È il primo importante aggiornamento dall’adozione del regolamento a oggi, datata 2008

Emergenza cinghiali: il Parco Alta Murgia approva nuovi criteri indennizzo danni da fauna selvatica

Con l’avvallo del MiTE, sono apportate sostanziali modifiche, con nuovi criteri e requisiti elaborati in sinergia attiva con le associazioni agricole tra cui Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri​

Attualità
Ruvo di Puglia giovedì 23 settembre 2021
di La Redazione
Un cinghiale
Un cinghiale © Unsplash

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ha approvato, con l’avvallo del MiTE, sostanziali modifiche al regolamento per l’indennizzo danni da fauna, con nuovi criteri e requisiti elaborati in sinergia attiva con le associazioni agricole tra cui Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri. È il primo importante aggiornamento dall’adozione del regolamento a oggi, datata 2008. Nell’ambito della strategia di gestione cinghiali è un ulteriore tassello che va incontro alle esigenze degli agricoltori, i più colpiti da un’emergenza che riguarda l’Italia da nord a sud.

I nuovi criteri prevedono una significativa riduzione dei tempi per l’accertamento dei danni da parte del Reparto Carabinieri Parco, oltre a un premio pari al 10% dell’indennizzo stimato qualora l’agricoltore collabori con l’Ente in attività di prevenzione, realizzando opere come recinzioni elettrificate. È previsto un indennizzo per le spese di smaltimento delle carcasse se la morte dell’animale è da ricondursi ad attacchi da lupo. Infine, non verrà più applicata la decurtazione del 20% dell’indennizzo stimato.

«Durante la pandemia – dichiara Francesco Tarantini, presidente Pnam – il numero di cinghiali è cresciuto incontrollato, distruggendo colture e causando squilibri ambientali e incidenti stradali. Per questo abbiamo ritenuto necessario aggiornare il regolamento per l’indennizzo danni da fauna, i cui criteri nascono da un confronto con le associazioni agricole. Ogni anno paghiamo indennizzi alle aziende per circa 90mila euro, ma ciò non ripaga gli agricoltori dei loro sforzi che sfumano in terreni e raccolti distrutti. Le modifiche al regolamento rientrano in una più ampia strategia di contenimento che comprende le catture selettive tramite chiusini e la definizione del regolamento delle aree contigue, per esercitare la caccia controllata nelle aree limitrofe al Parco. Questo – conclude Tarantini – va in parallelo al monitoraggio della specie e all’attuazione del progetto pilota FiCiPAM, che punta a una filiera sostenibile del cinghiale con sistemi innovativi di cattura, macellazione e impiego in sicurezza delle carni».

I nuovi “Criteri e requisiti per l’indennizzo dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e forestali e al patrimonio zootecnico nel territorio del Parco” e il modello di domanda per farne richiesta sono consultabili sul sito del Parco https://www.parcoaltamurgia.gov.it/index.php/ente-gestore/regolamenti.

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I commenti degli utenti
  • armando diaz ha scritto il 23 settembre 2021 alle 16:50 :

    Non trascurabile sta diventando anche la proliferazione in maxicolonie dei pappagalli parrocchetti (di provenienza sudamericana), che contrariamente al nome sono molto prolifici e stanno popolando le campagne scalzando i volatili indigeni. Non hanno predatori e si cibano di tutti i tipi di frutti distruggendoli. Per uno strano senso di pudore animalista NESSUNO si occupa di loro. Tanto ad essere danneggiati sono solo gli agricoltori...meditate gente, meditate! Rispondi a armando diaz