatti edilizi ivi realizzati ma anche per l'intero corredo artistico di cui sono dotati».

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