Nell'ambito del progetto "Periferie aperte" della Città Metropolitana di Bari

Il nuovo Parco polifunzionale in via Pertini: tra cielo, terra, mare e qualche polemica

A pochi giorni dalla sua inaugurazione, c’è chi ha rimproverato il mancato funzionamento dell’impianto di illuminazione e chi ricorda l'esistenza di altri parchi poco curati e in balia di incivili

Cronaca
Ruvo di Puglia mercoledì 22 luglio 2020
di Veronique Fracchiolla
Il Parco Polifunzionale di via Pertini
Il Parco Polifunzionale di via Pertini © RuvoLive.it

Il parco polifunzionale che si affaccia su via Pertini e “sul mare”, sia pure a più di 20 chilometri di distanza, è una piccola Murgia.

14mila metri quadrati di ghiaia, prati verdi, muretti a secco quali sedili; essenze botaniche che non necessitano di molta acqua; un piccolo trullo recuperato, con un lucernario e il tetto rivestito di sedum, la pianta succulenta che adorna manufatti rocciosi.

Un parco sostenibile, videosorvegliato, senza barriere architettoniche, dalle linee pulite, dall’andamento curvilineo con la zona belvedere che domina il cielo, la terra e il mare; un campo polivalente dove praticare attività sportiva; un grande chiosco con servizi; l’area giochi e un parcheggio con posti auto e rastrelliere per bici.

È stato inaugurato lo scorso mercoledì, alla presenza del sindaco Pasquale Chieco e del sindaco e vicesindaco della Città Metropolitana di Bari, Antonio Decaro e Michele Abbaticchio, delegato alla pianificazione strategica.

Avrebbe dovuto essere inaugurato nel 2019, nell’”Anno delle periferie”, così come aveva annunciato il vicesindaco Abbaticchio, nel 2018, nella tappa ruvese del tour con cui si faceva il punto sugli interventi pianificati dalla Città Metropolitana di Bari e dai Comuni Metropolitani, nell’ambito del Progetto “Periferie Aperte”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con 41 milioni di euro.

Considerati i tempi biblici nella realizzazione delle opere pubbliche italiche e la pausa da lockdown a causa del Covi-19, lo slittamento di un anno sembrerebbe ammissibile.

Un parco consegnato alla città e, tuttavia, ancora “in fieri”.

Madrina di eccezione della consegna ai ruvesi, la piccola Rebecca, una bimba che inviò al sindaco Chieco, tramite videomessaggio, la richiesta di riaprire i parchi con le giostrine, dopo il lockdown da pandemia di coronavirus.

E proprio Rebecca, dopo la benedizione impartita da don Michele Bernardi della vicina Santa Famiglia, ha tagliato il nastro tricolore sorretto da due piccole pattinatrici dell’Asd Roller Rainbow che, di lì a poco, avrebbe offerto uno spettacolo sul campo da gioco polivalente.

Perché è proprio ai bambini che questo parco è donato, ai piccoli sognatori di oggi che, si auspica, possano continuare a esserlo per realizzare opere a misura d’uomo e dell’ambiente.

Questo è stato il senso delle parole del Primo Cittadino che ha ricordato come il parco polifunzionale rientri in un progetto più ampio di rigenerazione delle periferie di Ruvo di Puglia, città urbanisticamente ordinata. Via Pertini, per esempio, diverrà una strada urbana, a misura d’uomo, non più a scorrimento veloce. E anche l’imminente restituzione alla città del Teatro Comunale ristrutturato, sempre su via Pertini, darà valore aggiunto alla zona.

Un parco per sognatori, quindi, da cui si può ammirare il Gargano, nelle giornate limpide, coi suoi contrafforti. Un bene dei bambini, un bene della comunità, un bene di tutti di cui avere cura.

La storia del Parco polifunzionale in via Pertini risale all’era Vito Ottombrini. Nel 2015, la Presidenza del Consiglio dei Ministri approva il bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città Metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia e della città di Aosta.

La Città Metropolitana di Bari vi aderisce con il Bando “Periferie Aperte”, chiedendo 41 milioni di euro, e invita i Comuni, in un’ottica di co-pianificazione e co-progettazione, a presentare proposte.

Il Comune di Ruvo di Puglia ha un progetto di riqualificazione delle aree a D.M. 1444/68 dei Comparti C e D in cui era prevista la realizzazione di un Parco Urbano Multifunzionale, per un importo complessivo pari a 1.031.396.80 euro: il progetto era stato approvato con delibera di Giunta Comunale n. 89 del 10 aprile 2015.

Il 4 agosto 2016, il progetto è presentato dalla Giunta Chieco alla Città Metropolitana che decide di ridurre l’importo dell’intervento. Il Comune di Ruvo di Puglia, allora, procede alla divisione del progetto in due lotti funzionali autonomamente fruibili; uno dell’importo complessivo di 806.954,93 euro, da finanziarsi con i fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’altro di 224.442, 87 euro, accantonato al momento sino all’intercettazione di ulteriori fondi.

