Quinta edizione

La carica dei 100 e dei 100 e lode: Antonio Varesano

​Maturità al Liceo Scientifico “Orazio Tedone”, indirizzo ministeriale. Uno dei suoi grandi amori è il teatro: fa parte della compagnia Arca​

Cronaca
Ruvo di Puglia mercoledì 05 agosto 2020
di La Redazione
Antonio Varesano
Antonio Varesano © Antonio Varesano

Prosegue la quinta edizione de “La carica dei 100 e dei 100 e lode”, l’appuntamento con le narrazioni di chi ha conseguito la maturità col massimo dei voti.

Sono i racconti dei ragazzi ruvesi che hanno studiato a Ruvo di Puglia o nei paesi limitrofi e dei ragazzi di città a noi vicine che hanno studiato qui.

Questa è l’edizione del Covid-19, i giovanissimi protagonisti sono entrati, con tutti i loro compagni, in una pagina della Storia: le loro sono narrazioni di impegno, sacrificio, sogni, speranze.

Oggi, spazio ad Antonio Varesano, da Corato, 100 e lode al Liceo Scientifico “Orazio Tedone” di cui ha seguito l’indirizzo ministeriale.

Tra i suoi amori il teatro: fa parte di una compagnia amatoriale teatrale coratina, Arca, che lo ha coinvolto, sin dall'inizio della sua carriera liceale, portandolo sul palco del Teatro Comunale di Corato.

Un amore, questo, che ha vissuto anche al Liceo, frequentando il corso Pof dedicato: qui, ha conosciuto persone per lui stupende, verso le quali nutre ancora una profonda amicizia.

Ama leggere romanzi, soprattutto thriller, e ascoltare musica dai vinili.

Gli esami

Di cosa hai parlato nella tua prova d’esame?

«La mia prova di esame prevedeva la discussione di un elaborato di fisica inerente l'induzione elettromagnetica, analizzata dalle osservazioni di Faraday agli esperimenti di Maxwell; poi mi sono collegato, in matematica, al concetto di integrale di linea e ho presentato, come applicazione alla realtà, il funzionamento del piano cottura a induzione. Successivamente, mi è stato chiesto di analizzare il passo finale de "La coscienza di Zeno" ovvero “L’apocalisse cosmica” e di collegarmi da questo documento a un altro di Biotecnologie inerente la fecondazione assistita. A questo punto ho trovato i collegamenti con tutte le altre materie».

Chi ti ha accompagnato?

«Sono stato accompagnato dalla mia compagna di classe Martina, la quale aveva tenuto l'esame il giorno prima del mio».

Come hai vissuto questo momento? In fondo, sei entrato nella storia con la Maturità 2020, al tempo del Covid-19.

«È stato un momento molto strano: da un giorno all'altro ho saputo che non sarei più tornato a scuola e che non avrei trascorso gli ultimi mesi del mio percorso scolastico con tutti i miei amici.
Tuttavia, da tutta questa vicenda ho cercato di trarre anche dei piccoli vantaggi, come per esempio, il fatto di non dovermi spostare continuamente tra casa e scuola o la possibilità di trascorrere più tempo con la mia famiglia.
Ciò che ricorderò in maniera indelebile sarà la strana fatica che feci a fine quarantena, quando ormai era concesso uscire di casa, nel dovermi riabituare alla forma tridimensionale dei miei amici dopo averli visti per settimane solo attraverso uno schermo
».

Tra passato e futuro

Come hai vissuto la scuola nel tempo del Covid-19?

«I professori hanno scelto di incalzare con il programma, dato il lungo periodo di stop nel mese di marzo: ciò da una parte ci ha fatti sentire alleggeriti dal peso di tante verifiche orali e scritte, dall'altra ci ha visti costretti a trascorrere anche gli ultimi giorni di scuola in preda all'ansia di non riuscire a terminare il programma prefissato dai professori e di trovarci impreparati di fronte all'esame in presenza. La cosa più buffa di tutto questo periodo è stato lo strano imbarazzo di essere interrogato da un professore che mi guardava mentre ero seduto alla scrivania della mia stanza o al tavolo nel salotto di casa».

Cosa ti mancherà di più della scuola superiore?

«Mi mancheranno lo stare con gli altri studenti in una classe di dimensioni ristrette rispetto alle grandi aule universitarie che frequenterò nei prossimi anni, le chiacchiere durante la lezione, le confidenze con alcuni professori, le ansie pre-compito con le rispettive "corse ai posti" e gli incontri imprevisti con gli amici nei corridoi nel tragitto verso la mensa o il bagno».

A quale facoltà ti sei iscritto?

«Mi sono immatricolato pochi giorni fa alla facoltà di Ingegneria meccanica al Politecnico di Bari».

Cosa vorresti fare da grande?

«Non ho certezze, ma per il momento penso mi piacerebbe lavorare nel settore energetico: la produzione di energia e tutta la questione a essa collegata dell'inquinamento, negli ultimi anni, mi stanno molto a cuore».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

«Il mio sogno nel cassetto è realizzare in maniera concreta, tramite la mia futura occupazione, un qualcosa che possa essere d'aiuto alla vita degli altri e per il quale possa essere ricordato.
Mi piacerebbe molto poter viaggiare spesso, ma per brevi periodi
».

Il presente

Ti aspettavi questo risultato?

«Sono una persona che tende a non aspettarsi il meglio in tutto, per paura di rimanere deluso. Diciamo che sapevo di ottenere una buona valutazione, ma sicuramente non quella che ho effettivamente ricevuto».

Come hai festeggiato quando l'hai saputo?

«Ho passato una serata in compagnia, con amiche e amici per festeggiare la conclusione di questo percorso insieme e, come premio, abbiamo pianificato la nostra vacanza estiva».

Dove sei andato in vacanza e con chi?

«Oltre alla vacanza con la mia famiglia, abbiamo pianificato e vissuto una meravigliosa settimana di villeggiatura a Torre Lapillo, in località Porto Cesareo, con altri amici di classe.

Abbiamo deciso di affittare un appartamento tutti quanti insieme, dividendoci tutte le mansioni domestiche ma, in compenso, abbiamo trascorso meravigliose serate in spiaggia fino a tarda notte».

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