La visita pastorale

Il Vescovo in Consiglio comunale: «Le nostre città hanno bisogno di uomini e donne di buona volontà»

Monsignor Domenico Cornacchia all'assise: «La buona politica è una parola astratta, ci vogliono i buoni politici»

Politica
Ruvo di Puglia lunedì 28 gennaio 2019
di Elena Albanese
Il Vescovo in Consiglio comunale
Il Vescovo in Consiglio comunale © RuvoLive.it

Dopo l’incontro con i giornalisti e gli operatori della comunicazione della Diocesi, la Visita pastorale del Vescovo ha fatto tappa venerdì pomeriggio in Consiglio comunale.

Nel suo discorso all’assise, riunita all’unanimità, monsignor Domenico Cornacchia ha citato molte ricchezze e peculiarità ruvesi: museo Jatta, la Settimana Santa e l’Ottavario, chiedendo alla città di essere «all’altezza del tuo passato».

Tre sacerdoti, tra i numerosi seduti nell'aula consiliare "Sandro Pertini", hanno poi letto le Beatitudini del politico, che papa Francesco ha proposto in occasione della 52esima Giornata della Pace. «Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale (e non superficiale)» è l’indicazione su cui si è soffermato il Vescovo, che poi ha dedicato un passaggio all’importanza di «cogliere l’insostituibilità della famiglia come cellula fondamentale della società», auspicando «nuove misure» in suo favore. Una dichiarazione, questa, che ha trovato subito d’accordo l’opposizione di centrodestra ed è stata ripresa nell’intervento di Mariatiziana Rutigliani, la quale ha preso la parola dopo i consiglieri di maggioranza Mario Paparella e Rino Basile.

Monsignor Cornacchia ha chiesto inoltre di «garantire a tutti il diritto al lavoro, perché quando c’è lavoro le famiglie sono più serene. Le nostre città hanno bisogno di passione civile, di uomini e donne di buona volontà. La buona politica è una parola astratta - conclude -, ci vogliono i buoni politici».

«La Chiesa rappresenta un faro nel mondo per tutti gli uomini di buona volontà» gli ha risposto il sindaco Pasquale Chieco. Poi ha ribadito che «il dovere della politica è fare i cambiamenti necessari, anche quando non vanno incontro al consenso popolare» e che «la violenza dev’essere bandita dalla politica. Bisogna incidere in termini positivi». Infine ha assicurato che la sua Amministrazione è impegnata quotidianamente nella «lotta alla povertà e alla discriminazione».

Un discorso, quello del Primo cittadino, che però non è piaciuto a un altro consigliere di minoranza, Piero Paparella, il quale a margine dell’incontro si è sfogato su Facebook. «Il Sindaco non ha perso l'occasione per essere divisivo, per alzare un muro per dividere i buoni dai cattivi, per mettere da una parte del campo chi "fa come dico io" e dall'altra chi la pensa diversamente - ha scritto sul suo profilo social -. Ci saremmo aspettati una parola nei confronti dei nostri concittadini in difficoltà, di chi non sa cosa mettere nel piatto del proprio bambino per sfamarlo, di chi ha perso il lavoro, di chi ha perso la speranza nella vita, degli ammalati, dei nostri concittadini rassegnati alla solitudine, delle tante famiglie della nostra città distrutte dal gioco d'azzardo e dalla ludopatia. Neanche una parola verso i nostri giovani sempre più in balìa di valori inesistenti annebbiati dall'uso sempre più frequente di droghe leggere o pesanti che siano. Non ci siamo. La delusione è tanta quanto l'amara constatazione della realtà delle cose».

Dopo il dono della croce di don Tonino, la visita del Vescovo si è conclusa con un minuto di silenzio dedicato ai migranti morti nel Mediterraneo.

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