In onore degli Internati militari italiani

Il "Premio Giovanni Grillo" a due studentesse del "Tedone". Loiudice: «La nostra voce contro l'odio»

​Sono Angelica Caldarola e Giusy Ottombrini. La cerimonia di premiazione si è svolta in videoconferenza, lo scorso 27 gennaio. Con loro la dirigente Domenica Loiudice e la professoressa Rosanna D'Ingeo

Attualità
Ruvo di Puglia venerdì 29 gennaio 2021
di La Redazione
Premiazione Concorso Nazionale
Premiazione Concorso Nazionale "Premio Giovanni Grillo" © Rai per il Sociale

Lo scorso 27 gennaio, nel Giorno della Memoria, si è svolta la cerimonia di premiazione della sesta edizione del concorso nazionale "Premio Giovanni Grillo", in ricordo degli Internati militari italiani.

Il concorso è stato ideato ed è promosso da Michelina Grillo, presidentessa dell'omonima Fondazione e figlia di Giovanni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.

Nel corso della cerimonia, realizzata in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, la "Direzione Generale per lo Studente, l'inclusione e l'orientamento scolastico" e con il patrocinio morale e gratuito del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, dell'Aeronautica Militare e di Rai per il Sociale, due studentesse del Liceo Tedone, Angelica Caldarola e Giusy Ottombrini, accompagnate dalla dirigente scolastica Domenica Loiudice e dalla professoressa Rosanna D’Ingeo, sono state premiate in videoconferenza dalla prefetta di Bari, Antonia Bellomo, per essersi particolarmente distinte attraverso filmati sul tema "Memoria e Solidarietà - Ieri come oggi". Nel corso della premiazione, è intervenuta anche la ministra all'Istruzione, Lucia Azzolina.

Giovanni Grillo, nel 1940, fu arruolato per recarsi a combattere in Albania, a soli 23 anni. Come si legge sul sito della Fondazione, nel 1943, la famiglia d’origine di Giovanni seppe dalla Croce Rossa che il figlio era stato catturato a Durazzo e deportato in un campo di prigionia in Germania, lo Stalag XII A.

Come altre centinaia di migliaia di soldati italiani, infatti, dopo l'Armistizio dell'8 settembre, non entrò nei ranghi delle forze nazifasciste, ma preferì la prigionia, diventando un internato militare italiano.

La traccia destinata alle scuole secondarie di II° grado è stata ispirata dall’art.2 della Costituzione Italiana: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Caldarola e Ottombrini, le studentesse della classe 2^I vincitrici del concorso, hanno raccontato il senso del loro lavoro dal titolo “Memoria e Solidarietà”: «Partendo dalle parole di Michelina Grillo "Ci sono guerre che si ripetono nel corso della storia cambiando contesto, sfondo, protagonisti e dinamiche ma non la drammaticità", abbiamo riflettuto sul fatto che esista un collegamento tra le guerre del passato e quelle del presente. Con il termine "guerra", infatti, non bisogna pensare esclusivamente a quella combattuta in trincea, ma alla contrapposizione tra il Bene e il Male che, pur assumendo varie forme, provoca le stesse ferite. Le guerre, tuttavia, possono essere sconfitte dalla solidarietà: abbiamo ricordato i forti esempi di solidarietà rappresentati dai volontari, che costantemente intervengono in soccorso degli immigrati e delle vittime di catastrofi naturali, e dai sanitari il cui contributo è stato prezioso e fondamentale soprattutto in questo anno travolto dall’emergenza sanitaria da Covid 19».

Entusiasta e commossa la dirigente scolastica Domenica Loiudice: «La nostra voce e quella dei nostri studenti devono servire a non dimenticare e a non accettare con indifferenza e rassegnazione le stragi degli innocenti. È questo il senso della "Giornata della Memoria": non un commiato, non una celebrazione che rischia di divenire retorica: quei milioni di vittime non torneranno indietro. Tuttavia si può e si deve rifondare una nuova coscienza, soprattutto nei giovani, nelle nostre studentesse e nei nostri studenti, che hanno il compito di costruire un mondo di giustizia sociale, di amore per le minoranze. Pensiamo alle migliaia di clandestini, agli africani sfruttati. A questo deve servire la “Giornata della Memoria”, a insegnare a combattere contro ogni ingiustizia, contro l’odio etnico».

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