Testimonianza

Il ruvese Francesco Cantatore in prima linea al San Raffaele di Milano

Il nostro concittadino: «In Lombardia la situazione è molto critica: io lavoro nel reparto di Ginecologia e Ostetricia. Abbiamo limitato molte attività per lasciare spazio alle necessità prioritarie»

Attualità
Ruvo di Puglia domenica 22 marzo 2020
di Giuseppe Tedone
Francesco Cantatore
Francesco Cantatore © Francesco Cantatore

Continuano i racconti dei nostri concittadini che ormai non sono più residenti nella nostra città. Oggi, abbiamo contattato un ragazzo ruvese, Francesco Cantatore, di 29 anni, che lavora al San Raffaele di Milano, dal 2017, come medico specializzando di Ginecologia e Ostetricia.

Attualmente qual è la situazione nell’ospedale San Raffaele di Milano?

F. C.:«La situazione sanitaria nella Lombardia in generale e all'ospedale San Raffaele è molto critica. Io faccio parte del reparto di Ginecologia e ostetricia e abbiamo dovuto limitare molte attività per lasciare spazio alle necessità nate dall'emergenza sanitaria. Il clima tra gli operatori sanitari è teso, ma con grande spirito di abnegazione e solidarietà, si cerca di portare avanti il proprio compito e reggere l'impatto che questa epidemia ha causato.

Sono centinaia i casi positivi e, sebbene inizialmente il quadro fosse circoscritto a pazienti destinati a specifici reparti o terapia intensiva, oggi iniziamo a registrare casi anche negli altri reparti di degenza, come il nostro».

Come stai vivendo questa bruttissima situazione?

F.C.: «Personalmente cerco di mantenere la calma che mi serve nell'andare a lavoro e garantire protezione per me, per i colleghi e i pazienti che quotidianamente visitiamo. Assistere all'impennata dei casi e alla diffusione dei contagi nella restante parte dell'Italia desta preoccupazione per la mia famiglia, i miei genitori, i miei nonni e tanti amici che si trovano in Puglia. Il concetto che nessuno si può ritenere escluso, che tutti potremmo essere positivi e asintomatici e quindi contagiare i cari, dovrebbe metterci nelle condizioni di una agitazione psicologica costante e crescente e farci agire con responsabilità civica.

Restare a casa , familiarizzare con la routine domestica sono le uniche soluzioni che abbiamo al momento. Niente running, niente passeggiate, niente uscite inutili . Avremo tutto il tempo per poter fare tutto».

Voi dottori siete considerati eroi da tutti gli italiani. Cosa ti senti di dire a tutti loro?

F.C.:« Non mi piace la parola eroe. Non siamo eroi. Tutti gli operatori sanitari, specialmente anestesisti e infermieri di terapia intensiva e pronto soccorso, sono delle persone, con le stesse paure, ansie, preoccupazioni per ciò che, indossando mascherina e protezioni, lasciano all'esterno. Siamo dispensatori di umanità, intesa come quotidiano sforzo a compiere quello per cui siamo stati formati, al proprio posto con abnegazione e impegno, finalizzato a dare cura, sostegno, conforto, presenza ai malati. Questa malattia disumana costringe il malato e la famiglia a una solitudine straziante.

Credo che l'umanità, ancor prima che l'arte medica, sia l'aspetto che a tutti quelli che in qualche misura in questi giorni stanno lavorando in ospedale, vada riconosciuto. Un pensiero va ai colleghi di reparto che sono stati colpiti dall'infezione, che sono a casa o in ospedale, a cui auguro con il cuore una pronta guarigione e il ritorno in corsia».

Una buona parte della gente continua a violare le regole, quali raccomandazioni vorresti rivolgere soprattutto ai più giovani?

F.C.: «La violazione delle regole che vengono imposte dal Governo per chiare esigenze sanitarie, in questo momento, è quanto di più stupido possa essere fatto: nuoce alla comunità ma soprattutto può nuocere alla persona stessa che infrange la regola. Ai più giovani dico che non si è completamente al sicuro da questa malattia, non sentiamoci invincibili. Ogni volta che infrangiamo una regola di comportamento dobbiamo avere ben a mente tutti i nostri familiari, amici, parenti magari più sfortunati di noi in termini di salute e pensare che quel gesto può essere la condanna per uno di loro. Quando si parla di contagi e infezioni ci sembra che tutto sia evanescente e poco quantificabile: il rischio è reale, grave, devastante.

Ed è bene che tutti lo capiscano. Restate a casa. Senza nessuna possibilità di infrazione e di deroga alla regola. E per chi, mosso da un sentimento di montante nostalgia, ha preso il treno, il pullman per tornare a casa, avete ora la possibilità di mostrarvi maturi e non dei semplici bamboccioni che corrono dalla mamma: autodenunciatevi e restate chiusi nella vostra stanza. Avete già fatto abbastanza danni».

Sei preoccupato per la situazione che si sta verificando in Puglia?

F.C.:« La preoccupazione per la Puglia è tanta. Per tutti i motivi che spiegavo prima. È tanta perché vedo una realtà sanitaria d'eccellenza (quella lombarda) che arranca, che lotta, che stringe la cinghia e che rischia il collasso. Non voglio immaginare uno stress simile per le strutture ospedaliere pugliesi, francamente non all'altezza di fronteggiare dei numeri come quelli che si stanno verificando qui.

Quindi concludo con un appello a tutti i Ruvesi, pugliesi e meridionali tutti: abbiate consapevolezza delle dimensioni drammatiche del problema. State a casa , rispettate le regole. Abbiate cura di voi stessi e dei vostri cari. Non servono eroi. Serve civiltà e rispetto delle regole. Andrà tutto bene».

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I commenti degli utenti
  • Francesca Petrone ha scritto il 23 marzo 2020 alle 11:04 :

    Cioa Francesco. Io e mio marito abbiamo avuto la fortuna di conoscerti sia come persona che come medico. Sei una persona ed un medico eccezionale. Sono daccordo con le tue parole e specialmente con la tua risposta sulla preoccupazione della situazione che si sta verificando in Puglia. #andràtuttobene Rispondi a Francesca Petrone

  • Cecalupo Mariangela ha scritto il 22 marzo 2020 alle 09:19 :

    Complimenti! Che il Signore la protegga! Ciao Rispondi a Cecalupo Mariangela

  • Giacomo Campanale ha scritto il 22 marzo 2020 alle 08:56 :

    Fiero di essere tuo amico! Bravo.Grazie a voi , alla vostra abnegazione possiamo farcela anche con la nostra "clausura". Rispondi a Giacomo Campanale

  • Giacomo Campanale ha scritto il 22 marzo 2020 alle 08:47 :

    Un abbraccio carissimo ad un amico di cui esserne fiero per il suo attaccamento al dovere. Se ci siete voi, possiamo sperare di uscirne fuori al più presto, ovviamente anche con la nostra difficile quarantena. Rispondi a Giacomo Campanale

  • Di Capua Antonio ha scritto il 22 marzo 2020 alle 08:44 :

    Parole Sante ti auguro buon lavoro,spero che la nostra Mamma Celeste ti protegge.voglio sapere una persona asintomatica,quanto dura il contagio?. Ti saluto Di Capua Antonio residente a Milano nato a Ruvo di puglia Rispondi a Di Capua Antonio

  • Vito Cantatore ha scritto il 22 marzo 2020 alle 04:31 :

    Un saluto dal P.O di Corato Rispondi a Vito Cantatore