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Rapporto Sole 24 Ore su dati Ispra: «A Ruvo il 51% di suolo consumato nelle aree a rischio frane»

Il Sole 24 Ore - in base agli ultimi dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ha diffuso una mappa nazionale per evidenziare quanta parte del suolo nazionale è stata consumata nelle aree a rischio

Attualità
Ruvo di Puglia mercoledì 08 settembre 2021
di La Redazione
Mappa di Ruvo di Puglia
Mappa di Ruvo di Puglia © n.c.

Ruvo di Puglia è tra le città in cui si è costruito nonostante il rischio frane. A dirlo è Il Sole 24 Ore che - in base agli ultimi dati compilati dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) aggiornati al 2019 - ha diffuso una mappa per evidenziare quanta parte del suolo nazionale è stata consumata nelle aree in cui il pericolo di frane è maggiore. Secondo i numeri forniti nel rapporto, in città la percentuale del suolo consumato nelle aree a maggior rischio è del 51%.

Per "consumo di suolo" si intende un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici e infrastrutture, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

«Nonostante conosciamo ormai con una certa precisione dove è più probabile che le frane avverranno, girando lungo l’Italia troviamo diversi comuni, grandi e piccoli, in cui il suolo è stato consumato nonostante il rischio franoso sia molto elevato» si osserva nel rapporto pubblicato dall'importante quotidiano economico. In effetti nella nostra zona la situazione non è tra le migliori: Bari ha il 39% del suolo consumato nelle aree dove il rischio di una frana è maggiore, Bisceglie il 49% mentre Trani e Corato, il 33%. Va meglio a Barletta (7%), peggio invece a Giovinazzo (83%) e Altamura (88%). A un livello crescente di pericolo dovrebbero ovviamente corrispondere vincoli urbanistici più stringenti.

Cosa è il consumo di suolo. Un suolo in condizioni naturali fornisce al genere umano i servizi ecosistemici necessari al proprio sostentamento: servizi di approvvigionamento (prodotti alimentari e biomassa, materie prime, etc.); servizi di regolazione (regolazione del clima, cattura e stoccaggio del carbonio, controllo dell’erosione e dei nutrienti, regolazione della qualità dell’acqua, protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, etc.); servizi di supporto (supporto fisico, decomposizione e mineralizzazione di materia organica, habitat delle specie, conservazione della biodiversità, etc.) e servizi culturali (servizi ricreativi, paesaggio, patrimonio naturale, etc.).

Allo stesso tempo è anche una risorsa fragile che viene spesso considerata con scarsa consapevolezza e ridotta attenzione nella valutazione degli effetti derivanti dalla perdita delle sue funzioni; le scorrette pratiche agricole, zootecniche e forestali, le dinamiche insediative, le variazioni d’uso e gli effetti locali dei cambiamenti ambientali globali possono originare gravi processi degradativi che limitano o inibiscono totalmente la funzionalità del suolo e che spesso diventano evidenti solo quando sono irreversibili, o in uno stato talmente avanzato da renderne estremamente oneroso ed economicamente poco vantaggioso il ripristino. Il consumo di suolo si riferisce, quindi, a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. La rappresentazione più tipica del consumo di suolo è data dal crescente insieme di aree coperte da edifici, fabbricati, capannoni, strade asfaltate o sterrate, aree estrattive, discariche, cantieri, cortili, piazzali e altre aree pavimentate o in terra battuta, serre e altre coperture permanenti, aeroporti e porti, aree e campi sportivi impermeabili, ferrovie ed altre infrastrutture, pannelli fotovoltaici e tutte le altre aree impermeabilizzate, non necessariamente urbane.

