Il delitto avvenne il 13 aprile 2012

Omicidio Di Terlizzi, notificata la sentenza di condanna

Destinatario è il pregiudicato 27enne biscegliese ​Giancarlo Pozzessere​. Dovrà scontare 23 anni di reclusione

Cronaca
Ruvo di Puglia martedì 07 maggio 2019
di La Redazione
Carabinieri di Casamassima
Carabinieri di Casamassima © Carabinieri

La Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari, avvalendosi dei Carabinieri della Tenenza di Bisceglie, ha dato esecuzione alla Sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Assise di Appello di Bari, divenuta definitiva di recente, a carico di Giancarlo Pozzessere, 27enne biscegliese, pregiudicato - nell’ambito del processo svoltosi in primo grado con il rito ordinario presso il Tribunale di Trani. Il predetto dovrà scontare la pena di 23 anni di reclusione, poiché responsabile dell’omicidio di Giuseppe Di Terlizzi, all’epoca dei fatti 42enne, avvenuto la sera del 13 aprile 2012.

Giuseppe Di Terlizzi fu ucciso dinanzi al suo esercizio commerciale, una salumeria sita a Ruvo di Puglia in via Piave 35. Dalla ricostruzione effettuata dai Carabinieri che all’epoca curarono le indagini, emerse che erano passate da poco le 21,30 quando quattro malfattori con i volti coperti da passamontagna fecero irruzione nella salumeria costringendo l’uomo a consegnare l’incasso della giornata. Di Terlizzi tentò di reagire. A quel punto ne scaturì una colluttazione durante la quale uno dei rapinatori, proprio il Pozzessere, fece fuoco esplodendo un solo colpo di pistola che raggiunse il salumiere alla testa. Partirono subito le indagini. I quattro furono immediatamente identificati dagli operanti e accusati di omicidio, rapina, porto e detenzione di arma da fuoco in luogo pubblico. Determinanti ai fini delle indagini furono le immagini di una telecamera di videosorveglianza sistemata nelle vicinanze della salumeria della vittima. Dal filmato erano ben riconoscibili gli abiti dei giovani, elemento investigativo che permise ai militari di risalire in poco tempo alle loro identità. All’epoca inoltre gli investigatori eseguirono delle perquisizioni domiciliari che permisero il rinvenimento e il sequestro di un passamontagna e 34 cartucce calibro 7,65, lo stesso calibro del bossolo rinvenuto sul luogo della rapina durante i rilievi.

Tutti questi elementi sono stati rilevanti proprio ai fini della decisione in sede di Giudizio e la sentenza di oggi fa giustizia a un episodio che scioccò la cittadina di Ruvo di Puglia. La vittima fu uccisa per un bottino di appena 300 euro.

Il condannato è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Trani.

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I commenti degli utenti
  • biagio anselmi ha scritto il 08 maggio 2019 alle 05:41 :

    appena sette anni...wow, giustizia lampo! sarei curioso di sapere gli altri componenti della banda che fine hanno fatto. e sarei curioso di sapere se questo galantuomo, il pozzessere, che in un paese civile sarebbe stato nominato vescovo di campagna e messo a benedire con i piedi i passanti, sia rimasto in detenzione durante i tempi rapidissimi del processo. se così fosse, potremmo rischiare di vederlo a piede libero tra 5, massimo sei anni. Rispondi a biagio anselmi