La vicenda nata nel lontano 2003

Soldi del Capitolo della Cattedrale, don Salvatore: «Proclama di restituzione senza restituzione»

Per il vicario generale diocesano don Raffaele Tatulli, 450mila euro dovrebbero essere destinati a spese già sostenute per l'ammodernamento della Comunità Casa. Il parroco: «Soluzione incomprensibile»​

Cronaca
Ruvo di Puglia domenica 09 giugno 2019
di La Redazione
L'ingresso della Comunità Casa
L'ingresso della Comunità Casa © RuvoLive.it

«Il Capitolo della Concattedrale di Ruvo di Puglia, lo scorso 31 maggio, ha ricevuto la piena disponibilità del nostro vescovo Domenico Cornacchia, a ottemperare entro il 7 giugno all’impegno assunto da monsignor Luigi Martella a restituire la somma di 600mila euro ricavata dall’alienazione di un suolo edificatorio, in origine destinata alla costruzione di un Centro di spiritualità a Calentano.

Nella medesima riunione, con pronta sollecitudine e cristiana sensibilità, i Canonici hanno deliberato in forma collegiale (in rispetto della natura propria del Capitolo), che ben 450mila euro vengano destinati per coprire i costi e le spese già sostenute per l’ammodernamento e l’adeguamento della struttura della Comunità Casa Don Tonino Bello alle norme regionali, in modo che si possa continuare a offrire un servizio terapeutico qualificato a quegli ospiti, che la società troppo facilmente emargina e dimentica.

In tal modo si è voluto rispondere a un’accorata richiesta che il Giulio Pisani, vicepresidente dell’associazione Casa, ha rivolto ai Canonici del Capitolo della Concattedrale di Ruvo per sostenere l’opera-segno voluta dal Servo di Dio don Tonino Bello sulla via per Calentano, che nel tempo ha visto una progressiva evoluzione e un necessario adeguamento alle istanze odierne.

Inoltre il Capitolo non ha voluto dimenticare le povertà più comuni e quotidiane di quanti nella stessa città di Ruvo di Puglia fanno fatica a sbarcare il lunario, a provvedere ai bisogni essenziali della famiglia e a vivere con dignità. Per questa ragione, con grande generosità, ha deciso di stanziare i restanti 150mila euro per i lavori di ristrutturazione di un nuovo Centro Caritas cittadino, più funzionale e rispondente alle attuali esigenze».

Con questa nota del vicario generale della Diocesi don Raffaele Tatulli sembrava dunque chiusa la vicenda dei soldi ricavati dalla vendita, avvenuta nel 2003, di alcuni terreni di proprietà del Capitolo della Cattedrale. Dovevano essere destinati alla realizzazione, mai compiuta, di una "Casa di Spiritualità" a Calentano. In occasione della ricomposizione del Capitolo, lo scorso aprile, il parroco della Cattedrale don Salvatore Summo aveva chiesto ufficialmente alla Diocesi la restituzione delle somme, come già disposto dal vescovo Martella il 7 giugno 2014.

I tempi previsti – 5 anni - sembrerebbero essere stati rispettati e ora, «con sapienza evangelica – prosegue la nota diocesana - i Canonici preferiscono investire questo “tesoro” per il Regno dei Cieli, con opere di carità in favore delle fragilità umane, piuttosto che correre il rischio che sia consumato da “tarme e ruggine” (cf. Mt 6, 19-20). Sono segni operativi e concreti al fine di rendere effettiva quella scelta preferenziale per i poveri che don Tonino tante volte ha predicato e praticato.

Oggi il Capitolo della Concattedrale di Ruvo di Puglia, con queste elargizioni, fa in modo che quell’auspicio abbia a realizzarsi».

Quella che sembrava dunque, dopo lunghi anni, una storia a lieto fine, si arricchisce invece di un altro capitolo. A scriverlo è ancora don Salvatore Summo il quale, pur definendo «ottima la scelta delle indicazioni» della Diocesi sulla destinazione dei fondi, sottolinea che «la soluzione prospettata appare incomprensibile, finalizzata solo a non rispettare gli impegni assunti dal nostro Vescovo.

Non condivisibile la scelta che si riferisce alla comunità Casa - spiega meglio il parroco -. Tanto è vero che, secondo il comunicato diocesano, si intende impegnare la somma di 450mila euro per “costi e spese già sostenuti”. Trattasi di interventi di adeguamento richiesti dalla Regione, finanziati con fondi propri e non con fondi dell’ente Capitolo, peraltro estraneo all’iniziativa, atteso che non è stato mai destinatario di giustificativi attinenti all’opera citata. Mai nessuna richiesta né comunicazione ex autoritate al Capitolo prima dei lavori già eseguiti; opera realizzata da tempo e inaugurata ufficialmente alla presenza di tutto il clero, vescovi e autorità civili il 10 maggio. Anche in quella circostanza, nessun riferimento ai “circa 600mila euro”. Nulla era stato chiesto né comunicato al Capitolo fino al 31 maggio», precisa don Salvatore, nonostante i ripetuti solleciti.

«Non si spiega - prosegue - la tardiva ma ”accorata richiesta” di aiuto economico del vicepresidente dell’associazione Casa Giulio Pisani. Tra l’altro, sui 600mila euro da restituire al Capitolo non si poteva affatto contare. Infatti persino la somma già accantonata per la restituzione dal precedente economo diocesano (cfr. Luce e vita) era scomparsa dalla contabilità. Anche questa era stata utilizzata diversamente.

Se le fatture, elettroniche o meno, dei lavori eseguiti alla Casa fossero già state a saldo e con altri fondi, non è pensabile pagare un'iniziativa di “ben” 450mila euro per due volte e con decisione assunta ora per allora, retroattivamente. Forse è il caso di pensare ad altre iniziative pastorali sempre per la Casa.

La “pronta sollecitudine e cristiana sensibilità” erano state già volute da monsignor Martella e proposte dal sottoscritto, unico capitolare rimasto, a tutto il clero. La proposta fu accolta il 10 aprile 2015 da tutti i sacerdoti presenti in Ruvo che intendevano mettere ciò che rimaneva in proprietà del Capitolo a disposizione di un’opera più consistente per le povertà pastorali della città. Firmarono tutti i sacerdoti, capitolari e non. Contro le voci in contrario, tale documento rivela la collegialità e sinodalità richiesta sempre da don Summo, che interveniva come legale rappresentante e amministratore del “vecchio” Capitolo, a cui solo si riferiscono i beni in oggetto.

«Condivisibile - conclude la nota - la scelta di avviare la realizzazione del nuovo centro Caritas cittadino. Tuttavia ci si chiede come è possibile dare delle garanzie di attuazione alla città di Ruvo perché non sia ancora una promessa che continua del 2003? Il vicario generale don Raffaele Tatulli firma il comunicato di restituzione. Proprio lui è depositario presso la sua parrocchia Sant’Achille in Molfetta dei ”circa 600mila euro”, come affermava lo stesso monsignor Martella. Nel comunicato sarebbe stato logico che il vicario generale, insieme all’economo diocesano don Angelo Mazzone, si fosse impegnato in un'operazione bancaria entro il 7 giugno 2019 per certificare a tutti una reale restituzione, piuttosto che sottoscrivere solo una dichiarazione ufficiale flatus vocis.

Un proclama di restituzione senza restituzione», conclude don Salvatore.

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