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I commenti degli utenti
  • Calimero nero ha scritto il 08 settembre 2021 alle 14:03 :

    Visto che partecipa a tutte queste riunioni tecniche e pertanto è aggiornatissima su queste problematiche grammaticalmente è spiritualmente mi vuole spiegare come intende risolvere il problema? Quando dice inoltre di non fare parte di nessuna forza politica e poi dice che a livello comunale si è proprio preoccupato di questo nel PUG allora mi vuole spiegare perché è stato bocciato dalla Regione Puglia? Sicuramente vi erano molte cose che non andavano per cui visto che la signoria vostra dovrebbe essere un esperto formuli e adotti quanto prima le relative soluzioni da porre in essere per contrastare il consumo di suolo a Ruvo di Puglia.A proposito è libera di circolare per mantenere il proprio fisico in linea con la relativa dieta. Rispondi a Calimero nero

  • Michela Bucci ha scritto il 08 settembre 2021 alle 11:06 :

    Ah, a proposito: io per le associazioni sono sempre libera di girare, con e senza il suo permesso. Rispondi a Michela Bucci

  • Calimero nero ha scritto il 08 settembre 2021 alle 09:58 :

    Benissimo visto che lei signora Bucci non parla per riempirsi la bocca perché certamente fa il giro delle associazioni speleologiche e pertanto a corto di fiato non puo contemporaneamente masticare e respirare per girare le voglio dire che al giorno di oggi tanti cervelloni che pronosticano e dettano legge in favore dell' ambiente sono solo bravi a parole ma nella sostanza dei fatti non mettono mai in pratica quello che dicono.A prescindere che sia l' ISPRA o il Sole 24 ore mi sa dire perché nessun politico fino ad oggi non si è mai preoccupato di queste cose? Forse dormivano e facevano finta di non saper leggere quello che diceva il giornale? Dia lei stessa risposte a queste domande e poi potrà certamente continuare a girare per le associazioni. Rispondi a Calimero nero

    Michela Bucci ha scritto il 08 settembre 2021 alle 11:05 :

    Tralascio le sue illazioni e la grammatica a dir poco inquietanti. Le rispondo nel merito delle questioni: a livello comunale ci si è preoccupati di ciò proprio nel PUG, quello tanto criticato che ha sollevato enormi critiche da parte di coloro che invece sponsorizzavano una espansione della città (a fronte di un annoso spopolamento del centro e, in general, giovanile). Ieri sera c'è stato un incontro sul programmi di sviluppo rurale (PSR) per uno sviluppo sostenibile delle aree rurali. A livello regionale è stata introdotta nel 2019 una nuova legge del consumo del suolo proprio per evitare che nuove lottizzazioni possano impattare per i prossimi decenni su tale problematica. A me non importa difendere quella o questa parte politica, ma valutare le azioni rispetto a una visione del futuro Rispondi a Michela Bucci

  • Calimero nero ha scritto il 08 settembre 2021 alle 05:35 :

    E ci mancavano i sapientoni del Sole 24 ore a confondere il tutto? Basta il titolo Sole 24 ore per capire che sono grandi lavoratori che lavorano al sole per 24 ore.Accipicchia la direttiva di Emiliano in cui è vietato lavorare nei campi dalle 12 alle 15 questi sono veri negrieri che lavorano per ventiquattro ore al giorno.Ora al dunque come al solito la colpa è anche dei poveri agricoltori che effettuano lavorazioni sbagliate del suolo.Ma questi signori dove vedono il rischio di frane nel comune di Ruvo di Puglia ? Evidentemente lo confondono con Ruvo del Monte. Rispondi a Calimero nero

    Michela Bucci ha scritto il 08 settembre 2021 alle 09:19 :

    Dovesse dubitarne, apra un confronto sul merito con loro o con le istituzioni se ne ha le capacità, le conoscenze e l'umiltà di ascoltare. In caso contrario, il consiglio è sempre lo stesso: un bel tacer non fu mai scritto Rispondi a Michela Bucci

    Michela Bucci ha scritto il 08 settembre 2021 alle 09:16 :

    Innanzitutto i dati vengono da ISPRA, ente pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero della transizione ecologica, i cui dati sono difficilmente confutabili. Inoltre, Il Sole 24 ore è un giornale con taglio economico, quindi certamente il loro punto di vista è ben più autorevole del suo da un punto di vista economico. Inoltre, la invito a fare un giro nelle associazioni che lavorano sul territorio (vedi Gruppo Speleo Ruvese - di Ruvo di Puglia intendo, non del Monte), che ormai da decenni (e non è una iperbole) parlano del dissesto idrogeologico e del consumo del territorio come grave minaccia alle persone, alle economie e all'ecosistema nella nostra zona. E non ne parlano per riempirsi la bocca, ma perché ci sono geologi ed esperti che conoscono a fondo la materia. Rispondi a Michela Bucci