Con delibera di Giunta Comunale n. 221 del 8 agosto 2016 si approva il progetto definitivo del primo lotto funzionale che è inviato al Sindaco Metropolitano il quale, con decreto n. 106 del 29 marzo 2017, approva il Disciplinare che regola i rapporti tra il Comune di Ruvo di Puglia e gli altri enti coinvolti nel Progetto “Periferie Aperte”.

A fine 2016, “Periferie aperte” è tra i vincitori del bando statale e viene presentato a gennaio 2017: è uno dei progetti con il più alto numero di Comuni partecipanti.

E proprio sulla coralità e sinergia tra i Comuni dell’Area che puntano Decaro e Abbaticchio.

Il primo, presidente nazionale Anci, auspicando quanto prima un ritorno alle effusioni e manifestazioni di affetto e cordialità squisitamente meridionali, dichiara che si sta scrivendo una delle tante storie che sono il vero legame tra le persone, come dice Tyrion Lannister, uno dei protagonisti principali di Games of trones.

Abbaticchio ringrazia tutti, dai due Sindaci agli uffici del Piano Strategico della Città Metropolitana; dalle imprese e professionisti coinvolti nella realizzazione agli uffici comunali ruvesi, tra cui l’Area 8 diretta dall’ingegnere Gildo Gramegna.

A pochi giorni dalla sua inaugurazione, c’è chi ha rimproverato il mancato funzionamento dell’impianto di illuminazione e chi ricorda che ci sono altri parchi e altre aree verdi, in città, poco curati e in balia di incivili.

L’autogestione dei parchi da parte dei cittadini residenti nei quartieri in cui insistono consoliderebbe il senso del rispetto nei confronti dei beni comuni e supporterebbe l’azione di controllo che compete all’Amministrazione.

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I commenti degli utenti
  • un contribuente ha scritto il 23 luglio 2020 alle 15:50 :

    Caro amico Stasi, l'amministrazione attuale è idonea solamente alle inaugurazioni, tagli di nastri, foto sorridenti e belle parole, poi ognuno torna al suo paese e non sanno neanche dove si trova Ruvo di P.. Le mansioni amministrative naturalmente sono un optional; mancato rispetto delle normative comunali, mancato rispetto delle scadenze di pagamento, ritardi ingiustificati di iter amministrativi con danni per gli utenti; tanto le scuse ci sono: il covid (senza il pubblico avrebbero avuto molto tempo per spostare una pratica da un scrivania all'altra), ora ci sono le ferie, beati chi ne può usufruire ecc..... Tanto il tutto entra da un orecchio e veloce veloce esce dall'altra. Rispondi a un contribuente

  • Rino Stasi ha scritto il 22 luglio 2020 alle 13:32 :

    "Un parco sostenibile, videosorvegliato, senza barriere architettoniche, dalle linee pulite, dall’andamento curvilineo con la zona belvedere che domina il cielo, la terra e il mare; un campo polivalente dove praticare attività sportiva; un grande chiosco con servizi; l’area giochi e un parcheggio con posti auto e rastrelliere per bici", VI ASPETTO TRA 12 MESI. PARLEREMO DI TUTT'ALTRO (INCURIA, IMPIANTI DI SICUREZZA NON FUNZIONANTI, LUCI ROTTE, GIOCHI DISTRUTTI, ERBACCE, CHIOSCO CHIUSO, CAMPO DISSESTATO, ECC. ECC. ECC.). VI SEMBRERA' DI RIVEDERE IL PARCO LEVI O IL PARCO MENNEA, TUTTO ALLO SBANDO! SE SI DESSE DECORO ALLA CITTA' IN MODI PIU' CONCRETI, CHE CON UN INUTILE PARCO (A 2 PASSI C'E' LA PINETA), SEMMAI CON UN DECENTE MANTO STRADALE, O ELIMINANDO LE ERBACCE SUI MARCIAPIEDI...... Rispondi a Rino Stasi

    Nicola Bernocco ha scritto il 23 luglio 2020 alle 18:38 :

    Ci sarebbe un mare di cose da dire e da chiedere, soprattutto, sulla realizzazione questo parco "polifuzionale" dalla modica cifra ci 800k, ma mi limito ad una sola domanda che fa da padre a tutte le altre domande che da cittandino mi verrebbero da chiedere spontaneamente. Ma il muretto a secco, quanto costa? Qui habet aures audiendi, audiat Rispondi a Nicola Bernocco

    Francesco Losciale ha scritto il 22 luglio 2020 alle 19:02 :

    Si, bisognerà curare la manutenzione del verde e sensibilizzare le persone al rispetto di ciò che è patrimonio di tutti. Non mi sento però di criticare l'ampliamento del verde cittadino. Anzi, per me andrebbe fatto qualcosa in zona stazione,che ne è priva. Rispondi a Francesco Losciale