Dopo venti anni di ricerca

Alzheimer, Fda approva farmaco. Pugliese uno dei centri sperimentali, Lopalco: «Soddisfatto»

Il professor Giancarlo Logroscino: «Quesiti ancora aperti sulla entità dell’effetto benefico, sull’efficacia del farmaco in presenza di altre patologie cerebrali, sui possibili effetti collaterali»

Attualità
Ruvo di Puglia mercoledì 09 giugno 2021
di La Redazione
Ricerca medico-scientifica
Ricerca medico-scientifica © Unsplash

«C’è anche un pezzo importante di Puglia che ha contribuito attivamente a questa complessa sperimentazione». Così l’assessore Regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco commenta l’approvazione da parte della Food and Drug Administration statunitense del primo farmaco per l’Alzheimer.

«Si tratta – ha spiegato Lopalco –  di un primo farmaco dopo vent’anni di ricerca che sembra poter aiutare i malati, agendo in modo specifico sul contrasto al processo degenerativo della malattia, e che non si limita ad aggredire i sintomi della demenza. Non parliamo di guarigione dalla malattia, ma certamente di un passo avanti nella giusta direzione. A questa ricerca ha contribuito in maniera determinante l’équipe del professore Giancarlo Logroscino, luminare della Neurologia e Direttore del Centro Malattie Neurodegenerative di Tricase, centro innovativo di sperimentazione e ricerca. Al professor Logroscino e alla sua équipe vanno i complimenti e l’incoraggiamento dell’intera comunità pugliese. La crescita delle conoscenze, soprattutto in ambito medico, è sempre stata vettore di sviluppo e oggi forse lo è più che in ogni altro momento della storia. Come Amministrazione regionale vogliamo fortemente creare in Puglia un ambiente fertile per la ricerca biomedica, per facilitare il lavoro di professionalità di così alto livello».

Approvazione del Farmaco da parte della Fda

La Fda (Food and Drug Administration) ha approvato per la prima volta in quasi 20 anni un farmaco contro l’Alzheimer. L’azienda farmaceutica americana Biogen ha creato un anticorpo monoclonale: l’Aducanumab.

Il prodotto di Biogen, stando a quanto dice la FDA stessa, è il primo trattamento unico nel suo genere approvato per il morbo di Alzheimer dal 2003 ed è la prima terapia che mira alla fisiopatologia della malattia.

Sono stati coinvolti in tutto il mondo 220 centri di cui il 60% in Usa e Canada; quattordici i Centri Italiani

Tra i best enroller vi è il Centro per le Malattie Neurodegenerative e l’Invecchiamento Cerebrale dell’Università di Bari presso l’Ao Pia Fond. Card. G. Panico, riconosciuto da Regione Puglia come centro di eccellenza di riferimento pugliese per le malattie neurodegenerative dal 2011.

Il professore Logroscino, barese e professore ordinario dell’ateneo barese, è uno dei più importanti scienziati italiani e del mondo sulle malattie neurodegenerative. Dopo un trascorso come professore a Harvard, ha decso di rientrare e proporre a Tricase il modello di Centro avanzato per la diagnosi precoce sulle malattie neurodegenerative. «L’esperienza del Centro di Tricase, – ha dichiarato il professore Logroscino – fortemente voluto da Regione Puglia e dall’Università di Bari, è la prova di come la ricerca di qualità e l’eccellenza scientifica possa essere fatta anche nella regione Puglia e in posti considerati “fuori dai grandi flussi” di finanziamenti come le grandi città metropolitane del nord Italia e del nord Europa. Il lavoro del nostro Centro ha interessato negli anni diversi ricercatori molto giovani e molti pazienti. A loro dobbiamo questo grande risultato che speriamo possa ora essere portato in Europa con l’approvazione dell’Ema dopo un ulteriore round di giudizio presso l’agenzia Europea».

Secondo Logroscino «il lavoro da fare per combattere la malattia è ancora tanto e molto dobbiamo ancora imparare sulle cause della patologia, ma io e i miei colleghi pensiamo che la notizia di questi giorni sia di importanza storica per il mondo delle neuroscienze e delle malattie croniche. Chiaramente pur nella consapevolezza della importanza del traguardo raggiunto è importante anche dispensare una nota di cautela poiché sono ancora molti i quesiti ancora aperti: sulla entità dell’effetto benefico, sulla identificazione dei migliori responder, sull’efficacia del farmaco in presenza di altre patologie cerebrali come succede nelle fasce di età più anziane, sui possibili effetti collaterali».

Una delle attività del Centro in questi anni è stata quella di garantire l’accesso cure sperimentali ai cittadini pugliesi al pari di quelli degli Stati Uniti, del Canada e di altre parti del mondo. «Quando al nostro Centro  - ha spiegato il Professore Logroscino – si presentano pazienti che chiedono di poter entrare a far parte delle sperimentazioni, capisco di come, anche grazie al nostro lavoro e la nostra perseveranza, molto è cambiato anche nella cultura della popolazione pugliese e si sono aperti nuovi percorsi di speranza».

La Regione Puglia, in attesa dell’approvazione di Ema, è consapevole delle problematiche dell’arrivo del nuovo farmaco e si impegnerà ad adeguare la rete dell’assistenza alle necessità distributorie di questo e di altri farmaci nel settore del declino cognitivo e delle demenze, per rispondere alle aspettative dei cittadini pugliesi.

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