L’allarme di Coldiretti Puglia

Grande caldo, le mucche “stressate” producono meno latte

A ciò si aggiunge anche un aumento dei costi nelle stalle per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio dell’afa

Attualità
Ruvo di Puglia mercoledì 14 agosto 2019
di La Redazione
Un allevamento di mucche
Un allevamento di mucche © n.c.

Oltre agli uomini, a soffrire il caldo sono anche gli animali nelle fattorie, dove le mucche con le alte temperature stanno producendo per lo stress fino a oltre il 15% di latte in meno rispetto ai periodi normali. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti Puglia sugli effetti negli allevamenti dell’innalzamento della colonna di mercurio nell’ultima settimana.

«Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24°, oltre i 30° vanno in stress termico, mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge anche un aumento dei costi nelle stalle per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo. La situazione negli allevamenti è rappresentativa dello stato di disagio provocato dal clima su animali e piante», dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Per questo sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle – dice Coldiretti Puglia - dove sono in funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per aiutare le mucche a sopportare meglio la calura, mentre gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché con le alte temperature ogni animale arriva a bere i fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi.

«Quanto sta avvenendo in questi ultimi giorni avrà ripercussioni negative fino all’autunno, perché lo stress termico che oggi stanno vivendo gli animali si traduce nell’immediato in un calo della produzione di latte del 15%, ma fino a settembre-ottobre si registrerà anche una diminuzione della fertilità e problemi sulle zampe. Gli animali nelle stalle non riescono a termoregolarsi e patiscono anche in termini di respirazione l’aumento esponenziale delle temperature associato all’alta umidità», spiega l’allevatore Onofrio Maellaro, presidente di Coldiretti a Noci, una delle aree zootecniche più vocate della Murgia barese.

In Puglia, negli ultimi 40 anni, si è assistito a un effetto desertificazione preoccupante, con le precipitazioni diminuite paurosamente da 950 mm l’anno a circa 3/400 mm. Di contro, in un vero e proprio paradosso idrico, da un lato la regione è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi, dall’altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza e/o mancanza di infrastrutture ad hoc. D’altro canto il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi, in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno. Il caldo anomalo e le precipitazioni violente rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo pugliese.

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I commenti degli utenti
  • Massimus ha scritto il 15 agosto 2019 alle 21:01 :

    "In Puglia, negli ultimi 40 anni, si è assistito a un effetto desertificazione preoccupante, con le precipitazioni diminuite paurosamente da 950 mm l’anno a circa 3/400 mm" NON è ASSOLUTAMENTE VERO!! dove vedete questa fantomatica diminuzione? la media di 40 anni fa era di 550-650 e NON AFFATTO 950!! e non è vero che la media si sia ridotta a circa 3/400mm... anzi, se consultate i dati meteo, le precipitazioni sono addirittura aumentate di poco!! nel territorio barese, se consultate varie stazioni meteo ( protezione civile, dati meteonetwork ecc..) piovono mediamente 600-700mm negli ultimi 10 anni! Queste grosse inesatezze potevate risparmiarvele Rispondi a Massimus