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A Bari l’invasione pacifica dei Gilet arancioni

Oltre tremila gli agricoltori partecipanti. La solidarietà dell’Amministrazione ruvese espressa dalla presenza del presidente del Consiglio comunale Michele Scardigno.​ Ecco tutte le richieste

Attualità
Ruvo di Puglia lunedì 07 gennaio 2019
di La Redazione
Michele Scardigno alla manifestazione dei Gilet arancioni a Bari
Michele Scardigno alla manifestazione dei Gilet arancioni a Bari © Comune di Ruvo di Puglia

Sono oltre tremila gli agricoltori pugliesi che con i loro trattori hanno riempito, questa mattina, piazza Libertà, a Bari, colorandola di arancione, il colore della protesta contro il governo nazionale e la Regione Puglia.

Come annunciato qualche giorno fa dal sindaco Pasquale Chieco su Facebook, anche l’Amministrazione comunale di Ruvo di Puglia era presente con il presidente del Consiglio comunale Michele cardigno, in segno di solidarietà all’intero comparto, di vitale importanza per la comunità, in questo momento di grave crisi.

«Sarebbe un grandissimo segnale di cambiamento se il Ministro venisse a Bari non a parlare con una delegazione dei gilet arancioni o col portavoce, ma con tutti gli agricoltori.

In alternativa siamo pronti a incontrarlo insieme a tutte le altre delegazioni che riterrà di invitare, ma in una data diversa da quella di domani». Così Onofrio Spagnoletti Zeuli, portavoce dei Gilet arancioni, rinuncia all’incontro convocato dal Ministro per domani a Roma, all’indomani del grande successo del presidio di Bari.

Il comitato chiede il riconoscimento dello stato di calamità dopo le gelate di febbraio 2018, interventi mirati e decisi contro la xylella, seguendo la scienza e non i santoni, e lo sblocco delle risorse del Psr impantanato tra mille rivoli burocratici.

«Qui ci sono oltre tremila persone, uomini e donne della terra, che si sono uniti spogliandosi di qualsiasi identità e sposando solo la causa della terra - ha continuato Spagnoletti Zeuli -. Noi ringraziamo il Ministro Centinaio per averci invitato domani a Roma, ma non parteciperemo all’incontro perché non intendiamo prestare il fianco a chi organizza, guarda caso proprio domani, un’altra sceneggiata dopo quella del 31 dicembre sotto la Regione Puglia, stavolta proprio sotto il Ministero luogo dell’incontro, per prendersi meriti che proprio non ci sono e per issare ancora una volta la bandiera dell’arroganza alla faccia dei problemi veri degli agricoltori e degli olivicoltori pugliesi. Per tutti noi vengono prima e sopra ogni cosa i problemi degli agricoltori, poi le bandiere e le sigle», ha concluso Spagnoletti Zeuli.

Ecco le richieste dei gilet arancioni.

Calamità atmosferiche

La gelata di marzo 2018 ha danneggiato non meno di 90mila ettari nell’areale delle province di Bari-Bat e Foggia. Per molti di questi ettari olivicoli, nel 2018, non si è ottenuta alcuna produzione! Si tratta di una situazione disastrosa, da profili negativi epocali che rischia di mettere in ginocchio tutto il settore agricolo pugliese già colpito fortemente dalla xylella.

Chiediamo al Mipaaf:

- Immediato riconoscimento della declaratoria di calamità atmosferica con attivazione di quanto previsto dal D.L. 102/2004
- Dotazione di 100 milioni di euro per compensare la produzione lorda vendibile persa
- Di adottare una nuova norma che tuteli i lavoratori attraverso la conferma delle giornate dell’anno precedente nei territori colpiti da calamità ufficialmente riconosciute
- Defiscalizzazione dei tributi e degli oneri previdenziali per i frantoi, cooperative agricole di trasformazione e frantoi aziendali
- Blocco delle rate di mutuo per i frantoi, cooperative agricole di trasformazione e frantoi aziendali
- Apertura di un tavolo tecnico dedicato alla crisi dei frantoi con individuazione di idonee misure
Chiediamo alla Regione Puglia:
- Dotazione di 5 milioni di euro per i danni dalla gelata
In ultimo si chiede alla Regione Puglia di rispondere, con chiarezza e con decisioni inequivocabili, alla questione siccità 2017.
Xylella

