Le celebrazioni

Buon compleanno Rubastino!

Grandi festeggiamenti per il mezzo secolo del periodico edito dalla Pro Loco, l'unico cartaceo in territorio ruvese, nato nel 1969 e inizialmente diretto dal professore bitontino Antonio Amendolagine​​​

Cultura
Ruvo di Puglia lunedì 13 maggio 2019
di Vittoria Laura Leone
Buon compleanno rubastino!
Buon compleanno rubastino! © Pro Loco Ruvo

Gli amati anni ’60, quelli del boom economico, del duro scontro generazionale genitori-figli, delle rivoluzioni studentesche, dei movimenti pacifisti…chi non li ha vissuti vorrebbe assaporarne la bellezza, chi invece c’era li rimpiange. Mentre in radio passa il rock dei Beatles e dei Rolling Stones, anche la sonnolenta cittadina ruvese respira aria di novità e in questo clima nasce nel lontano 1969 “Il Rubastino”, sotto la presidenza di don Vincenzo Amenduni. Per la celebrazione del 50° dalla fondazione del periodico, unico in forma cartacea su tutto il territorio ruvese, sabato 11 maggio nella Pinacoteca Comunale, ex convento dei Padri Domenicani, si è tenuto un convegno intitolato “Stampa locale e crescita sociale”, organizzato dalla Pro Loco Unpli Ruvo di Puglia. In qualità di relatori sono intervenuti Angelo Tedone (direttore responsabile del periodico dal maggio 1982); Paolo Ribaldone (coordinatore Gepli); Gabriele Di Francesco (docente dell’Università di Chieti); Piero Ricci (Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia); Valentino Losito (Consigliere Nazionale ordine dei giornalisti); e Angelo Lazzari (presidente Onorario Unpli Puglia).

Attraverso il saluto di apertura, il presidente della Pro Loco di Ruvo, Rocco Lauciello, ha offerto una breve cronistoria de “Il Rubastino”. Diretto inizialmente dal professore bitontino Antonio Amendolagine e, in seguito, dal professor Beppe Cavallaro, il giornale affrontava varie tematiche che spaziavano dalla storia all’arte, dalla valorizzazione della civiltà contadina al recupero della lingua madre. L’assemblea dei soci lo battezzò inizialmente con il titolo greco “ΡΥΒΑΣΤΕΙΝΟ”, nome derivante dall’antica moneta peuceta, e successivamente lo modificò italianizzandolo in “Il Rubastino”. Tuttavia le enormi difficoltà finanziarie, la fallimentare ricerca di abbonati, le critiche e soprattutto l’indifferenza di un’ampia parte di popolazione, diedero vita breve alla rivista. La genesi editoriale de “Il Rubastino” si presenta senza dubbio complessa: ai periodi più prolifici del quadriennio ’69-‘72 segue un silenzio assordante durato cinque anni, che terminerà con la pubblicazione di quattro numeri per ognuno degli anni 1980, 1981,1982. Malgrado l’iniziale ondata di scetticismo, il giornale fu apprezzato dai forestieri e soprattutto dai ruvesi residenti in altre parti dell’Italia e all’estero, i quali si mantenevano informati su quello che succedeva a Ruvo, risvegliando i ricordi e le memorie del passato.

Nell’ultimo decennio il periodico è entrato a far parte della rete Gepli, che raggruppa circa 60 testate di giornali editi dalle Pro Loco d'Italia. La peculiarità di questi giornali - ha spiegato il coordinatore Gepli Paolo Ribaldone - sta nel fatto che ognuno di questi «è partito da un’iniziativa locale, senza regie dall’alto. I giornali delle Pro Loco sono pertanto molto individualisti e, abituati come sono a fare da soli, spesso fanno fatica a occuparsi di quello che succede al di fuori dell’ambito del proprio campanile. Alzare la testa è invece necessario. Il mondo cambia velocemente. I nostri giornali erano nati per fare informazione e cultura, e finora hanno assolto alla loro missione. Ma il modo di comunicare è cambiato. L’età media dei nostri lettori si è elevata e abbiamo difficoltà a intercettare l’interesse delle nuove generazioni. Diventa importante parlare di queste cose, confrontarsi e trovare soluzioni per garantire i necessari passaggi generazionali. L’alternativa è l’estinzione».

L’importanza del confronto è emersa anche dalle parole dei successivi relatori, soprattutto del professor Di Francesco, il quale ha dichiarato che per la nascita di un giornale sono fondamentali la costruzione di sinergie comunicative e la creazione di «una cultura partecipativa» che anche nei piccoli contesti può giovarsi dell’aiuto dei media e delle nuove tecnologie senza abbandonare «l’espressione identitaria e interattiva del gruppo sociale». La stampa locale è dunque uno strumento di relazione che oltre a favorire sinergie comunicative di gruppo, genera capitale sociale, costruisce il grande mercato delle opportunità e produce vantaggi materiali e immateriali. A conclusione dell’incontro è intervenuta l’assessora alla Cultura Monica Filograno, ribadendo che nonostante l’attività giornalistica odierna tenda a qualificare diversi strumenti di comunicazione, è utile capire il valore della carta stampata, che facilita la comprensione ed è immune dal rischio di perdita di ingenti quantità di dati e da quello delle fake news che spopolano sul web.

La manifestazione è proseguita alle 18.30 con l’inaugurazione della mostra a cura del professor Domenico Scarongella, intitolata “La satira politica nel Rubastino” e allestita lungo i corridoi interni dell’ ex convento dei Padri Domenicani. Attraverso i disegni caricaturali esposti, è possibile percorrere un sorridente, talvolta irridente, itinerario di un’arte a lungo considerata "minore", che non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. L’esposizione è liberamente visitabile fino al 19 maggio tutti i giorni dalle 10 alle 13; dal martedì alla domenica anche dalle 18 alle 20.

La giornata è terminata alle 20.30 nella chiesa di San Domenico, con il concerto dell’Orchestra sinfonica della città Metropolitana di Bari, diretta dal maestro Giorgio Proietti. Dopo il saluto del sindaco, le arie di Mozart, Wagner e Beethoven hanno allietato la serata.

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