Per il triennio 2018-2020

Piano di gestione del cinghiale, il Parco Alta Murgia chiede un incontro ai Prefetti di Bari e Bat

​Tra gli interventi previsti dalla strategia c’è la contenzione dei danni attraverso attività di prevenzione che punteranno a una maggiore attenzione alla viabilità sulle strade da parte delle autorità

Attualità
Ruvo di Puglia giovedì 13 settembre 2018
di La Redazione
Emergenza cinghiali
Emergenza cinghiali © CoratoLive.it

Il Parco nazionale dell’Alta Murgia avvierà a breve il Piano di gestione del cinghiale 2018-2020, adottato con deliberazione del Consiglio direttivo n. 26/2018 del 17 luglio 2018.

Il Piano prevede una strategia articolata, in coerenza con la normativa vigente e con gli indirizzi nazionali, in particolare, con le “Linee guida per la gestione del cinghiale (sus scrofa) nelle aree protette” pubblicate dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra.

Proprio per la complessità degli interventi previsti, il vice presidente del Parco Cesare Troia e il direttore Domenico Nicoletti hanno chiesto un incontro al prefetto di Bari Marilisa Magno e a quello di Barletta Andria Trani Emilio Dario Sensi, al fine di creare una sinergia di intenti e di modalità di attuazione e massimizzare così l’efficacia delle operazioni e la sicurezza delle persone nell’ambito di quanto la legge nazionale e le norme regionali consentono.

Nel programma c’è la contenzione dei danni attraverso attività di prevenzione che punteranno anche a una maggiore attenzione da parte delle autorità competenti alla viabilità sulle strade, spesso luogo di impatto della specie con le autovetture in transito e causa di notevoli danni e preoccupazione, oltre che paura per gli automobilisti. Tali eventi, non di competenza del Parco, possono trovare una maggiore responsabilità delle autorità locali e di polizia territoriale per la pubblica incolumità.

Gli strumenti che il Parco intende utilizzare per far fronte all’emergenza sono un aumento delle dimensioni delle gabbie di contenzione, una maggiore collaborazione con gli agricoltori, la creazione di una filiera di macellazione, intese con la Regione Puglia volte alla creazione di recinti di sosta temporanea per i cinghiali catturati come previsto da apposita comunicazione Ispra e la definizione e disciplina delle aree contigue, dove poter operare l’eventuale selecontrollo e la gestione delle aziende faunistico-venatorie. È prevista, inoltre, la pubblicazione di un bando che contenga la possibilità di aiuti per supportare i costi delle recinzioni per alcune colture di pregio attraverso reti elettrificate.

L’Ente ha già avviato la procedura per l’individuazione degli operatori agricoli interessati alla concessione in uso dei terreni privati per l’installazione di gabbie di cattura dei cinghiali (raccogliendo già diverse disponibilità) e quelle per un accordo di programma con l’agenzia regionale Arif per la collaborazione operativa.

Il Parco nazionale dell’Alta Murgia, con il Piano di gestione del cinghiale, mira a contenere il numero degli ungulati entro limiti ritenuti compatibili con il mantenimento degli equilibri ecologici e, in particolare, con gli “agroecosistemi”, contribuendo così anche a tutelare l’agricoltura e la sicurezza dei cittadini dell'area protetta e superando l’emergenza sociale derivante dall’elevato numero di animali presenti sul territorio.

Il Piano sarà avviato a breve con il coordinamento del Reparto Carabinieri Forestali del Pnam e, proprio per questo, è necessaria un’azione sinergica con le Prefetture e con le altre Istituzioni.
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