La storia

Il "pellegrinaggio di pace" di Bruno e Salam si sposta a Terlizzi

​Da alcuni giorni il 36enne di Lisbona sta attraversando ​il nostro territorio a piedi diretto in Terra Santa, accompagnato dalla sua fedele asina. Oggi lascerà Ruvo di Puglia in direzione Sud​

Attualità
Ruvo di Puglia mercoledì 13 marzo 2019
di Gianpaolo Altamura
Con un'asina verso Gerusalemme: il
Con un'asina verso Gerusalemme: il "pellegrinaggio di pace" del portoghese Bruno passa da Terlizzi © bruno dias

Un camminatore di origine portoghese, Bruno Dias, sta in questi giorni attraversando la Puglia per raggiungere a piedi niente meno che Gerusalemme.

36 anni, il giovane si autodefinisce "pellegrino di pace" e si accompagna bizzarramente a un'asina di sei anni, chiamata Salam, "Pace", che in passato - spiega - ha salvato da maltrattamenti.

Diplomatosi al Liceo delle scienze biologiche a Lisbona, dove è nato, Bruno ha lavorato come magazziniere fin quando non ha deciso di intraprendere l'ambizioso viaggio in nome della pace nel mondo. È partito il 15 marzo del 2015 da Santiago di Compostela, valicando i Pirenei e proseguendo prima per la Francia, poi per l'intera penisola italiana, lungo i percorsi della antica via Francigena. In questo modo è giunto, qualche tempo fa, in quel di Canosa, poi ad Andria, Corato e infine a Ruvo di Puglia, dove si aggira con la vistosa asina da domenica scorsa, destando il comprensibile interesse della comunità locale e risvegliando il profondo senso di accoglienza della nostra terra. In molti, curiosi, lo fermano per scambiare quattro chiacchiere e fare qualche foto assieme, che lui posta sulla pagina Facebook dedicata al viaggio.

Non che la scelta della destinazione finale dell'itinerario, Gerusalemme, sia legata a questioni di fede: Bruno non si dichiara cattolico, musulmano, ebreo o altro: la sua è evidentemente la religione della spiritualità, della frugalità e, in un certo senso, della fiducia nel genere umano. «Gerusalemme è la città della pace e io andrò lì per condividere un luogo, cosa che ormai è considerata un'utopia. Quando sarò lì avrò le risposte - spiega -. Il cammino è la mia meta. Viaggiare è un modo per stare meglio per me, e anche un modo per stare a contatto con la natura. Noi tutti siamo natura», assicura.

In virtù di questa attitudine francescana, pauperistica, Bruno porta con sé pochissimi oggetti, facendo fede sugli aiuti di chi incontra per strada quotidianamente. Non ricorda brutti momenti nel suo cammino, anzi quei pochi capitatigli - giura - lo hanno reso migliore. Dice un po' enfaticamente di «essere sposato con la verità».

Conclusa la parentesi ruvese, scortato dalla sua fedele asina, il giovane ripartirà oggi alla volta di Terlizzi e, quando lo riterrà, marcerà verso Palombaio, Bitonto e Bari. Seguendo la litoranea si dirigerà quindi a Brindisi, dal cui porto si imbarcherà per Durazzo. Dall'Albania, attraverso i Balcani, si avvicinerà, passo dopo passo, a Istanbul, per poi entrare in Turchia. «Se sarà possibile - spiega - passerò dalla Siria, altrimenti arriverò a Gerusalemme via mare».

Alla comunità pugliese, il pellegrino lusitano rivolge un appello irenico: «Fate del vostro meglio per fare del mondo un posto migliore, magari anche solo piccole azioni, magari un domani abiteremo un pianeta migliore».

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I commenti degli utenti
  • gioacchino tricarico ha scritto il 13 marzo 2019 alle 19:21 :

    speriamo che non gli frechino la ciuccia, altrimenti come deve fare da solo? senza la ciuccia? certo che avere tanto tempo libero...che invidia... io non riesco nemmeno ad andare a pisciare senza che qualcuno mi assilli con richieste assurde... Rispondi a gioacchino tricarico