Verso il 3 e 4 ottobre

Nel vivo la campagna elettorale di Domenico Berardi: «Più valore ai giovani e all'agricoltura»

Sabato scorso, in piazza Dante, il Candidato sindaco supportato dalla lista civica "Ruvesi per Ruvo", insieme ad alcuni dei 16 aspiranti consiglieri, ha parlato di una parte del suo programma

Politica
Ruvo di Puglia martedì 21 settembre 2021
di Veronique Fracchiolla
Domenico Berardi
Domenico Berardi © RuvoLive.it

È entrata nel vivo, sabato scorso, in piazza Dante, la campagna elettorale del candidato sindaco Domenico Berardi, supportato dalla lista civica “Ruvesi per Ruvo”

Nel comizio moderato da Emma Ceglie, il Candidato “operaio sindaco”, come recita uno dei tanti manifesti elettorali ai piedi del palco, ha fatto il punto su una parte del suo programma insieme ad alcuni dei 16 aspiranti consiglieri comunali della lista civica, «traslazione» dell’omonima associazione nata nel 2019.

Tra loro Serena Scavo che mette in evidenza le criticità della zona rurale, secondo lei «dimenticata» coi terreni abbandonati, strade impraticabili e imbrattate da rifiuti. Il loro impegno sarà quello di raccogliere segnalazioni e di trovare soluzioni ai problemi.

Sulla necessità di valorizzare la zona Pip e tutelare l’imprenditoria punta Pietro Perlino. Una burocrazia troppo soffocante nonché lenta rischia di spegnere lo slancio a investire. Inoltre, ritiene sia stato un errore aprire l’isola ecologica nella zona industriale: le aree circostanti hanno perso parte del proprio valore.

Risale al 2003 l’ultima esperienza politica di Mario Anselmi che ha riconquistato la fiducia con Domenico Berardi. Per l’aspirante consigliere comunale fondamentale sarà investire sulla sicurezza.

Denuncia disattenzione verso il mondo dell’artigianato Daniele Di Rella mentre Vanessa Paparella ritiene sia scandaloso che una cittadina di quasi 25mila abitanti non abbia un pronto soccorso.

L’intervento finale è affidato a Domenico Berardi. L’imprenditore, l’ultimo a scendere nell’agone politico, denuncia la mancata interlocuzione con l’Amministrazione per quanto riguarda problemi quali la manutenzione delle strade, malridotte e causa di incidenti che generano contenziosi. Ironizza sul cavallo di battaglia di ogni compagine politica ai comizi elettorali: il progetto di valorizzazione del centro antico. Si sono susseguite tre Amministrazioni di Centrosinistra, sottolinea, ma non è stato fatto molto per rilanciarlo.

Per lui il centro antico è importante ma se ha accettato la sfida di scendere in campo, grazie ai suoi compagni di squadra e amici, lo ha fatto soprattutto per contrastare l’esodo dei giovani ruvesi per motivi di lavoro.

Berardi prosegue, poi, attaccando tre esponenti politici locali: Lia Caldarola, consigliera comunale uscente di Sinistra Ruvese; Caterina Montaruli, già vicesindaca nella Giunta Ottombrini nonché assessora all’Urbanistica; Matteo Paparella, già sindaco di Ruvo di Puglia dal 1990 al 1999. Caldarola, secondo Berardi, si sarebbe opposta al progetto di ampliamento della sua azienda su terreni che appartenevano allo stesso Berardi. Montaruli, con «caparbietà», avrebbe consentito la installazione dell’isola ecologica nella zona industriale con conseguente declassamento delle aree circostanti e aria insalubre. A causa dei contrasti tra Paparella e Caldarola, sempre secondo Berardi, lo storico cinema Politeama, alla cui costruzione ha contribuito anche la sua famiglia, è stato svenduto e trasformato in una palazzina che accoglie negozi e appartamenti: e dire, continua Berardi, che furono spesi 400 milioni di lire per ristrutturare il cinema-teatro.

Ancora una volta ritorna sul capitolo viabilità per sottolineare come il ponte sulla strada provinciale 231 sia pulito di rado e di come la circonvallazione sia una trappola per camion.

Non lesina attacchi al sindaco uscente, Pasquale Chieco, che lo ha deluso in quanto ha voluto intorno a sé assessori tecnici venuti da fuori, quando Ruvo di Puglia ha molte figure eccellenti e preparate, e ora fa inaugurazioni che avrebbero il profumo della demagogia. Ha parole di elogio, invece, per Saverio Fatone che ha deciso di ritirare candidatura e lista alle Amministrative per dedicarsi pienamente al proprio lavoro di medico.

Alla fine l’annuncio: per i ruvesi ha in serbo delle novità che rivelerà in pienezza il 5 ottobre, dopo le consultazioni elettorali. Ma vuole dare anticipazioni: ha un progetto per i giovani e vorrebbe dare vita al Consorzio virtuale dell’oro giallo-verde, cioè dell’olio extravergine di oliva pugliese. Un progetto, quest’ultimo, che darebbe slancio all’agricoltura ruvese, dimenticata in questi anni. «Ma per fare questo, ho bisogno del supporto della cittadinanza, di voi tutti» conclude.

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I commenti degli utenti
  • Calimero nero ha scritto il 22 settembre 2021 alle 05:22 :

    Bravo Berardi perché sei il primo e forse l'unico candidato sindaco a parlare di agricoltura.In una città come Ruvo in cui l' agricoltura è stata sempre fonte di vita e di ricchezza per il popolo ruvese nessun altro candidato sindaco si ricorda dei poveri agricoltori . Ora a cosa serve aspirare a diventare sindaco se poi non si è capaci di impegnarsi per dare continuità e prosperità ad un comparto vitale come quello agricolo.Dico di più oggi e domani presso la cooperativa oleificio di Ruvo di Puglia sono previsti due incontri sia con il candidato sindaco Lorusso sia con il candidato sindaco Chieco.Bisogna vergognarsi perché ora servono i voti degli agricoltori ma fino ad ora caro Chieco dove stavi?Dormivi ? Rispondi a Calimero nero

  • Kekko Zalone ha scritto il 21 settembre 2021 alle 21:23 :

    Consorzio virtuale dell’oro giallo-verde? Ma se a Ruvo esistono due cooperative di trasformazione che aderiscono a due OP (organizzazioni di produttori) diverse? Ma se i "contadini" (non gli Imprenditori) si vendono per 20 kg di idrossido rame venduto...dalla OP a prezzo ridotto... Per uno scuotitore a spalla o per una forbice elettrica scontata di 10 euro... Ma se esiste già il Consorzio di tutela dell'Olio DOP ??? Con il "zappatore" ruvese è tutto tempo perso !!! Ma questo è del mestiere ??? Rispondi a Kekko Zalone