Le reazioni

Monsignor Domenico Cornacchia vicino al Carabiniere e alla comunità

​Il Vescovo, riflettendo sul grave atto criminoso che ha colpito un Ufficiale delle Forze dell'Ordine e i ruvesi, esorta a prevenire i mali, non solo a curarli

Cronaca
Ruvo di Puglia martedì 11 febbraio 2020
di La Redazione
Monsignor Domenico Cornacchia vicino al Carabiniere e alla comunità
Monsignor Domenico Cornacchia vicino al Carabiniere e alla comunità © Luce e Vita

Anche il mondo diocesano esprime solidarietà al Carabiniere a cui, questa notte, è stata distrutta, con un ordigno esplosivo, l’auto parcheggiata sotto casa.

«Piena solidarietà al Sottufficiale, alla sua famiglia e agli abitanti coinvolti è espressa dal vescovo Mons. Domenico Cornacchia, da tutta la comunità diocesana e in particolare dalla comunità parrocchiale dell’Immacolata che proprio di fronte al luogo dell’evento vede allocata la sede dell’oratorio parrocchiale, dove si aggregano centinaia di bambini e ragazzi durante le attività che lì vengono promosse.

La tragedia sfiorata, avvenuta verso le 2.35 di notte, lascia ancora più sbigottiti e preoccupati sapendo che, lungi dall’essere un episodio isolato, si tratta dell’ennesimo, speriamo l’ultimo, di una serie di atti violenti che hanno colpito Carabinieri in servizio nella stessa sede di Andria. Non ci rasserena il fatto che le responsabilità dell’evento possano provenire da altre città.

I danni alla vettura, alle vetrine della zona e ad altre vetture parcheggiate, nonché il rumore che ha infranto la notte, fortunatamente senza feriti, non mettono in secondo piano lo stato d’animo di quanti hanno subito l’oltraggio e devono continuare a vivere senza la serenità che spetta a ciascuno. Encomiabili, a questo riguardo, la posizione del Carabiniere, «per nulla intimidito e molto determinato a proseguire nel suo impegno» e quella del vicinato che, nonostante i danni subiti, gli hanno manifestato solidarietà.

“Non possiamo essere indifferenti dinanzi al dilagare del male e dell’odio. Dobbiamo prevenire – afferma il Vescovo – non solo curare. Come Chiesa possiamo e dobbiamo fare molto di più!”.

A tutti l’appello ad elevare il livello di attenzione e di controllo del territorio come anche a intensificare l’azione educativa nei diversi corpi sociali – famiglia, scuola, parrocchia, associazioni- per i preoccupanti segnali di devianza che si riscontrano, con particolare riferimento all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti che coinvolge un crescente numero di ragazzi e giovani in luoghi appartati, adiacenti anche edifici insospettabili come alcune scuole o chiese periferiche».

Lascia il tuo commento
commenti