La rievocazione

"Ruvo, Carafa e la leggenda", le novità del corteo storico

​La VII edizione si svolgerà sabato 15 giugno in notturna. Rinnovata la collaborazione con il liceo artistico “Federico II - Stupor Mundi", che fornirà ornamenti e monili

Cultura
Ruvo di Puglia martedì 11 giugno 2019
di La Redazione
Ruvo, Carafa e la leggenda a Gravina
Ruvo, Carafa e la leggenda a Gravina © Francesco Lauciello

La rievocazione storica “Ruvo, Carafa e la leggenda” quest’anno cresce e cambia formula, si arricchisce e diventa un festival degli usi e dei costumi, delle arti e dei giochi di strada. Progetto ambizioso che ha le sue basi nell’inventiva, nell’esperienza e nella competenza del Centro Studi Cultura et Memoria di Ruvo di Puglia.

La nuova edizione dell’oramai rinomata rievocazione storica “Ruvo, Carafa e la Leggenda”, giunta alla sua VII edizione, prenderà il via in notturna sabato 15 giugno, nel corso di “Rerum”, che coinvolgerà l’intero borgo ruvese.

L’evento segue la scia delle sei precedenti edizioni e aggiunge una nuova pagina al già nutrito programma di attività. Si tratta di un percorso che unisce la storia all’insegna di Carafa e l’istituzione della festa, unica nel suo genere, che avviene otto giorni dopo il Corpus Domini, detta appunto dell’Ottavario. La rievocazione ruota attorno al leggendario episodio tramandato nei secoli e risalente al XVI secolo, quando nacque la festa maggiore patronale dell’Ottavario. Secondo la tradizione orale, il conte di Ruvo di Puglia, Ettore I Carafa, al ritorno da una battuta di caccia dalla contrada Parco del Conte, entrato in città mentre si stava snodando la processione del Corpus Domini, attraversò il corteo rompendolo in due blocchi. La popolazione inveì contro il conte ma, al momento del passaggio del Santissimo Sacramento, il suo cavallo si inchinò in segno di rispetto, facendo cadere Carafa che, stupito e amareggiato per l’accaduto, decise di far ripetere la festa otto giorni dopo, istituendo così la processione dell’Ottavario.

Da qui nasce la manifestazione che dal 2013 connota il programma annuale di appuntamenti del Comune di Ruvo di Puglia Città d’Arte.

Tra le collaborazioni rinnovate, quella con il liceo artistico “Federico II - Stupor Mundi", che fornirà anche quest'anno gli ornamenti e i monili dei figuranti, fatti realizzare dagli studenti e dallo staff dell'indirizzo Design dei Metalli - Oreficeria. In più si potrà ammirare una loro installazione in piazza Le Monache. Si chiama Confini ed è opera della classe 4a B indirizzo Arti figurative. Gli studenti si sono confrontati col tema attuale delle barriere, fisiche e simboliche, che dividono popoli e culture, e col tema dei migranti, contro cui si invocano e si costruiscono muri reali e metaforici. L'installazione si ispira alla barriera esistente tra Stati Uniti e Messico, su cui sono dipinti i nomi di coloro che sono morti nel
tentativo di superarla.

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I commenti degli utenti
  • Pantagruele ha scritto il 12 giugno 2019 alle 18:25 :

    concordo con gargantuà. la manifestazione ha in se il solo valore di fare un pò d'ammuina nel paese, in un momento in cui di voglia di spensieratezza ce n'è sempre meno. magari potrebbe costituire stimolo per noi tutti a studiare e conoscere un pò meglio quel periodo, non perchè sia di vitale importanza, ma conoscere meglio qualcosa non fa mai male. Rispondi a Pantagruele

  • Gargantuà ha scritto il 12 giugno 2019 alle 08:45 :

    "la storia all’insegna di Carafa e l’istituzione della festa, unica nel suo genere" - Non si tratta di storia ma di una "pseudo legenda" che non ha fondamento storico.A tal proposito giova evidenziare come la festa dell'ottavario trovi modo di essere non solo in quel di Ruvo di Puglia ma in molti altri comuni di Italia. Sempre analizzando il tenore dell'articolo mi sembra oltremodo oltraggioso della sensibilità culturale e storica sostenere "unica nel suo genere" Credo sia il caso di smetterla di far passare per storia ciò che forse è poco meno di una leggenda. Mi pare il caso invece di evidenziare lo stato di trascuratezza e distruzione che i Carafa misero in atto a Ruvo in quei anni e rivedere questa "festa" come il panegirico dei poveri concesso per tener buono il popolo in rivolta Rispondi a Gargantuà