Quarta edizione

"La carica dei 100 e lode", Giuseppe Di Caterino

Coratino, ha frequentato l’indirizzo chimico-biologico del liceo scientifico e linguistico “Orazio Tedone”

Attualità
Ruvo di Puglia martedì 13 agosto 2019
di Elena Albanese
Giuseppe Di Caterino
Giuseppe Di Caterino © Giuseppe Di Caterino

Giunto ormai alla sua quarta edizione, prosegue l’appuntamento estivo di RuvoLive.it con “La carica dei 100 e lode”, la serie di interviste agli studenti ruvesi che hanno conseguito la maturità col massimo dei voti o a quelli dei paesi limitrofi che hanno ottenuto questo importante risultato negli istituti superiori della nostra città.

Oggi è la volta di Giuseppe Di Caterino, coratino che ha frequentato l’indirizzo chimico-biologico del liceo scientifico e linguistico “O. Tedone”.

Anche a lui abbiamo rivolto le nostre domande a cavallo tra passato, presente e futuro.

Gli esami

Che traccia hai svolto nella prima prova?

Per la prima prova ho scelto la traccia B, analisi e produzione di un testo argomentativo, in particolare la proposta B2 riguardante l’illusione della conoscenza. Mi ritengo abbastanza fortunato perché l’argomento in questione mi ha sempre affascinato e, inoltre, il documento lasciava spazio ad ampie interpretazioni e collegamenti interdisciplinari, perciò non ho incontrato grandi difficoltà nella produzione.

Qual è stato il momento più difficile degli esami?

Credo che il momento più difficile degli esami sia stato affrontare la seconda prova e poi, più in generale, gestire tutte le forti emozioni di quei giorni per rimanere sempre concentrato.

Raccontaci com'è andato l'orale.

L’orale di quest’anno, sebbene fosse cambiato, in realtà rimaneva sostanzialmente uguale agli anni precedenti. Ciò che più “spaventava” era, però, il documento sconosciuto da cui instaurare il colloquio con la commissione e il poco tempo che ci era stato concesso per prepararci alla nuova prova. Ciononostante la mia preparazione pregressa, frutto di 5 anni di studio, riduceva di molto questo stress.

Nella busta scelta da me era presente la canzone intitolata “Auschwitz” del cantautore Guccini. Per quanto possa sembrare ostica al primo sguardo, la canzone permetteva numerosi collegamenti interdisciplinari e, quindi, è stato semplice riuscire a condurre l’esame, non senza intoppi, ma comunque con un risultato soddisfacente. A questo sono seguite le domande dei docenti che hanno ampliato gli orizzonti della discussione e infine è stato lasciato anche spazio alle mie considerazioni riguardo l’alternanza scuola-lavoro.

Tra passato e futuro

Cosa ti mancherà di più della scuola superiore?

Probabilmente tutto, anche le esperienze più spiacevoli, poiché il liceo, in generale la scuola superiore, si pone in un momento importante delle nostre vite e ci guida nella nostra adolescenza, perciò molto di quello che sono e di quello che ho imparato lo devo anche al liceo, nel bene e nel male.

A quale facoltà ti sei iscritto?

Non sono iscritto ad alcuna facoltà, però mi sto preparando per i test di ammissione per Medicina.

Cosa vorresti fare da grande?

Da grande mi piacerebbe lavorare come medico neurologo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di dare un senso alle mie esperienze passate e a quelle future in modo da rendermi utile, un giorno, nell'ambito medico, sia che ciò riguardi la ricerca, sia che riguardi la cura diretta sul campo.

Il presente

Ti aspettavi questo risultato?

No, non me l'aspettavo, non ho voluto alzare le aspettative per non rischiare di essere deluso, però conoscendo il mio percorso passato non era neppure da escludere la possibilità di ottenere un tale risultato.

Come hai festeggiato quando l'hai saputo?

Quando l’ho saputo ho festeggiato con i miei amici al mare e poi in un bar.

Dove andrai in vacanza e con chi?

Quest’anno ancora nessuna grande vacanza in programma, solo piccoli spostamenti, quanto meno questo mi permette di concentrarmi sullo studio per i test.

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