Riconoscimenti

"Mezza Pagnotta" tra i migliori ristoranti nella guida TCI 2020

Al Festival della Gastronomia 2019, premiati gli alberghi e ristoranti inclusi nella guida 2020 del Touring Club Italiano. Tra essi il ristorante di Vincenzo e Francesco Montaruli per la buona cucina.

Attualità
Ruvo di Puglia lunedì 18 novembre 2019
di Irene Tedone
Mezza Pagnotta nella Guida TCI 2020
Mezza Pagnotta nella Guida TCI 2020 © Facebook

Certo che la prima volta è sempre la prima volta! Ce ne fosse una seconda, una terza o una serie infinita di volte successive alla prima, ma quella volta lì, quella prima volta, quella che proprio non te l'aspettavi, che ti batteva il cuore a mille, che le emozioni dentro te disorientate si scontravano a casaccio come birilli senza equilibrio, ha un sapore così intenso che finisce, poi, che non la dimentichi più.

E noi che curiosi lo siamo di natura, non ci siamo lasciati sfuggire la ghiotta occasione di chiedere ai fratelli di Mezza Pagnotta, Francesco e Vincenzo Montaruli, proprio a loro, testardi e instancabili corteggiatori di Sua Altezza Reale, la Murgia, quanto speciale sia risultata la loro prima volta nella guida del TCI (Touring Club Italiano), la guida dei migliori ristoranti e alberghi del nostro Belpaese.

Se dobbiamo dirla tutta, però, i due Montaruli, young sulla carta ma vecchi romantici nell'approccio con la natura, di prime volte, a oggi, ne hanno collezionate a iosa, una sull'altra, gioia su gioia, soddisfazione su soddisfazione, titolo su titolo e, probabilmente, è finita che ci hanno fatto pure il callo.

E niente, lo confermano, l'emozione della prima menzione nella guida dei migliori ristoranti d'Italia fa un certo effetto, come negarlo!?

È la meritata gratifica, dicono con una punta d'orgoglio, a un gioco simbiotico che sin dal principio ha visto impegnato il team di Mezza Pagnotta nel senso unico del rispetto per la natura, nella venerazione dei ritmi miracolosi della terra, della pioggia e del sole, nel culto della zappa e delle mani nella terra, nell'amore per una cucina povera ma ricca, nella variabilità del menù perché «in tavola arriva ciò che raccogliamo e non ciò che compriamo».

Diciamo, quindi, che dopo il titolo di "Chef emergenti territorialità", conquistato lo scorso anno a Roma nel corso del Festival della Gastronomia, le Officine Farneto hanno ormai il profumo di casa per i talent di via Rosario.

È stato Luigi Cremona, consulente per la ristorazione e l'informazione alberghiera del Touring Club Italiano, a presentare in anteprima, nel corso della edizione 2019 del Festival della Gastronomia, a fine di ottobre a Roma, la guida TCI "Alberghi e Ristoranti d'Italia 2020", nella quale la cucina etnobotanica dei Mezza Pagnotta è menzionata, meritatamente, come "buona cucina del Sud Italia". Ai due chef è stato conferito, tra l'altro, il premio speciale "Buona Cucina".

Non hanno perso

tempo in quell'occasione i Montaruli per cercare di sradicare il preconcetto

atavico sull'estrazione sociale, diciamo così, dei cibi che portiamo in tavola.

«Dovremmo smetterla una volta per tutte - sostengono fervidamente i fratelli - col binomio cicoriella della murgia uguale cucina povera e gambero rosso di Gallipoli uguale cucina ricca. La verità è che in entrambi i casi siamo di fronte a prodotti con una loro autenticità che prescinde da tutto il resto, ricca è l'una, ricco è l'altro!».

Complimenti a Mezza Pagnotta.









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I commenti degli utenti
  • Joe Kage ha scritto il 19 novembre 2019 alle 11:22 :

    Great newspaper article. Congratulation Irene Tedone. Joe Founder of Christopher magazine Rispondi a Joe Kage