Il meeting finale

Erasmus al 2° circolo, confronto costruttivo fra Svezia e Italia

Le due docenti straniere ospiti dell’istituto hanno potuto verificare che, attraverso attività mirate e coinvolgenti, tutti i bambini sperimentano l’inclusione, preludio all’inserimento nella società

Attualità
Ruvo di Puglia giovedì 06 dicembre 2018
di La Redazione
Erasmus KA1 al 2° circolo
Erasmus KA1 al 2° circolo © 2° circolo San Giovanni Bosco

Venerdì scorso, 30 novembre, nella sede centrale del 2°circolo didattico “San Giovanni Bosco” si è tenuto il meeting conclusivo del progetto Erasmus KA1 ,realizzato con fondi europei. All’incontro hanno partecipato le autorità locali, la dirigente scolastica Gabriella Colaprice, la coordinatrice del progetto Angela Ippedico e le docenti svedesi Lisa Roxvall e Susanna Delreyd della Lackarebäcksskolan di Mölndal, località nei pressi di Goteborg.

Una vasta platea di genitori e insegnanti provenienti anche da diverse scuole del territorio ha ascoltato con molto interesse le risultanze di un’esperienza didatticamente innovativa e culturalmente molto significativa: le docenti svedesi hanno praticato per cinque giorni il Jobshadowing,osservando direttamente in alcune classi e sezioni delle scuole del 2°circolo e della scuola secondaria Cotugno le modalità didattiche che tendono afavorire l’inclusione degli alunni con particolari difficoltà - e non -, anche attraverso l’uso della digitalizzazione .

Durante l’incontro, subito le docenti svedesi hanno descritto in lingua inglese e con il supporto di una ricca documentazione fotografica gli strumenti e le tecniche didattiche che vengono utilizzate nella propria scuola. Si è potuto constatare che la scuola svedese è organizzata in maniera molto diversa dalla nostra, sia per quanto concerne l’organizzazione del tempo, sia per quanto attiene le attività didattiche. L’ uso della tecnologia e dei supporti informatici (tablet e computer) sostituisce quasi completamente i classici sussidi cartacei (libri e quaderni) e la logica della programmazione (o coding) pervade tutti gli ambiti disciplinari. I piccoli si cimentano anche in progetti di costruzione di robot, che imparano a programmare sin dalla tenera età.

Queste esperienze, seppur condotte in gruppo, non riescono a includere tutti i bambini ed è per questo che i meno dotati frequentano le classi speciali e non sono affiancati da alcun insegnante di sostegno. Sotto questo aspetto, la scuola italiana risulta molto più attenta alsuccesso formativo di ogni bambino e fonda sulla relazione educativa la base per tutti gli apprendimenti. Le docenti svedesi, infatti, durante la loro permanenza hanno potuto verificare che, attraverso attività mirate e coinvolgenti, tutti i bambini sperimentano quotidianamente l’inclusione sociale, preludio all’inserimento, a pieno titolo, nell’odierna e futura società. La dirigente scolastica ha sottolineato l’importanza dell’inclusione, pedagogicamente fondata sulla base delle più recenti teorie neuropsicologiche, e ha evidenziato che la scuola italiana, oggi, è in grado di rispondere ai bisogni di tutti attraverso la strutturazione di percorsi flessibili che fanno leva sul “learning by doing”e sulle dinamiche cooperative che si attivano nei gruppi di apprendimento.

L’insegnante Ippedico ha posto in evidenza tutte le attività che sono state condotte a scuola, mostrando foto e prodotti delle diverse esperienze: narrazioni con il supporto dell’E-theatre, coding unplugged, laboratori motori, musicali e artistici...

La serata si è conclusa con il saluto alle docenti svedesi, che hanno ricevuto un riconoscimento per laloro presenza e l’auspicio a un prosieguo delle attività progettuali Erasmus all’insegna del confronto e della crescita culturale.

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