La ricorrenza

Giornata della memoria, Rifondazione comunista pone l’attenzione sui «perseguitati di oggi»

Distribuiti 500 volantini per raccontare le storie di sterminio in corso nel mondo: dai palestinesi ai curdi, dagli yemeniti ai nativi d’Amazzonia fino ai migranti che muoiono nel Mediterraneo

Politica
Ruvo di Puglia domenica 27 gennaio 2019
di La Redazione
I volantini distribuiti da Rifondazione comunista
I volantini distribuiti da Rifondazione comunista © Rifondazione comunista

In occasione della Giornata della memoria, che ricorre oggi, questa mattina la locale sezione di Rifondazione comunista ha distribuito in città circa 500 volantini.

«Abbiamo voluto portare all'attenzione i perseguitati di oggi e le loro storie di sterminio in corso nel mondo – fanno sapere dal partito -: dai palestinesi ai curdi, dagli yemeniti ai nativi d’Amazzonia passando per i migranti che in 4000 trovano la morte ogni anno nel Mediterraneo. E con essi i loro carnefici: Turchia, Israele, Arabia Saudita, Brasile.

Se si esclude la questione dei migranti, nella quale l’Italia sembra ben contenta di sporcarsi direttamente le mani di sangue, con gli altri Paesi elencati godiamo di ottimi rapporti economici e diplomatici: siamo i primi fornitori europei di armi a Israele, che rimane uno dei migliori nostri partner commerciali; l’Arabia Saudita è il quarto cliente della nostra industria bellica; la Turchia è un nostro potente alleato nella coalizione Nato; con i nuovi governi tra Italia e Brasile intercorrono ottimi rapporti diplomatici.

Crediamo che tutta la retorica della memoria che ruota intorno a questa giornata sia diventata ormai da molti anni sterile: non serve commemorare ogni anno la liberazione di Auschwitz o far leggere Primo Levi nelle scuole se non si cerca di attualizzare questa memoria, mettendola in rapporto alle nuove forme di razzismo e con i genocidi del nostro tempo.

La tendenza a strumentalizzare questa giornata ha cristallizzato il carattere dell’olocausto, un carattere che non si trasmette alle altre forme di discriminazione razziale e non si radica nelle coscienze. Continua fino a oggi quella mutazione ideologica di un'Italia che ha dimenticato le sue radici antifasciste e democratiche e si è trasformata in un Paese fondamentalmente razzista, alla faccia della sua “tradizione cristiana”, pur magari condannando l’antisemitismo.

L’antisemitismo viene quasi considerato come cosa diversa dal razzismo quotidiano fatto di odio verso il nomade, l’africano o il meridionale. Invece, nella coscienza comune l’antisemitismo è speciale, senza alcuna “proprietà transitiva”. Se così non fosse, sarebbe possibile parlare di “pacchia” per i migranti senza una sollevazione generale? Si potrebbero schedare gli zingari? Dove sta la coscienza del razzismo che più di un decennio di “giornate della memoria” avrebbe dovuto radicarsi negli italiani? Cosa scatenerebbe se si parlasse di Perlasca o Schindler come di trafficanti di ebrei? Come mai non accade lo stesso se si parla di ong?

Non sono serviti a niente anni e anni di “Giorno della memoria”. Non hanno sortito quell’effetto sperato del “mai più”. Oggi riviviamo scandalosamente fenomeni fomentatori all’odio razziale e ci macchiamo di crimini in giro per il mondo senza che la coscienza pubblica di un popolo se ne avveda», conclude la nota di Rifondazione.

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