Secondo l’ultimo rapporto Istat, nei primi nove mesi del 2020 sono diminuiti del 59% i viaggi svolti per motivi di lavoro dai residenti in Italia e del 23% quelli per le vacanze

Covid, crisi per agenzie di viaggio e tour operator. Ela Pellegrini: «Al D-day per la dignità»

​Titolare di un'agenzia di viaggio a Ruvo di Puglia, ha aderito al "D-day. Il giorno della dignità", la manifestazione svoltasi a Roma lo scorso martedì. Dice: «​Io non mollo, ma è dura»​

Attualità
Ruvo di Puglia giovedì 14 gennaio 2021
di Veronique Fracchiolla
"D-day. Il giorno della dignità", in piazza del Popolo a Roma, il 12 gennaio © Ela Pellegrini

Lo scorso 12 gennaio, in piazza del Popolo a Roma, migliaia di titolari di agenzie di viaggio e di tour operator, provenienti da molte regioni d’Italia, hanno manifestato nel “D-day. Il giorno della dignità”, organizzato da Maavi, l’associazione di categoria delle agenzie di viaggio, con il sostegno della Fiavet Lazio.

Al ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, hanno chiesto maggiori tutele e ulteriori contributi che consentano loro di vivere dignitosamente: il Covid, con le necessarie misure restrittive che impediscono spostamenti, ha travolto un comparto che vale il 13% del Pil dell’Italia. Secondo l’ultimo rapporto Istat, nei primi nove mesi del 2020 sono diminuiti del 59% i viaggi svolti per motivi di lavoro dai residenti in Italia e del 23% quelli per le vacanze.

Per la Cultura e il Turismo, ricordiamo, sono stati istituiti fondi di emergenza, estesi gli ammortizzatori sociali ed erogati, sia pure con ritardo e in parte, contributi legati a misure di carattere generale messe in campo dal Governo con i decreti legge “Cura Italia”, “Liquidità”, “Agosto”, “Rilancio”, “Ristori” e “Ristori quater”.

La manifestazione avrebbe avuto successo: in conclusione, la sottosegretaria al Turismo Lorenza Bonaccorsi avrebbe aperto un tavolo con tutte le associazioni di categoria nel pomeriggio di ieri. Ma l’incontro è saltato per l’apertura della crisi di Governo.

Di questo è indignata Ela Pellegrini, titolare di un’agenzia di viaggio in piazza Cavallotti, che ha aderito al D-day abbassando le serrande per un giorno.  Il suo timore è che la riunione possa essere rinviata a data da destinarsi, andando a rallentare ulteriormente la ripresa di un comparto duramente colpito.

Tempi duri per gli operatori turistici…

«Dire "tempi duri" è riduttivo, abbiamo dovuto chiudere come tutte le attività non indispensabili a marzo (colleghi della zona lombarda e veneta hanno addirittura chiuso a febbraio), per riaprire a giugno con i bonus vacanza e fatturati da fame e richiudere a fine agosto...Qualcuno parlava di fatturato al 30%...ebbene direi che siamo a zero, 0% di fatturato».

Cosa è stato chiesto martedì a Roma?

«La manifestazione di martedì aveva due motivazioni di base: chiedere l'anno fiscale bianco per il comparto; chiedere maggiore liquidità quindi altri fondi, chiedere di aprire canali turistici dedicati a quei Paesi che presentano rischio zero e pian piano tornare a lavorare, ma questa è solo la prima motivazione. La seconda motivazione è qualcosa che non avrei mai pensato di dover chiedere al ministro Franceschini: dignità».

Perché?

«Dignità perché non tutti sanno, ma agenzie di viaggio e tour operator, hanno presentato domanda di fondo perduto relativo alle perdite subite. Quasi 8 mila domande, ma a fine anno, a dicembre 2020 sono rimaste fuori dagli stanziamenti oltre 2700 agenzie e tour operator.  Abbiamo vissuto le prime due settimane del mese di gennaio 2021 a chiamare il Mibact per avere info sulle motivazioni che bloccavano i pagamenti e magari, come di solito funziona per la PA, avere una pec con motivazioni e situazioni da sanare per ottenere il fondo. Ma questo non è accaduto. Non è arrivata alcuna mail, se non dopo la manifestazione di martedì: infatti le prime pec sono partite alle ore 14.30 circa. Tutto questo si traduce in ritardi che costano la serenità di 2.700 agenti di viaggio e tour operator».

