Ieri, nella Sala delle Adunanze del Consiglio regionale. L'indagine è stata promossa dall'assessore regionale al Personale Gianni Stea, da Ufficio statistico regionale e dal Comitato unico di Garanzia,

Regione Puglia, presentati i risultati dell'indagine sulle molestie nel luogo di lavoro

Si è indagato sul fenomeno delle violenze di genere, molestie e mobbing all’interno degli uffici della Regione Puglia​. Stea: «Pronti a intervenire per azzerare comportamenti assolutamente non tollerabili»​​​

Attualità
Ruvo di Puglia giovedì 25 novembre 2021
di La Redazione
Regione Puglia/Consiglio regionale
Regione Puglia/Consiglio regionale © AndriaLive

Ieri mattina, nella sala delle Adunanze del Consiglio regionale, sono stati presentati i risultati dell'indagine "Promozione del benessere organizzativo e prevenzione della violenza e delle molestie nel luogo di lavoro", promossa dall'assessore al Personale Gianni Stea. I risultati dell’indagine conoscitiva, avviata dal 12 marzo 2021 e conclusasi il 23 aprile, sul fenomeno delle violenze di genere, molestie e mobbing all’interno degli uffici della Regione Puglia, promossa anche da Ufficio statistico regionale e dal Cug, Comitato unico di Garanzia, sono stati resi noti dallo stesso Assessore Stea.

Hanno risposto ai quesiti 1.075 dipendenti su 2.528 (il 42,5%) di cui: 1007 su 2374 inviati tra gli impiegati della Giunta e 68 su 154 del Consiglio regionale. Per quanto riguarda il concetto di “discriminazione” hanno risposto di conoscerlo “molto” o “abbastanza” il 91,6% degli intervistati della Giunta e l’85,3% del Consiglio. Dati leggermente inferiori, invece, per il “linguaggio di genere” con rispettivamente il 69,6%  e il 69,1%. L’attenzione è stata, quindi, puntata sulle risposte al seguente quesito: "Nel luogo in cui lavori si sono verificati episodi di molestie di qualsiasi esso, a carattere fisico e/o verbale?". Nel caso hanno dato risposte affermative il 15,4% di donne e l’8,6 di uomini degli uffici Giunta e il 27,5% di donne e il 10,7% di uomini del Consiglio. Prevalente il sesso maschile di chi ha agito con molestia: 62,2% in Giunta e 57,1% in Consiglio. 69 donne e 16 uomini in Giunta e 11 donne e 2 uomini in Consiglio hanno affermato di avere personalmente subito molestie sul luogo di lavoro.

L’assessore Stea, ringraziando, tra gli altri, il presidente Michele Emiliano e la presidente del Consiglio, Loredana Capone, «per l’impegno messo in campo direttamente a favore di un mondo del lavoro libero da violenza e molestie e promuovere un’ampia protezione contro situazioni che contemplino tali aspetti prestando particolare attenzione a coloro che sono maggiormente vulnerabili o versino in situazioni particolari», ha poi assicurato la massima attenzione al fenomeno che sarà monitorato annualmente tramite la distribuzione di questionari simili. «Siamo pronti a intervenire - ha detto - con tutti gli strumenti attualmente a disposizione per azzerare comportamenti assolutamente non tollerabili. Invito, infine, tutto il nostro personale a denunciare situazioni particolari. Il mio ufficio resterà aperto sempre a chiunque voglia un  confronto o desidera consigli su come agire  per attuare strategie di risposta al fenomeno, con il fine ultimo di identificare necessità, condividere buone pratiche e proporre potenziamenti».

«Questa indagine, promossa dall’assessore Gianni Stea, dall’Ufficio del personale e dal capo dipartimento Ciro Imperio, è un modo per guardarsi allo specchio e cercare di capire quali sono i problemi, perché nasconderli sotto il tappeto non serve. Davvero un ottimo lavoro. Devo dire che temevamo una situazione peggiore, invece emerge una situazione gestibile, ma che non va assolutamente trascurata. Ho dato indirizzo di dare vita a un rafforzamento degli uffici che si occupano del clima e del benessere organizzativo, e in particolare di avviare quel servizio di mediazione dei conflitti e di counseling, oltre le normali virtù umane del rispetto, dell’educazione, della gentilezza, dell’ascolto reciproco che in una squadra così vasta come la Regione sono fondamentali. Serve qualche tecnico che, di fronte a conflitti molto gravi, riesca a mediarli tra superiori e personale dipendente e anche tra i nostri dipendenti. Sono il capitale umano della Regione Puglia: senza di loro niente di quello che diciamo si trasformerebbe mai in cose concrete».

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