Religione

Dalla Marcia diocesana per la Pace...in poi

Nel documento “La Pace tra slanci e ferialità”, il direttivo della Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi fa delle riflessioni sull’attualità

Attualità
Ruvo di Puglia giovedì 27 febbraio 2020
di La Redazione
Marcia diocesana per la Pace 2020
Marcia diocesana per la Pace 2020 © Giuseppe Clemente

Il direttivo della Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, prendendo spunto dalla Marcia diocesana per la pace svoltasi lo scorso 26 gennaio a Ruvo di Puglia, riflette sui cambiamenti della società e sul sentimento della stessa dinanzi a eventi quali la visita di Papa Francesco a Bari, fatta in nome di quella stessa Pace che va costruita nel quotidiano.

«La Marcia diocesana per la Pace – scrive il Direttivo nel documento “La Pace tra slanci e ferialità” -è stata molto partecipata e, a detta di tanti, apprezzata sia per il coinvolgimento del territorio, delle scuole, delle Istituzioni (presenti sindaci e rappresentanti istituzionali di tutte e quattro le nostre città), sia per la qualità degli interventi proposti, in primis quello di don Tonio dell’Olio . Nonostante la pioggia, le comunità parrocchiali, le associazioni, i movimenti, ma anche comuni cittadini, giovani e adulti, hanno ascoltato, riflettuto, marciato, cantato, dimostrando il bisogno di tornare a formarsi, a mobilitarsi sui temi della Pace in modo corale e proficuo.

La gioia per quanto abbiamo vissuto insieme, non ci esime dal prendere in considerazione alcuni fatti ed eventi immediatamente successivi al 26 gennaio, che molto hanno a che vedere con la Pace, a partire dall’appuntamento appena celebrato a Bari alla presenza del Papa, “Mediterraneo , frontiera di Pace”. Sicuramente a questo appuntamentonon abbiamo dato l’importanza dovuta, in termini di attenzione, riflessione, preghiera e partecipazione: è passato un po’ troppo in sordina nella nostra realtà diocesana. Si è trattato invece di un avvenimento epocale, proprio perché ha cominciato a realizzare la profezia di una Puglia Arca di pace, crocevia di culture, terra di incontro tra popoli, ponte di dialogo nel complesso processo di costruzione della convivialità delle differenze. Un avvenimento che genera speranza in un contesto internazionale segnato da conflitti, esodi, muri e barriere.

Dal globale al locale, ha a che vedere con la Pace anche la macchina fatta esplodere a Ruvo di Puglia l’11 febbraio scorso, nei pressi della parrocchia Immacolata, segno inequivocabile di un territorio, quello delle nostre città, pesantemente segnato dalla mano della criminalità, da un preoccupante ritorno allo spaccio, dall’illegalità diffusa che, tollerata, rischia di diventaresistema, ma anche da episodi di vandalismo, di deturpamento e incuria dell’ambiente, spiedi una cittadinanza scarsamente esercitata. Rispetto a queste situazioni, è più faticosa la presa di coscienza, la mobilitazione, il coordinamento tra società civile e Istituzioni, le alleanze virtuose. Eppure il cammino per la Pace, passa per questa via stretta: da quanto riusciamo a fare e a costruire in rete, proprio sul territorio, oltre che nei singoli percorsi educativi dei nostri gruppi, dove va tenuta alta l’attenzione e l’impegno auna profonda formazione su certi temi (dalla legalità al rispetto dell’ambiente) e sulla loro declinazione in chiave locale.

A questo proposito, invitiamo le nostre associazioni a tener allenato lo sguardo, allargandolo sul mondo, ma anche focalizzandolo sul nostro territorio e a tener conto, proprio per i nostri percorsi educativi, non solo della lettura dei problemi, ma anche delle risorse che la nostra realtà potenzialmente offre. Un esempio per tutti è la presenza in diocesi della C.A.S.A., fortemente voluta da don Tonino, dove gli ospiti rappresentano una ricchezza umana, sia per il percorso di liberazione e riscatto in atto, sia perché meglio di altri potrebbero aiutare i nostri gruppi a capire dinamiche e meccanismi alla base di contesti dove più facilmente attecchisce la cultura della violenza e dello scarto.

La marcia della Pace avrà avuto senso se riusciremo a vivere la ferialità della Pace: ciò implica un continuo ripensamento sul versante educativo ad aprire gli orizzonti, a qualificare la nostra presenza, a declinare la Pace nei tanti significati che l’oggi presenta ed esige».

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 27 febbraio 2020 alle 11:36 :

    Dunque o lo tema della Pace comprende anche legalità, rispetto dell'ambiente e quant'altro. Un po' tutte le mode culturali del momento. Ma questa "cultura" della Pace dimentica quasi del tutto il "culto", la specificità della fede e dei cristiani. Altrimenti facciamo la marcia della pace con Legambiente ed è uguale. Rispondi a Maria P.