Contro l'ordinanza regionale che ha disposto la chiusura delle scuole pugliesi fino al 24 novembre

Scuole chiuse, a Ruvo un corteo di genitori, bimbi e insegnanti per chiedere il ritorno in aula

​Ieri mattina. Per Daniela Raffaele, una degli organizzatori, la didattica a distanza può avere solo funzione integrativa, non sostitutiva​ della figura dell'insegnante

Cronaca
Ruvo di Puglia lunedì 02 novembre 2020
di La Redazione
Scuole chiuse, a Ruvo un corteo di genitori, bimbi e insegnanti per chiedere il ritorno in aula
Scuole chiuse, a Ruvo un corteo di genitori, bimbi e insegnanti per chiedere il ritorno in aula © n.c.

“La Dad non è scuola”; “Mamma e papà, svegliatevi! Io voglio andare a scuola”; “Il Pc non è la maestra”, “La Dad ci distrugge”.

Così recitavano fogli e cartelli portati da genitori e bambini che, ieri mattina, partendo da Piazza Matteotti hanno raggiunto largo Di Vagno dove sorge la scuola elementare “Giovanni Bovio”.

Un corteo pacifico di protesta contro l’ordinanza del governatore Michele Emiliano con cui è stata disposta la chiusura delle scuole pugliesi, di ogni ordine e grado, fino al 24 novembre per evitare ulteriormente la diffusione del contagio da Covid-19 nella scuola: gli ultimi dati dicono che di 526mila studenti, 417 sono positivi.

Decisione che ha lasciato perplessi e ha dato vita a proteste da parte di genitori e insegnanti; l’assessore alla sanità, Pier Luigi Lopalco, ha spiegato il motivo della chiusura. Tuttavia è seguito l’invito della ministra alla Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, a riaprire le scuole perché sono sicure. Non ha tardato la replica di Lopalco che ha esortato a combattere insieme la battaglia contro la diffusione del Covid nella scuola. Tuttavia, lo stesso Lopalco ha ipotizzato, cautamente, la riapertura delle scuole primarie a breve.

Un passo che rincuorerebbe i genitori che hanno organizzato il corteo e flashmob "Per me, bambino, la scuola è vita". I manifestanti chiedono che si ritorni a fare didattica in presenza, nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza antiCovid-19: ai bambini manca la confortante presenza di un insegnante, mancano gli amici, mancano gli spazi scolastici. La didattica a distanza può avere solo funzione integrativa, per i manifestanti, non sostitutiva.

Daniela Raffaele, tra gli organizzatori e accesi sostenitori della riapertura delle scuole, è soddisfatta: «A Ruvo di Puglia, ci sono genitori e insegnanti coscienziosi che amano davvero i loro bambini e che comprendono che la scuola è vita per le generazioni future. Oggi io li ho visti...a loro il mio grazie più grande perché chi davvero ama è solo colui che, con lucido coraggio, vince le proprie paure.

Qualcuno mi ha detto: “Daniela sei grande”. Io ho risposto: “Non sono grande, sono semplicemente una madre coscienziosa che ama i suoi figli e che tra i valori che vuole trasmettere ci sono il coraggio di mettersi in gioco e la non sottomissione ad alcuna paura di esprimere una propria idea.

Rispettare le regole è doveroso ma lo è anche garantire la serenità mentale! Non voglio vedere mio figlio piangere e frustarsi davanti a un Pc perché non riesce a seguire la maestra.

Peccato che non ci fossero altri genitori che magari si lamentano sui social e pretendono pure di essere ascoltati dalle insegnanti - anche loro stanche e provate da questa situazione - perché devono adeguare l’orario della didattica a distanza alle proprie esigenze lavorative.

Comunque io ho adempiuto al mio dovere di mamma, donna, artista e pure figlia di Dio che crede che l’unico vero timore che bisogna avere è quello verso di Lui, Unico e solo Giudice supremo».

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I commenti degli utenti
  • Una Mamma incosciente? ha scritto il 02 novembre 2020 alle 11:12 :

    "sono semplicemente una madre coscienziosa che ama i suoi figli"... Ops forse le altre madri non amano i propri figli e sono delle sciatte? La DAD non sostituisce sicuramente la didattica in presenza ma maglio mandare a scuola dei bambini che rischiano di contagiarsi o prendersi il Covid-19 o prendere precauzioni? Fatevi un giro per Ruvo e vedrete quanta gente non indossa la mascherina non rispetta le regole. Diciamo grazie a loro Le scuole possono essere sicure quanto vogliamo ma restano luogo di inevitabile assembramento ed aggregazione, se poi l'esempio viene anche da chi ha partecipato a questo evento, che come si evince dalle foto pubblicate indossa male la mascherina o non la indossa proprio (mi riferisco ad alcuni naturalmente) c'è proprio da fidarsi. Svegliamoci… PRIMALA VITA Rispondi a Una Mamma incosciente?

    Luigi Adessi ha scritto il 02 novembre 2020 alle 17:22 :

    Gentile Signora, ad oggi la lettera medica ci dice che la malattia da Cov Sars2 è spesso asintomatica o di lieve manifestazione su soggetti estremamente giovani..con una letalità pari allo 0.06% comune ad altre malattie virali già note. Circa la teoria dei bimbi quali "superdiffusiri" credo nn ci sia ancora chiarezza in merito...e questo non lo sostengo io, bensì la comunità scientifica. Ciò stante, in considerazione delle misure igieniche presenti in aula, anche per mere questioni probabilistiche, non credo che la chiusura delle scuole sia una scelta oculata, per di più perché comprime gravemente il diritto allo studio a favore di un non dimostrato pericolo alla salute pubblica. È così che si opera in democrazia. Rispondi a Luigi Adessi

    Prisco rosanna ha scritto il 02 novembre 2020 alle 22:06 :

    Esatto Rispondi a Prisco rosanna

    Prisco rosanna ha scritto il 02 novembre 2020 alle 15:05 :

    Il virus viene da fuori....nn date la colpa alle scuole e poi mandate i vostri figli a giocare al parco ecc Rispondi a Prisco rosanna