Nella notte imbrattata la porta della sede di Fdi, in via Carafa 19, con la scritta “Piazza Loreto”

Urla e slogan offensivi all’arrivo di Caio Giulio Cesare Mussolini

Il pronipote del Duce è stato ieri a Ruvo, insieme a Marcello Gemmato, per la presentazione della sua candidatura al Parlamento europeo​. Le dichiarazioni di Tisci e la condanna del sindaco Chieco

Cronaca
Ruvo di Puglia giovedì 16 maggio 2019
di Raffaella Anna Dell’Aere
La protesta contro Caio Giulio Cesare Mussolini
La protesta contro Caio Giulio Cesare Mussolini © Instagram

Fascisti carogne tornate nelle fogne” è lo slogan sferzante urlato ieri mattina davanti alla sede di Fratelli d'Italia, in via Carafa 19, da un gruppo di facinorosi, all'arrivo del pronipote del Duce, Caio Giulio Cesare Mussolini, ospite a Ruvo di Puglia, insieme a Marcello Gemmato e Stella Mele, per la presentazione della sua candidatura al parlamento europeo.

Uno slogan ingiurioso che ha rafforzato il gesto già avvenuto durante la notte, che aveva visto il portone verde della sede di via Carafa imbrattato con la scritta di colore nero “Piazza Loreto”. Un tuffo drastico e gelido nella storia del passato che ha riecheggiato forte, i fantasmi di un periodo custodito tra le pagine dei libri, ma troppo spesso rianimato per strumentalizzazione politica o per palese sentimento di protesta.

Marcello Gemmato, deputato Fdi e in lizza anch'egli per le europee, dichiara pubblicamente il suo pensiero sull'accaduto con un comunicato stampa. «I soliti democratici della sinistra - scrive - hanno pensato bene di imbrattare la nostra sede con scritte rievocative di un tempo che esiste solo nella loro mente», e prosegue richiamando l' intervento “con pugno duro” di Matteo Salvini. «Interrogherò il ministro dell'Interno per comprendere se esistono le condizioni di agibilità democratica per svolgere liberamente una campagna elettorale o se si debbano sopportare e accettare tali forme di intolleranza».

Dal canto suo, Caio Giulio Cesare Mussolini stigmatizza pacatamente l'episodio, direttamente dal suo profilo instagram, con una dichiarazione didascalica e rassicurante: «All'odio rosso rispondiamo con l'amore per il tricolore».

Anche Antonio Tisci, candidato Fdi al parlamento europeo, in visita la scorsa settimana nel territorio ruvese, apprendendo dell'accaduto, ha voluto rilasciare la sua dichiarazione: «Quanto accaduto a Ruvo nella contestazione vergognosa compiuta dalla sinistra per la presenza di Mussolini per la sua campagna elettorale, dimostra il clima di intolleranza che c'è dietro l'azione della sinistra italiana. L'antifascismo di maniera è da sempre il sistema di odio che impedisce e distrugge ogni forma di civile convivenza. Rivendicare il diritto di Mussolini di poter fare politica e campagna elettorale dovrebbe essere una necessità di tutti, perchè non consentire a un candidato di fare serenamente campagna elettorale è la più grave forma di intolleranza. Ruvo merita apertura, connessione e progresso e necessita di cambiare pagina verso una nuova era evolutiva e non divorata da sterili rivoluzioni o bloccata nei fantasmi del passato».

È il secondo episodio del genere, dopo quello avvenuto il 24 ottobre dello scorso anno alla sede del Movimento nazionale per la Sovranità, che ospitava provvisoriamente la Lega cittadina, dove furono imbrattati sia la porta che i muri con la scritta “Salvini terrorista”.

È il motivo per cui anche il sindaco Pasquale Chieco invia ufficialmente la sua nota facendo presente il suo punto di vista su quanto accaduto e condannando simili manifestazioni di protesta: «Il male che il fascismo ha fatto a questo paese costituisce una ferita ancora aperta. La memoria di quegli orrori è fondamentale per la cultura Democratica di questo paese. E tuttavia l'Italia uscita della Resistenza deplora ogni atto di violenza fisica e morale. L'atto vandalico che ha colpito la sede di Fratelli d'Italia è assolutamente da condannare. Stamattina presto mi sono recato di persona sul posto assieme alle forze dell'ordine per rendermi conto della situazione e ho incontrato i rappresentanti cittadini del partito. Nell'occasione, come primo cittadino, ho stigmatizzato l'accaduto ed espresso viva contrarietà per questo modo sbagliato di interpretare il confronto politico».

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I commenti degli utenti
  • anacleto berardi ha scritto il 18 maggio 2019 alle 15:57 :

    che bella cosa! che bella figura nel nostro paese! mi chiedo se questo episodio sia stato stigmatizzato da tutte e dico TUTTE le formazioni politiche. BRAVI! BELLA FIGURA! così si fa la democrazia, con la violenza, anzichè con le idee. questa è l'unica cosa che possono insegnare i nostri compagni sinistri!!! Rispondi a anacleto berardi