Aggiunge poi: «Io sono in quelle 2700 agenzie a cui non è stata data alcuna motivazione. Nel 2020, 2700 tra agenzie e to non hanno percepito un solo euro per il sostegno alla propria chiusura. Oltre 2700 adv e to stanno facendo la fame. Tante stanno chiudendo, tanti sogni stanno crollando per l'inerzia di un ministero inetto. Le pec da martedì stanno arrivando. 

Ma voglio denunciare questo: il Mibact ha combinato un gran caos pagando a caso i grandi tour operator e lasciando fuori le piccole realtà,  riunendole in in modo disorganico, accozzandole con motivazioni ridicole. Comunque, dopo la manifestazione,  ha cambiato posizione promettendo l'arrivo dei fondi la prossima settimana per tutti. Staremo a vedere».

Ma la crisi di governo rischia di allontanare questo momento.

Martedì ha chiuso l'agenzia, aderendo al D-day, per poi riaprirla il giorno dopo. C'è chi, esasperato per la situazione, abbassa le serrande per lungo tempo come forma di protesta.

«Temo che nessuno chiuda per protesta: ci sono agenzie, soprattutto in grandi città, che non aprono perché per assurdo conviene restar chiusi per limitare le spese fisse e limitare le spese delle utenze (in inverno la stufa consuma per esempio)». 

Nei periodi in cui era consentito spostarsi, con le dovute limitazioni, in Italia e all'estero, ha avuto una boccata d'ossigeno?

«Boccata d'ossigeno......chi ha un'attività capirà: quando hai un'attività chiusa da tre mesi (marzo, maggio) le spese fisse restano là e le devi pagare anche se non hai entrate, quindi a giugno, quando abbiamo riaperto lo scopo era semplicemente quello di rientrare nella regolarità del pagamento di affitto e utenze. Non ti nascondo che il bonus vacanze ha mosso tanti, ma per noi del comparto è stata l'ennesima sciocchezza del Ministero perché per noi erano due soldi e pure tassati al 22% e per le strutture ricettive significa non avere liquidità. Chissene frega delle ritenute fiscali future? Abbiamo bisogno di liquidità per pagare le spese che restano e portare il pane a tavola. Insomma...mi spiace dirlo, ma quando tutto sarà finito, soprattutto nelle grandi città, ci sarà una moria di agenzie e tour operator. Già ora...tante hanno chiuso».

"Custodiamo Turismo e Cultura in Puglia" è il bando dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale che è stato prorogato fino al 15 febbraio: ha partecipato?

«Purtroppo il nostro Governatore (Michele Emiliano, ndr) ha avuto la felice idea di inserire come beneficiari del bando solo agenzie con Ula (unità lavorative annuali) minimo 1, come se le attività che non hanno dipendenti siano immuni alla chiusura forzata....So che si sta muovendo un team di esperti per ottenere nuovi bandi per chi ha anche Ula 0. E pensare che il turismo partecipa al PIL pugliese al pari del settore primario...».

Qual è il suo auspicio?

«Ah sarei utopica nel dire tornare a lavorare a pieno regime entro agosto, temo che dovremo attendere il 2022, ma intanto se dobbiamo restare chiusi chiediamo sostegno economico e fiscale da parte della PA, che sia reale, puntuale e trasparente».

Poi fa una riflessione che parte dalla propria esperienza di vita per abbracciare quella di altri, soprattutto dei giovani. 

«Sai, ho preso due lauree, una in Economia e commercio e una in Gestione delle aziende turistiche; tre anni di gavetta e poi la scelta se andare via o restare e creare qualcosa di mio. Ho voluto credere nell'Italia e nel mio paese e oggi ringrazio i miei clienti (qualcuno mi scrive tutt'ora parole di conforto o passa a trovarmi per salutare). Ruvo di Puglia ha un potenziale commerciale incredibile, tanti giovani in città hanno e stanno cercando di creare, perché tutti avremmo potuto scegliere di non restare, invece ogni giorno ci alziamo e ci crediamo.

 Poi però succedono situazioni imprevedibilmente privanti e nonostante la comunità in cui viva ti dimostri la sua vicinanza, è la Pubblica Amministrazione a pugnalarti, a scavarti la fossa e a costringerti a perdere l'amore per questo Paese. 

Io non mollo, questo era ed è il mio sogno, ma credimi, è dura» conclude.

 

Lascia il tuo commento
commenti