La vicenda

Ospedale del nord barese, oggi Emiliano presenta il progetto. Il comitato «Vince la salute di tutti»

Stamattina alle 10 la conferenza stampa alla presenza di Vito Montanaro e dei direttori delle Asl Bari e Bat

Attualità
Ruvo di Puglia lunedì 04 novembre 2019
di La Redazione
Al via l'iter del nuovo ospedale del nord barese
Al via l'iter del nuovo ospedale del nord barese © Nc

Sarà presentato ufficialmente stamattina, lunedì 4 novembre, il progetto del nuovo ospedale del nord barese. Ad annunciare alla stampa (alle 10 nella sede della Regione in via Gentile) l'avvio dell'iter per la realizzazione del nuovo nosocomio sarà il presidente Michele Emiliano insieme al direttore del dipartimento regionale politiche per la salute, Vito Montanaro, e i direttori generali della Asl Bari Antonio Sanguedolce e della Bat Alessandro Delle Donne. Si tratta del quinto nuovo ospedale dopo quello di Monopoli-Fasano, di Taranto, di Andria e del Sud-Salento.

Soddisfazione da parte del comitato per il nuovo ospedale: «Finalmente l’ospedale - scrive il comitato in un comunicato - che nessuno aveva previsto diventa obiettivo regionale. Si farà. E il territorio, antico e nobile, che doveva rimanere desertificato delle sue eccellenze sanitarie, le manterrà, potenziate e riunite in un nuovo ospedale unico di primo livello. San Felice Spaccavento ha fatto il miracolo, imponendo democraticamente il tema, spingendo le autorità regionali a correggere le evidenti storture delle precedenti bozze del piano di riordino ospedaliero. Non tutto è andato come avremmo voluto, ma è fatta, finalmente, e questa è una buona notizia per tutti. Grazie al presidente Michele Emiliano, che ha mantenuto la parola e che da subito si è mostrato in linea con la voce dei Cittadini e degli operatori nella prima, trasparente e più beneficamente sconvolgente assemblea democratica per una sanità partecipata: a Ruvo, l’11 ottobre 2016. Una data che rimarrà storica per la sanità e per la partecipazione nel nostro paese. Grazie a Felice, che ha illuminato tutti con la sua competenza medica, con la sua medicina partecipata e non ultimo col suo disinteressato coraggio civile. Grazie ai volontari del Progetto che ci hanno aiutato a portare avanti questa difficile impresa. Oggi siamo tutti più fieri e più felici».

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