Carnevale Rubastino

Il Giovedì Grasso de “U’ Calzaune de Riuve”

Il Carnevale rubastino 2020, organizzato dal Gruppo Teatrale “Biagio Minafra”, è entrato nel vivo con la sfilata dei 9 metri di calzone ruvese, in attesa del rogo di ‘Mba Rocchetidde Cape de Rafanidde

Cultura
Ruvo di Puglia venerdì 21 febbraio 2020
di Veronique Fracchiolla
Il Giovedì Grasso de “U’ Calzaune de Riuve”
Il Giovedì Grasso de “U’ Calzaune de Riuve” © RuvoLive.it

Con la goliardica processione de “U’ calzaune de Riuve”, ieri pomeriggio, Giovedì Grasso, sono entrati nel vivo, dopo anni, i festeggiamenti carnascialeschi rubastini che si concluderanno martedì prossimo, il Martedì Grasso, giorno di Carnevale, con il funerale di ‘Mba Rocchetidde Cape de Rafanidde, antica e grottesca maschera dei difetti dei ruvesi, la cui reviviscenza è dovuta al Gruppo Teatrale “Biagio Minafra”.

Nove metri di fragrante calzone preparato in un noto panificio dagli chef di Eat Confcommercio, sotto la supervisione di Michelangelo Sparapano, chef di casa al cooking show di Rai Uno “La prova del cuoco”, sono stati trasportati in teglia dai parenti del contadino ruvese rubicondo, spilorcio e indolente. Tra essi, Michele Pellicani, già Sindaco di Carnevale, tra i maggiori sostenitori e promotori del Carnevale rubastino.

150 chilogrammi di sponsali – varietà di cipolla –; 12 chilogrammi di spaghetti; 10 chilogrammi di olive nere denocciolate; 6 chilogrammi di filetti di acciughe salate e 10 litri di olio extravergine di oliva sono stati il ripieno della pietanza della tradizione contadina

Sul palco allestito in una gremita piazza Le Monache, dove il calzone è stato degustato, Pellicani ha spiegato alla platea e alla conduttrice Anna Turturo, il senso del Carnevale rubastino; la necessità di non dimenticare le proprie radici e il significato delle maschere che presidiano il palco, ‘Mba Rocchetidde e la Quarantana, il fantoccio femminile simbolo della Quaresima che sarà collocata nei crocicchi della città subito dopo il rogo di ‘Mba Rocchetidde. Anche il gagliardetto della città è scherzosamente rivisitato: l’anfora è sostituita da un cantero da cui spuntano cime di rapa, uno dei piatti poveri che compaiono sulle tavole dei ruvesi in inverno.

Preceduto dalla performance di ballo di Porzia De Nicolò e di Piero Sorice, neo campioni professionisti che saranno nella squadra nazionale italiana ai Campionati Mondiali di Danza Sportiva, l’atto unico in vernacolo del gruppo teatrale “Biagio Minafra”, “U’ calzaune de Riuve”.

Martino Lovino, in una sapida lezione in cui leggera satira sulla politica odierna, fustigazione del malcostume di chi sporca la città, e storia delle tradizioni gastronomiche e culturali ruvesi si sono intrecciate, ha spiegato come preparare il calzone ruvese; quali ingredienti usare e quali utensili – alcuni antichi, come la zitella (setaccio rotondo) – adoperare; e come identificare il proprio calzone (si usava decorare con le iniziali del casato) da consegnare al garzone del fornaio che, in bicicletta o a piedi, sulla testa trasportava le pietanze delle massaie (re Neine). In questo ha avuto il supporto di Angela Stasi (la signora Strettinpetto) moglie dell’imbranato Rocco Strettinpetto, interpretato da Mimmo De Feo, che acquista ingredienti per il ripieno sbagliati, rovinando un simbolo della gastronomia ruvese.

L’appuntamento è per martedì prossimo, Carnevale, con La Morte di‘Mba Rocchetidde “Cape de Rafanidde”.

Alle ore 9.00, apertura della Camera Ardente e saluto dei familiari del caro estinto, mentre alle21. 00, rogo di ‘Mba Rocchetidde “Cape de Rafanidde ”.

L’edizione 2020 del Carnevale è curata dal Gruppo Teatrale “Biagio Minafra”, col patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia, l’Ascom Confcommercio di Ruvo di Puglia ed Eat di Ruvo di Puglia e il supporto di molti sponsor.

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