L’allarme di Coldiretti

Tropicalizzazione del clima, invasione di pappagalli

Savino Muraglia: «Si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli agricoltori, colpiti dalla presenza sempre più evidente di stormi che attirano l’attenzione con suoni acuti persistenti»

Attualità
Ruvo di Puglia venerdì 14 giugno 2019
di La Redazione
Pappagalli verdi a Giovinazzo
Pappagalli verdi a Giovinazzo © Coldiretti Puglia

Con la tropicalizzazione del clima si sta verificando un’invasione di pappagalli nelle campagne che, dal primo insediamento a Molfetta, hanno preso possesso di città e campagne a Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto e Grumo Appula, fino a spingersi sull’Alta Murgia. È l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia per la proliferazione esponenziale dei pappagalli verdi che si nutrono in campagna di frutta, con una predilezione per le mandorle.

«Le campagne sono divenute l’Eldorado per i pappagalli che evidentemente si sono adattati perfettamente al microclima pugliese. Prediligono soprattutto le mandorle, dimostrando una straordinaria abilità nel beccare e rompere il guscio, estraendo il frutto e lasciando il mallo attaccato all’albero. Si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli agricoltori, colpiti dalla presenza sempre più evidente di stormi di pappagalli, che ricreano una atmosfera tropicale, attirando l’attenzione con suoni acuti persistenti», è la denuncia di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta Bonaparte, apparsi con un primo insediamento su un eucalipto nella contrada molfettese "Madonna delle Rose", passati poi a stabilirsi, costruendo nidi “multifamiliari”.

Fanno il paio con i pappagalli gli storni che colpiscono particolarmente il settore olivicolo, con un danno a carico degli olivi coltivati soprattutto nelle zone a ridosso del mare, da un lato sull’Adriatico, dall’altro sullo Jonio, dove gli agricoltori non hanno strumenti per arginare la presenza eccessiva e in progressivo aumento degli storni divenuti stanziali.

«Il caldo anomalo degli ultimi anni ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale. Si sta sottovalutando un problema che in alcune aree è veramente grave e ingestibile. Oltre al danno diretto, non vanno sottovalutati i danni indiretti. Gli storni distruggono le piazzole adibite alla raccolta delle olive – conclude il presidente Muraglia - e gli olivicoltori sono costretti a contrastare una calamità senza averne gli strumenti, condannati, quasi, a riprogrammare la propria attività agraria per scongiurare la distruzione della produzione. Tra l’altro, non è soltanto l’olivicoltura a risultare colpita, dato che il passaggio degli stormi lascia sugli ortaggi quantitativi di escrementi tali da rendere impresentabile il prodotto sul mercato. Gli storni trovano ristoro notturno nelle aree protette, come Torre Guaceto, per riprendere le scorribande alimentari diurne».

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