​A tre anni dalla tragedia ferroviaria del 12 luglio

Astip contro il Governo: «I morti del centro Sud non contano nulla per la politica romana»

​«Dopo tre anni di sfilate istituzionali e tante promesse i fatti sono pari a zero​. Abbiamo deciso di manifestare e di scendere in piazza perché il nostro dolore non appartiene ad un dio minore​»

Cronaca
Ruvo di Puglia mercoledì 17 luglio 2019
di La Redazione
L’Astip: «Uniti per i nostri angeli»
L’Astip: «Uniti per i nostri angeli» © n.c.

Oggi l'Associazione Strage dei treni in Puglia — Astip manifesterà contro il Governo. «La decisione – scrivono - è stata presa all'unanimità perché dopo tre anni di sfilate istituzionali e tante promesse i fatti sono pari a zero.

Si legge sui profili social del Ministro Di Maio e del Ministro Bonafede l'inno a non dimenticare i 43 morti del ponte Morandi e i 34 morti di Viareggio, ma mai un cenno ai 23 morti del disastro ferroviario Andria Corato.

I morti del centro Sud non contano nulla per la politica romana. Non è bastato l'errore dei governi passati con il Titolo V? Hanno diviso la rete nazionale dalle reti interconnesse e isolate regionali portando la gestione delle seconde alle sole Regioni, con livelli di controllo di sicurezza ferroviaria pressoché nulli, tramite l'Ustif braccio del Mit. I morti del 12 luglio sono una conseguenza dell'inefficienza delle regole sulla sicurezza ferroviaria regionale.

Il fatto che dopo il disastro si sia passati all'Ansf non ci basta. Assurdo che la società in concessione, Ferrotramviaria Spa, possa ancora oggi gestire quella maledetta tratta (fino al 2033, concessione rinnovata con gara diretta dalla Regione Puglia), peraltro la stessa è imputata con i suoi vertici nel processo per disastro ferroviario.

Signor Ministro Toninelli, non ci conforta la Sua unica risposta pervenuta, cioè che la tratta sia di competenza regionale. Voi Ministri siete al governo, fate si che i nostri cari non siano morti invano, cambiate le regole.

Rivolgiamo un messaggio anche al Premier Conte: perché non risponde più alle nostre richieste? Eppure all'incontro avuto ad aprile a Bari ci ha fatto delle promesse. Per questo abbiamo deciso di manifestare e di scendere in piazza, perché il nostro dolore non appartiene ad un dio minore. I nostri cari sono morti perché il sistema legislativo ha fallito, ma non parlarne non significa alleggerire la vostra coscienza, significa la non volontà di cambiamento. Noi siamo qui invece per chiederlo, lo chiedono anche 23 vittime».
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