La pubblicazione della sentenza

Il Consiglio di Stato: «No Tari ad agriturismi come se fossero alberghi»

Filippo De Miccolis​, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti​: «I rifiuti sono inseriti in un ciclo virtuoso di minore impatto e di riutilizzo nell’azienda agricola»

Attualità
Ruvo di Puglia sabato 16 marzo 2019
di La Redazione
Agriturismo
Agriturismo © n.c.

«Gli agriturismi non sono ristoranti né alberghi. L’orientamento di alcuni Comuni che applicano la Tari, la tassa sui rifiuti urbani, equiparando gli agriturismi agli alberghi o ai ristoranti è stata bocciata dal Consiglio di Stato con una sentenza che non lascia dubbi. Agli agriturismi devono essere applicate le tariffe previste per le attività agricole». È il commento del presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia alla pubblicazione della Sentenza del Consiglio di Stato con cui è stata dichiarata l’illegittimità della parificazione - operata da alcuni Comuni - delle aziende agrituristiche alle strutture ricettive alberghiere ai fini dell’imposizione tributaria Tari.

Il presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti, Filippo De Miccolis, ha già inviato una lettera a tutti i Sindaci pugliesi per chiedere l’adeguamento dei propri regolamenti comunali e della relativa imposizione in materia di rifiuti urbani nei confronti degli agriturismi ai princìpi generali di proporzionalità, ragionevolezza e adeguatezza, mediante una classificazione autonoma (con apposite sottocategorie, come bene ha indicato il primo giudice) e realisticamente proporzionata alla connotazione specifica dell’attività agrituristica e all’effettiva capacità di produzione rifiuti, per quantità e qualità.

«La sentenza del Consiglio di Stato svolge un’accurata ricostruzione della normativa applicabile – spiega De Miccolis -, affermando che la discrezionalità va sviluppata nel rispetto di una ragionevole graduazione, mediante riduzioni ed esenzioni, in rapporto all’effettivo e oggettivo carico di rifiuti prodotti. L’attività agrituristica trova un proprio limite intrinseco nell’essere in carattere di connessione e complementarietà con l’attività agricola, dovendo rimanere quest’ultima prevalente in termini di tempo lavoro». Anche le materie prime utilizzate «sono di propria produzione – aggiunge De Miccolis -, quindi con una forte riduzione di idoneità a produrre rifiuti, inoltre i rifiuti stessi sono inseriti all’interno di un ciclo virtuoso di minore impatto e riutilizzo all’interno dell’azienda agricola. Infine, la normativa della Regione Puglia impone specifiche limitazioni all’attività agrituristica, in termini di posti tavola, posti letto, nonché di provenienza della materie prime utilizzabili. I su esposti elementi devono riflettersi necessariamente nella commisurazione della capacità contributiva», conclude il presidente di Terranostra.

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