È indispensabile individuare una autorità unica di gestione e coordinamento di tutti gli interventi.
Avevamo chiesto l’attivazione di un piano organico di interventi in attuazione dei regolamenti comunitari e piani fitosanitari cofinanziati dalla commissione. Avevamo chiesto l’attivazione a livello comunitario di un Piano Olivo Puglia con risorse importanti e dedicate esclusivamente alla questione xylella per reimpiantare il patrimonio olivicolo che si sta distruggendo e per rilanciare l’olivicoltura. Nel contesto xylella il ruolo delle Organizzazioni di Produttori Olivicoli (OP) è assolutamente nullo. Tutto ciò è intollerabile se si considera che le OP svolgono un ruolo fondamentale, riconosciuto dalla commissione europea, nella tutela, salvaguardia e valorizzazione delle filiere agricole. Bisogna individuare un ruolo preminente delle OP nella gestione di tutte le fase relative alla xylella: dal monitoraggio, alla formazione, all’informazione ed all’assistenza tecnica. Inoltre si chiede l’approvazione di una norma che permetta l’eradicazione delle piante irrimediabilmente attaccate dal batterio.
PSR Puglia
Il PSR allo stato, per quel che riguarda le misure strutturali ad investimento, è un addensato di inefficienze e di decisioni mai prese. Bisogna fare delle scelte precise che siano a favore, principalmente e quasi esclusivamente, degli agricoltori!
Chiediamo alla Regione Puglia:
- di effettuare una revisione delle risorse residue sul PSR per destinarle, principalmente e quasi esclusivamente, alle misure che finanziano gli investimenti delle aziende agricole e delle cooperative agricole;
- di rivedere la programmazione sia dei bandi già emessi che di quelli da emettere in funzione delle priorità da destinarsi alle misure che finanziano gli investimenti degli agricoltori e delle cooperative agricole
- di reperire congrue risorse aggiuntive, anche attraverso un’immediata rimodulazione del patto per il sud, da destinarsi alle misure che finanziano gli investimenti degli agricoltori e delle cooperative agricole
- di chiudere tutte queste fasi nel tempo massimo di 30gg in modo da emettere in pochissimi mesi i decreti di concessione dei contributi
Riforma PAC
Alla Regione Puglia avevamo chiesto di avviare il processo di revisione delle modalità di ripartizione degli aiuti accoppiati puntando principalmente su maggiori risorse all’olivo ed al frumento duro che garantiscono ricchezza ed occupazione come nessun altro comparto agricolo. Chiedevamo che la Regione Puglia avrebbe dovuto farsi, ad ogni livello, capofila di questa proposta di revisione. Il risultato è stato che sono stati incrementati gli aiuti a colture come il riso, è stata concessa l’elemosina di 20 euro per ettaro per il grano duro, nulla è stato concesso per una coltura fondamentale e che alimenta molto occupazione come l’olivo: tutto questo è uno scandalo! I previsti tagli al bilancio comunitario sulla quota agricola avranno delle conseguenze disastrose. a Regione Puglia, che rappresenta la regione con maggior quota di aiuti diretti in Italia, non può tacere di fronte a questi tagli, né può non attivare meccanismi propositivi sulle ipotesi di riforma della PAC. Il tutto, invece, continua nel silenzio (non una riunione, non un incontro sul tema)
Chiediamo alla Regione Puglia:
- di attivare una task force di studio, di approfondimento e di proposte sulla riforma della PAC nella quale le organizzazioni del settore abbiano un ruolo preminente.
Problematiche trasversali
- Revisione dei rapporti di forza all’interno della catena alimentare che valorizzino il ruolo degli agricoltori. La GDO deve sostenere "solidalmente” gli agricoltori, sia nel presente che nel futuro che prevedendo un’apertura PRIVILEGIATA alle realtà locali (filiera corta), che devono essere prioritarie rispetto al prodotto estero o a quello lavorato da grandi marchi.
- Revisione e adattamento all’agricoltura delle norme che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro.

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