Scuola

Studenti e docenti emozionati per l'incontro con Kader Diabate

Presentato all'ITET "P.A.M. Tannoia" il libro "La pelle in cui abito", biografia del giovane attivista ivoriano scritta da Giancarlo Visitilli. Incontro sui diritti umani, accoglienza e giustizia

Attualità
Ruvo di Puglia venerdì 29 novembre 2019
di La Redazione
Kader Diabate e Giancarlo Visitilli presentano
Kader Diabate e Giancarlo Visitilli presentano "La pelle in cui abito" al "Tannoia" di Ruvo di Puglia © Isabella Anzelmo

La professoressa Isabella Anzelmo dell'Istituto Tecnico "P.A.M. Tannoia" di Ruvo di Puglia descrive l'incontro con Kader Diabate, giovane attivista ivoriano, e Giancarlo Visitilli che ha scritto le vicende, i dolori, le gioie del ragazzo nella biografia "La pelle in cui abito" (Edizioni Laterza). La conversazione letteraria si è svolta lo scorso 27 novembre.

«Gli studenti del Tannoia e i docenti hanno potuto discutere di diritti umani, accoglienza e migrazione con il protagonista del libro "La pelle in cui abito", Kader Diabate, un ragazzo di quindici anni che si è messo in viaggio dalla Costa d'Avorio per raggiungere l'Europa senza “bagaglio a mano” ma con un carico di esperienza, di cultura, sapere, colori e sapori. Kader ha raccontato la fuga da casa e l'attraversamento del deserto, l'incarcerazione in Libia e il viaggio nel Mediterraneo, fino all'arrivo in Italia.

Una “U” tracciata sul pavimento con i planisferi e con il sale della terra, una “U” che mette in circolo, che accoglie in nome di una cultura che condivide valori, musiche poesie e gioco; una palla a forma di planisfero che autore - Giancarlo Visitilli -, protagonista e studenti si sono metaforicamente “scambiati” in nome di una cultura che lega l’Africa, l’Italia e ilMondo.

La struttura- tessitura del racconto è stata ricucita sul pavimento con un filo rosso che lega i capitoli- ferite della narrazione denominati alle parti del corpo - mani, gambe, braccia- perché le ferite per guarire non vanno lasciate in acqua, ma asciugate al sole con il calore umano.

Una studentessa, a nome di tutti, ha salutato gli ospiti con un brano di una canzone di Caparezza: “la chiave per sconfiggere le guerre e vincere le battaglie personali e universali, è la conoscenza.Tutti sono capaci e ce la possono fare, tutti possono difendere chi viene offeso non per le sue colpe”. Così è stato presentato Kader, fuggito dalla propria terra non per povertà ma per rivendicare diritti di uomini e donne privati di ogni forma di libertà.

Carismatica, coinvolgente la sua voglia di libertà e la sua ribellione contro l'arroganza e l'ingiustizia degli uomini. Kader ha deciso di affidare la sua lotta alla penna sensibile di Visitilli, sempre vicino ai disillusi, agli emarginati e sempre proiettato alla ricerca della felicità di tutti, nessuno escluso. Curiosi e interessati gli studenti che hanno affidato alla disponibilità degli ospiti un “barca” carica di domande che un “libro bomba” come questo suscita. Una barca che, navigando tra i pensieri degli studenti, può liberare la mente da pregiudizi, retaggi culturali, paure che, come lo stesso Kader afferma, attanagliano gli europei nei confronti dello straniero.

L’auspicio della dirigente scolastica Nunzia Tarantini e dell’intera comunità scolastica è quello che letture e incontri come questo possano aprire le porte verso ogni forma di diversità e creare occasioni di riflessione al fine di favorire una cittadinanza attiva. Un grazie particolare al Presidio del libro di Corato che, promuovendo la lettura quale strumento di formazione, ha favorito il lento cammino della conoscenza come “compromesso che libera” perché implica l’incontro con qualcosa di diverso.

La conoscenza è la vera libertà!»

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